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giovedì 15 agosto 2013

Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots - Recensione



Ormai si sa, solo pochi giochi riescono a trasmettere emozioni meravigliose. Ormai il mercato è popolato dal consumismo e ogni anno ci viene propinata sempre la stessa solfa con CoD, FIFA, PES e compagnia bella. Ormai è un vero e proprio evento trovare un videogame che riesca ad avvicinarsi come livello di contenuti ad un capolavoro cinematografico o letterario. Questo è il caso di Metal Gear Solid 4, epilogo della oltre venticinquennale saga di Solid Snake.



La trama si caratterizza per la sua originalità e il suo saper tenere gli occhi dei videogiocatori incollati allo schermo nelle sue 12-15 ore di durata, e quasi di sicuro non resisterete alla tentazione di rigiocarci almeno una volta. Per coloro che non hanno mai giocato Metal Gear Solid, consiglierei di giocare i precedenti, o difficilmente riuscirete a godere appieno questo gioco.
Siamo nel 2014, in un mondo ormai dominato dall’economia bellica e dalla nanotecnologia a causa di una crisi economica che in parte ricalca quella che tuttora sta dilaniando il nostro pianeta (e la vicinanza di un solo anno alla nostra epoca non può che farci rabbrividire). Il nostro protagonista, che ora si fa chiamare Old Snake a causa del suo invecchiamento precoce, dovrà affrontare per l’ultima volta nella sua vita il suo folle fratello gemello Liquid Snake, che ha ormai preso totalmente il controllo del corpo del pistolero Revolver Ocelot, assumendo l'identità di Liquid Ocelot e sottomettendo il complesso sistema di nanomacchine che controlla le azioni e le emozioni di tutti i soldati sparsi sulla Terra alla sua mercé. Snake, aiutato dal suo ormai inseparabile compagno Otacon, dovrà affrontare un lungo viaggio da una parte all’altra del globo alla ricerca della sua nemesi. Durante il viaggio incontrerà vecchi amici e si farà nuovi alleati, tra cui spicca il rivenditore d’armi Drebin, che rifornisce il nostro eroe di armi e gagdet all’avanguardia. Il gioco mantiene la sua matrice stealth, ma, essendo ambientato in una zona di guerra, il gameplay ha subito molti cambiamenti, primo fra tutti la visuale: quando si prende la mira, oltre a quella classica in prima persona, sarà possibile utilizzarne una in terza molto simile a Resident Evil 4, che si rivelerà utilissima nelle sparatorie e contro i boss. Inoltre, come nel 3, è possibile mimetizzarsi con l’ambiente circostante grazie a una tuta chiamata octo-camo, che cambierà qui aspetto automaticamente in base alla superficie con cui entra a contatto. Sarà anche possibile utilizzare un robottino progettato da Otacon e munito di mimetica ottica, il Metal Gear MKII, con cui potrete raccogliere oggetti e stordire silenziosamente i nemici.
Il sonoro si attesta ad ottimi livelli, grazie alla colonna sonora che riesce ad adattarsi ad ogni situazione, che sia di gioco o cinematografica. Anche il doppiaggio inglese stupisce grazie alle voci di David Hayter e Christopher Randolph, non facendoci rimpiangere una localizzazione vocale italiana.
La grafica non è ai massimi livelli, ma considerando che questo è un gioco del 2008 ci si può tranquillamente passare sopra.
In definitiva, Metal Gear Solid 4 è la fine di un’icona leggendaria, l’epilogo di una spettacolare saga che ci ha accompagnati fin dal 1987, quando nacque sui computer MSX. Adesso rimangono solo da chiarire alcuni punti un po' oscuri, specialmente per quanto riguarda la storia di Big Boss, e il buon Hideo Kojima difficilmente ci deluderà.


Grafica: 8
Sonoro: 9.5
Gameplay: 9
Longevità: 8.5
Impatto: 10
Globale: 9.5


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