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venerdì 25 ottobre 2013

Gaming History: Episode 5

by Link



Bentornati a gaming history dove si studia la storia dei videogiochi. Vi avevo lasciato al 1985, con Super Mario Bros. e adesso parlerò di un gioco uscito un anno dopo, nel 1986. Questo è uno dei miei giochi preferiti, nonché il gioco con il quale sono diventato famoso. Ovviamente sto parlando di:

The Legend of Zelda




Chi si intende anche solo un pochino di videogiochi o che segue questo blog conoscerà sicuramente la serie The Legend Of Zelda e il suo protagonista: Link. La serie The Legend Of Zelda nasce dalla mente del grande Shigeru Miyamoto, già creatore di Mario e Donkey Kong. L’ispirazione per la serie venne a Miyamoto dalle avventure nei boschi dietro casa sua quando era bambino. Questo gioco, capostipite di questa grandissima saga, fu sviluppato per Famicom (il NES giapponese) nel 1986 e arrivò in Europa e America l’anno dopo. Nel gioco il giovane eroe Link (che possiede la Triforza del coraggio) deve recuperare i frammenti della Triforza della saggezza (che prima apparteneva a Zelda) per salvare la principessa Zelda e il regno di Hyrule dal malvagio Ganondorf che possiede la Triforza della potenza (come in quasi tutti i giochi che lo hanno seguito). È un misto di azione, esplorazione e puzzle, e fu rivoluzionario per l’epoca per diversi motivi: la possibilità di usare decine di armi diverse,  la possibilità di salvare (all’epoca non era una cosa tanto comune), la possibilità di esplorare liberamente un mondo, e in generale perché era molto meno lineare della stragrande maggioranza dei giochi dell’epoca. Pensate infatti a che novità fu, per dei giocatori abituati a platform in cui si andava soltanto avanti, poter gironzolare liberamente per la terra di Hyrule ed esploraare i dungeon in cerca di indizi per andare avanti. Il gioco ebbe infatti un successo strepitoso, anche se dal punto di vista di copie vendute non si avvicinò minimamente a Super Mario Bros. di cui vi ho parlato nello scorso episodio.

Altro elemento molto apprezzato del gioco furono le splendide musiche di koji Kondo, già autore della colonna sonora di Super Mario Bros., che si riveleranno tra le migliori del panorama videoludico anche nei successivi episodi nella saga.
 

Se dopo aver letto questa recensione avete una voglia irrefrenabile di giocare a questo gioco e non avete un NES, niente paura, si può scaricare dalla Virtual Console del Wii al modico prezzo di 500 Wii points (circa 5 €) o dall’eshop del 3DS a 5 €. Giocare su Wii a questo gioco vi permetterà di avere una vera esperienza da retro gamer perché il  Wiimote messo in orizzontale può fungere benissimo da controller del NES (basterà far finta che 1 e 2 siano B e A). 




Vi ricordo inoltre che, se non avete una console Nintendo e volete avvicinarvi alla saga, è già disponibile sul mercato il Wii U in Edizione Limitata di “The Legend of Zelda: The Wind Waker HD”, e il 22 Novembre uscirà il 3DS XL in edizione limitata di “The Legend of Zelda: A Link Beetween Worlds”; entrambe le console hanno all’interno il gioco in formato digitale, quindi può essere una buona occasione per avvicinarsi alla saga, e vi consiglio fortemente di farlo, visto che si tratta di una delle migliori epopee videoludiche di tutti i tempi.
Alla prossima dal vostro Link!

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