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giovedì 4 luglio 2013

Gaming History: Episode 1


Benvenuti a gaming history, la rubrica in cui ripercorrerò la storia dei videogiochi (e vi farò acquisire un po’ di “cultura”). In questi numeri vi racconterò la storia del vostro passatempo preferito fermandomi nei momenti salienti, dagli anni ’40 ad oggi.
Dunque, cominciamo. La storia dei videogiochi inizia negli anni ’40 e ’50, quando vengono creati i primi rudimentali giochi (tutti per computer) quali, tra i quali figurano OXO e Tennis for Two. Questi giochi visti adesso possono sembrare stupidi e la loro creazione una passeggiata ma ovviamente non si avevano i mezzi di adesso… quindi fate voi.
Il primo videogioco vero e proprio fu però:
Spacewar!
È il primo sparatutto (se così si può definire) della storia, ideato per PDP-1 (è un computer, ignoranti), fu ideato principalmente da Steve Russel nel 1962. Viene considerato il primo vero e proprio videogioco della storia perché è stato il primo a presentare un mondo dotato di regole fisiche con situazioni variabili, è  completamente in tempo reale e fu il primo ad essere largamente distribuito commercialmente. È privo (ovviamente) di intelligenza artificiale, quindi ci si può giocare soltanto se trovate un avversario. In linea di massima il gioco è così: ognuno controlla una astronave, vince chi riesce per primo a colpire l’avversario con un missile. Qualche genio apportò delle modifiche:
Shawn Garetz (chi?), un appassionato di fantascienza, prendendo spunto da dei libri che parlano di pirati spaziali che con delle gallerie interstellari si spostavano da un punto all’altro della galassia in un nanosecondo (e  non pagavano il biglietto, non ho letto quei libri ma ne sono sicuro) aggiunse la possibilità di scomparire e ricomparire in un punto a caso dello schermo premendo un pulsante; Dan Edwars (un’altra persona famosissima…) aggiunse un corpo celeste al centro dello schermo che attira le astronavi distruggendole, e costringendo i poveri nerd a starne lontani (anche i n00b a dirla tutta, ma tanto loro non ci riescono);
L’ultima aggiunta (per importanza, avete letto bene, non ho scritto non) fu di Peter Samson, che rese più bella la schermata di gioco con la reale posizione e luminosità delle stelle viste dall’equatore, questa versione del gioco venne scherzosamente soprannominata Expensive Planetarium, cioè planetario costoso.
Va inoltre ricordato che Alan Kotok e Bob Saunders inventarono il primo joystick della storia appositamente per questo gioco.
Oggi è possibile vedere Spacewar! sull'unico PDP-1 funzionante, situato al Computer History Museum a Mountain View in California. È inoltre possibile giocarci attraverso alcuni emulatori, come MESS; ne esiste uno scritto sotto forma di applet Java, appositamente dedicato al gioco.
 Esistono diversi videogiochi arcade ispirati a Spacewar!: Galaxy Game e Computer Space, del 1971, e Space Wars, del 1977: quest'ultimo fu quello che ottenne il maggiore successo commerciale. Esistono anche versioni commerciali per Atari 2600, Amiga e Vectrex, oltre che a progetti open source come KSpaceDuel.
Alla prossima amici!

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