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mercoledì 31 luglio 2013

The Legend of Zelda: Twilight Princess - Recensione

by Link


Ciao a tutti voi amici di Timber Maniacs, prima della recensione vera e propria voglio precisare che il gioco di cui parlerò oggi, pur non essendo recentissimo, merita comunque una recensione sul nostro sito, e abituatevi al fatto che potremmo recensire diversi giochi che non siano proprio le ultime uscite, a patto che non siano nemmeno troppo “retro”, in quel caso ne parlerò direttamente in una delle mie rubriche.

The Legend of Zelda: Twilight Princess uscì nel 2006 quasi in contemporanea  per Wii e per GameCube (la graffika, se ve ne fregasse qualcosa, va quindi valutata tenendo conto che si tratta di un gioco per GCN). La versione per Wii aveva in più la modalità 16:9 e il supporto ai sensori di movimento, e tutto il gioco, rispetto alla versione per GameCube, è speculare, in modo da rendere Link destro (Link normalmente impugna la spada con la mano sinistra, ma Nintendo pensò che la maggior parte dei giocatori avrebbe impugnato il Wiimote con la destra). La versione da me recensita è quella per Wii.


Passiamo ora a parlare della trama. In questo episodio il nostro Link, che poi sarei io, dopo che il suo villaggio è stato attaccato dai nemici, si risveglia sotto forma di lupo in una prigione. Una misteriosa creatura proveniente dal regno del crepuscolo, Midna, lo aiuterà ad uscire. In seguito si ritroverà a salvare Hyrule dalle tenebre, fino ad entrare nel regno del crepuscolo stesso e ad affrontare Zant, l’usurpatore al trono. Di più non vi dico per non rovinarvi la sorpresa, ma vi assicuro che la trama, pur rimanendo abbastanza semplice, ha dei colpi di scena niente male.

Come già vi ho accennato per controllare Link userete i sensori di movimento, combinati ai pulsanti. A differenza del più recente Skyward Sword, che replica millimetricamente i vostri movimenti, in questo Zelda bastano movimenti approssimativi per combattere, sia da umano che da lupo (dobbiamo contare che è un gioco di lancio del Wii), ma le potenzialità del controller sono utilizzate maggiormente in attività secondarie come la pesca. I combattimenti si rivelano divertenti e appaganti, e anche i dungeon, pur essendo un filino più lineari e semplici rispetto alla media dei precedenti Zelda, rimangono comunque belli tosti, pieni zeppi di enigmi cervellotici. Datemi retta, se vi bloccate non consultate nessuna guida, ma provate a scervellarvi fin quando non giungete ad una conclusione, e alla fine il senso di appagamento sarà grandissimo. Questa dritta vale per tutti gli Zelda e in generale per tutti i videogiochi, perché rovinarvi il divertimento che il gioco ha in serbo per voi? Il mondo di gioco è poi come sempre enorme ed esplorarlo è un enorme piacere, vi assicuro che le cavalcate per la piana di Hyrule in questo gioco sono una cosa spettacolare, una delle esperienze più piacevoli mai provate in un videogioco. Un difetto del gioco si può riscontrare nel fatto che le Rupie, la valuta del regno di Hyrule, si ottengano forse un po’ troppo facilmente, ma è roba di poco, anche perché avrete molti modi per usarle, tra oggetti rari, mendicanti che sapranno dimostrarsi riconoscenti per l’elemosina ricevuta e negozi da finanziare.

La grafica e il sonoro sono a dir poco fantastici, e adesso statemi bene a sentire. Paragonato a quelli della maggior parte dei giochi moderni non si tratta di un motore grafico impressionante, ma la cura riposta in ogni dettaglio (cosa importante per uno Zelda dai toni realistici come questo), la pulizia, e soprattutto lo stile inconfondibile rintracciabile nella direzione artistica di ogni paesaggio e personaggio, faranno rimanere chiunque a bocca aperta almeno un paio di volte. Al diavolo l’HD e la superpotenza delle schede video moderne, QUESTA è una bella grafica, come ho già ampiamente spiegato nel Game Philosophy. In questo capitolo della saga le ambientazioni sono più dark del solito, con palette di colori più scure e luoghi pervasi da un'aura di tetra epicità, ma non mancano luoghi più luminosi e solari, che risalteranno anche di più grazie al contrasto che verrà a crearsi. Le musiche poi, come tradizione della saga, sono ottime ed adatte ad ogni contesto, stessa cosa per gli effetti sonori. I brani che accompagnano il giocatore durante l’avventura sono arte allo stato puro, emozionano e commuovono, e hanno un ruolo determinante nel definire le atmosfere in cui verremo immersi.
Insomma, date retta al buon Link, Twilight Princess è un giocone, che gli “ardcòr gheimer” appassionati di FIFA e Call of Duty farebbero bene a giocare e a chiedersi se magari non si stanno perdendo qualcosa, e che tutti gli altri che già conoscono la bellezza di questo tipo di giochi devono a maggior ragione giocare, sempre che non l’abbiano già fatto.

Sonoro: 10
Grafica: 10
Gameplay: 9
Longevità: 9
Impatto: 10
Globale: 10

1 commento:

  1. Bel articolo! Appena mi comprerò il Wii U questo sarà uno dei miei primi acquisti!

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