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martedì 9 luglio 2013

Si giocava meglio quando si giocava peggio?



Per la prima volta su questo blog ci sarà un Game Philosophy curato da me (che emozione!).

Oggi vorrei fare chiarezza su un argomento molto dibattuto: i giochi di adesso sono migliorati o peggiorati rispetto al passato? Penso che se lo chiediamo alla maggior parte dei ragazzi/ragazzini delle medie o del liceo, qui in Italia, ci diranno: “ma ovviamente sono migliorati! Hanno una graffika migliore e sono molto più realistici!!!”.
Se lo chiedessimo invece ai ragazzi “di ieri” ci risponderebbero l’esatto contrario. E cosa ne pensa il buon Link?
Come sapete io sono un retrogamer, vado matto per i giochi degli anni '70, '80 e '90, ma sono pur sempre un ragazzo del ventunesimo secolo che non vede l’ora che escano nuovi giochi, quindi penso di essere abbastanza imparziale per poter parlare dell’argomento.


Ciò che ai ragazzi di oggi non piace dei giochi vecchi è soprattutto la grafica (edit: ho scritto anche un altro articolo, proprio su questo argomento): abituati al loro Call of Duty, in cui si vede anche la sporcizia sotto le unghie delle mani, trovano brutti quei pixel troppo grandi. Questo solo perché confondono il concetto di grafica bella con quello di grafica realistica. In linea di massima una grafica realistica si può definire bella, ma anche una grafica non realistica può essere bella: per esempio alla grafica di Battlefield 3 o di Crysis 3 preferisco quella di Ni No Kuni o di The Legend of Zelda: Twilight Princess. E trovo bella anche la grafica di molti giochi d’epoca (ad esempio Zelda: A Link to the Past o i primi Sonic the Hedgehog): penso che se la grafica di un gioco di vent’anni fa non sembra bella adesso vuol dire che non era tanto bella nemmeno allora.




Ciò che non piace ai giocatori d'annata dei giochi di oggi, invece, è il fatto che spesso il gameplay venga sacrificato in favore della grafica, del sonoro o di altre cose. Poco tempo fa assistitevo ad una conferenza più o meno su questo argomento, in cui si sottolineava quanto sia importante il gameplay per la definizione stessa di videogioco, ma anche quanto i videogiochi possano essere l’unione di tutte le arti di cui parlava il buon Wagner: in quanto uniscono al gameplay la narrativa, la musica e ogni altra forma creativa.
È vero quindi che spesso nei giochi moderni il gameplay è sacrificato per far spazio ad altre cose, ma è anche vero che in questo modo i videogiochi ci hanno regalato scene bellissime dal punto di vista cinematografico e storie mozzafiato. Tramite musiche e scenari si possono inoltre creare atmosfere vive e pulsanti che condiscono alla grande il gameplay, e regalano quindi al giocatore un’esperienza completa sotto ogni punto di vista.

In realtà i giochi moderni hanno anche un altro difetto, secondo i "giovani di ieri": l’originalità. Alla suddetta conferenza qualcuno diceva anche che alla Atari nei primi tempi c’era un libro dove venivano scritte tutte le idee dei vari sviluppatori, e nessuno poteva utilizzare nei suoi videogiochi elementi che erano stati scritti su quel libro da qualcun altro. Adesso è l’esatto opposto, software house indie a parte, praticamente nessuno ti produrrà un gioco se non è basato su qualcosa che è già stato provato e che abbia avuto successo, del resto per produrre un videogioco si investono milioni di rupi… euro e non si può rischiare così tanto. Se qualcuno critica i videogiochi moderni per questo ha il mio pieno appoggio, ma è anche vero che in questo modo le formule di gioco di alcuni titoli vengono continuamente migliorate. Sia chiaro, questo non giustifica minimamente la mancanza di innovazione che oggi regna sovrana.

Non ha senso dire che i giochi di prima facevano schifo o che lo fanno i giochi di adesso, semplicemente ogni periodo della storia dei videogiochi ha avuto dei punti di forza e altri di debolezza, i suoi capolavori e i suoi flop. E adesso il punto è: come saranno i videogiochi di domani?

2 commenti:

  1. Bellissimo articolo, che fa pensare. Io sono un gamer della "vecchia Guardia", ho incominciato con l'Atari 2600 e sono arrivato a Xbox360 e Nintendo 3DS, con in mezzo troppi sistemi di gioco, estremamente variegati. Personalmente mi sono un tantino disaffezionato ai giochi di ultima generazione. Ero (e sono) fanatico delle serie Borderlands, Gears of War e Monster Hunter, però mi sono ritrovato più spensierato e divertito coi giochi old school, Castlevania (uno a caso) in primis. Anche coi loro reboot moderni, ci mancherebbe, ma ormai sono arrivato a concepire quasi esclusivamente il retrogaming, sia come giochi vecchi in se stesso, sia come giochi nuovi stile vecchio (Castlevania Portrait of Ruins, per fare un esempio). Mio cognato 21enne stenta a capirmi, ma lui tante glorie non sa manco come sono fatte!

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    1. Ciao! Intanto anche a me è piaciuto parecchio Castlevania: Portrait of Ruin, e capisco benissimo quello che intendi. Al giorno d'oggi c'è molta meno innovazione che in passato, e si punta molto più sull'aspetto tecnico. Farebbe bene a tutti i più giovani infatti andarsi a recuperare le vecchie glorie del passato. Ciò non toglie però che esistano tuttora molti giochi degni di questo nome, basta cercarli! :)

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