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giovedì 1 agosto 2013

Le donne nei videogiochi

Nell'ultimo secolo le donne sono riuscite a ritagliarsi nella società uno spazio non più limitato a Playboy o Cucina Casalinga: adesso molte first-lady come Michelle Obama, o politici di sesso femminile importanti come la Moratti, hanno in pugno una bella fetta di potere sul mondo, per non parlare di tutte coloro che hanno ottenuto successo in campo artistico e culturale. Vi è però un mondo dove l’argomento donna è ancora molto dibattuto: quello dei videogiochi.


Tanto per cominciare, ci sono diversi esempi di ragazze o donne videoludiche. Parliamoci chiaro. Avete presente le ragazze di Dead or Alive? Mercificazione bella e buona della donna, ecco cosa sono!!!
Di per sé non c’è niente di male a vedere delle belle ragazze in un videogioco, ma ciò che trovo ridicolo è che titoli dal gameplay patetico come Dead or Alive: Paradise vendano soltanto perché ci sono delle tipe mezze nude nel gioco...

Un altro personaggio che mi ha lasciato alquanto perplesso è Lara Croft. Devo ammettere che all’inizio, almeno dall’apparenza, mi pareva la classica eroina super gonfiata sopra e sotto per attirare più pervertiti e convincerli a comprare il gioco, ma un pizzico di personalità sono riuscito a trovarla anche in lei, soprattutto nei primi capitoli della serie. Ha le sue paure, i suoi scheletri nell’armadio, le sue passioni, le sue qualità (almeno per lei, a differenza di molte altre sue colleghe, non riguardano voi-sapete-cosa), insomma, lei è un personaggio umano, e ciò è stato accentuato ancor di più nel recente reboot della serie.
Già tra lei e le lottatrici di DOA c’è un abisso pazzesco, adesso passiamo però a qualcosa di più complicato.

 Prendete Tifa e Aeris di Final Fantasy VII. Nonostante la prima sia stata realizzata in maniera un po’ troppo... “prosperosa”, sono due ragazze serie, che hanno dei valori, pronte a combattere per difendere i loro amici, ma che hanno il tempo di essere anche ragazze della loro età, contendendosi il cuore di Cloud, il nostro caporedattore. Quelli sì che sono personaggi umani! Oppure la principessa Zelda, che in ogni capitolo della serie deve venir salvata da Link (un altro nostro redattore, manco a farlo apposta): riesce ad essere sempre affascinante pur senza mettersi troppo in mostra, e la relazione tra lei e l'eroe dalla tunica verde riesce ad essere sempre profonda anche senza che egli dica una parola.

Parliamo poi di Meryl di Metal Gear Solid (ogni riferimento tra il mio nickname e il nome in codice di David, il suo ex, è puramente casuale). Lei è, esattamente al pari delle tre ragazze citate poco fa, una vera donna, presentata nel primo capitolo della serie come una ragazzina immatura, ma che alla fine del gioco risulterà molto cresciuta, e infine nel quarto episodio della serie si vedrà ormai diventata una donna seria, e pronta per avere una famiglia con un uomo apparentemente codardo, ma dimostratosi infine coraggioso e deciso nel volerla salvare.

Le vere donne nei videogiochi non sono spesso apprezzate dai videogiocatori, che preferiscono un branco di tizie vestite peggio che in video semi pornografico (e non a caso ci sono tantissimi idioti che realizzano fan-art erotiche sulle prime, non ritenendosi soddisfatti da come sono realmente). Purtroppo questa visione maschilista della donna esisterà fino a che ci saranno l’ignoranza e il sessismo, ma dobbiamo comunque ricordarci di queste ragazze con un minimo di cuore e carattere, che possono essere buoni modelli al pari di molti personaggi maschili.

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