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mercoledì 21 agosto 2013

Gaming History: Episode 3



Ben tornati a Gaming History, dove si studia la gloriosa storia dei nostri amati videogiochi. Eravamo arrivati all’arrivo della prima console: il Magnavox Odyssey, e del suo "rivale", il PONG. Dopo la loro creazione arrivò l’età d’oro dei videogiochi arcade e, nel 1976, per la prima volta dei rompiscatole cominciarono a dire che i videogiochi erano diseducativi, solo perché in un gioco chiamato Death Race si dovevano investire dei nemici che potevano sembrare (lontanamente) pedoni. L’anno dopo esce la prima console con cartucce (finalmente con una console si poteva giocare con più giochi), l’Atari 2600, anche se già dal 1976 esisteva una console che le usava: il Fairchild Channel F, che ebbe però uno scarso successo. Pochi anni dopo, precisamente nel 1980, arrivò un gioco che nacque per arcade machine, ma ben presto si diffuse sulle console, e non so se ad oggi esista una console che non abbia mai avuto un suo porting o remake, sto parlando di:

Pac-Man 




Di sicuro lo conoscerete tutti (o quasi), è quel pallino giallo inseguito da quattro fantasmini in una stanza buia su cui fate gli incubi la notte. Deve mangiare tutte le palline di un livello per passare al prossimo e se mangia un “power pill” (un pallino più grosso degli altri) può mangiare anche i fantasmi, ma questo effetto dura solo pochi secondi, in più una volta ingerito uno di loro dopo pochi attimi tornerà sullo schermo.
Queste sono cose che sapete tutti, ma ciò che non probabilmente non sapete (se lo sapete significa che è la seconda volta che rileggete questo articolo, o che siete dei veri nerd) sono alcune curiosità che adesso vi scrivo. La prima è che il creatore del gioco ebbe l'illuminazione che lo portò a creare Pac-Man guardando una pizza a cui mancava una fetta. Inoltre, ogni 10000 punti guadagnati si ha una vita extra (lo so che la maggior parte di voi non ci arriva a 10000  punti… non ci arrivo nemmeno io!). Il punteggio massimo, a causa di un bug del gioco, è di 3.333.360, che è il numero di punti che si guadagna se si disputa una partita perfetta per 255 livelli. Il 256, infatti, è impossibile da superare perché, a causa di un bug, quando ci si arriva lo schermo viene riempito per metà da simboli casuali che coprono la visuale rendendo impossibile andare avanti. Nonostante tutto pare che nel 1982 un nerdone di nome Jeffrey R. Yee (che all'epoca aveva 8 anni) riuscì a fare 6.131.940 punti superando quindi di molto il punteggio che si definisce massimo. Questa non è una notizia certa, ma fatto sta che questo bambino fu premiato dall’allora presidente degli Stati Uniti d’America, Ronald Reagan. Grazie agli emulatori si è poi riusciti a superare il famigerato “livello 256”, e si è scoperto che da lì il gioco va avanti per altri 255 livelli. 
Il nome originale del gioco, in Giappone, era "Puckman", che derivava dalla parola giapponese ぱくぱく(pakupaku), ovvero "aprire e chiudere la bocca", ma fu trasformato in "Pac-Man" perché in America l'avrebbero potuto scambiare per "Fuckman". 



Pac-Man ha ricevuto nel corso degli anni diversi porting su console, ma il primo, per Atari 2600, si rivelò un autentico disastro. L'Atari 2600 era famoso per i suoi porting da arcade machine, e quando arrivò il porting di Pac-Man ne produssero ben 12 milioni di copie, sicuri del successo. Nonostante l'Atari 2600 avesse venduto circa 10 milioni di unità, infatti, i dirigenti di Atari si aspettavano che questo gioco avrebbe portato un sacco di altre persone a comprare la console. Il gioco ebbe effettivamente un grande successo, vendendo 7 milioni di copie e diventando il gioco più venduto per Atari 2600, ma la scarsa qualità grafica rispetto alla versione arcade gli impedì di raggiungere le previsioni dei dirigenti della Atari, che furono costretti a seppellire 5 milioni di cartucce invendute, assieme a quelle di ET e a numerose console Atari 2600 in una zona del deserto del New Mexico, ma questa è un'altra storia.
 I quattro fantasmi che avrete maledetto svariate volte hanno un nome e anche una personalità: quello rosso si chiama Akabei, Blinky nelle versioni occidentali, ed è il più aggressivo, quello blu si chiama Aosuke, Inky in America ed Europa, e prova sempre a bloccare il corridoio più vicino a Pac-Man, quello rosa si chiama Pinky ed è il più veloce, mentre quello arancione si chiama Guzuta, Clyde in occidente; è il più lento e percorre traiettorie casuali, non per niente il suo nome deriva da “gu” che in giapponese significa stupido. In una serie animata su Pac-Man, realizzata da Hanna-Barbera, come capo dei fantasmi fu usato proprio Guzuta (certamente il meno adatto a quel ruolo), probabilmente per via della scarsa conoscenza del giapponese da parte dei due produttori americani. Il primo ad aver realizzato il "perfect score" di Pac-Man (arrivando a completare il livello 255) è stato Billy Mitchell nel 1999, mentre l'ultimo è stato David Race nel 2009, che è stato anche il più rapido a realizzarlo, impiegando 3 ore, 41 minuti e 22 secondi (pensate quanto ci ha messo il più lento).

Pac-Man è senza dubbio un classicone che tutti dovrebbero giocare, e spero che il mio articolo su di esso vi sia piaciuto!

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