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lunedì 23 dicembre 2013

Gaming History: Episode 7

by Link



Bentornati a Gaming History, miei cari Timber Fan! È da qualche tempo che sto parlando della terza generazione di console (NES, Master System…) e adesso qualcuno di voi avrebbe ragione ad essersi rotto. Proprio per questo motivo oggi andremo avanti qualche anno. La quarta generazione (caratterizzata dai processori a 16 bit) iniziò nel 1987 con l’uscita del TurboGrafx-16 (PC Engine in Giappone) prodotto da NEC, ma sarebbe “esplosa” solo qualche tempo dopo con l’uscita di SEGA Mega Drive e SNES. Sempre nel 1987 uscì il primo capitolo di una delle più importanti serie di picchiaduro a incontri di tutti i tempi, ossia Street Fighter! È proprio su questo gioco, e sul suo sequel, che si focalizzerà questo articolo.
  

Street Fighter I/II



Il primo Street Fighter uscì su arcade machine e fu poi convertito su diverse macchine dell’epoca (tra cui il già citato PC Engine). Nonostante lo scarso successo, questo gioco fu una pietra miliare per il genere dei “fighting games”. Fu infatti, nonostante il Guinness World Record abbia erroneamente attribuito il titolo al suo sequel, il primo picchiaduro a fare uso di combo, e che combo. Stiamo parlando infatti di tre colpi che riecheggiano nei cuori di milioni di combattenti: Hadōken, Shoryūken e Tatsumaki Senpū Kyaku. In questo primo episodio si poteva usare solo Ryu, con cui sfidare diversi avversari controllati dalla CPU. Se si giocava in due, invece, il secondo giocatore utilizzava Ken, ed è per questo che lui e Ryu vennero resi identici a livello di abilità. Nel gioco si dovevano sfidare otto diversi avversari (nessuno di essi sarebbe poi rimasto nel II) di quattro diverse nazionalità (Giappone, USA, Cina e Inghilterra) per arrivare poi a sfidare, in Thailandia, Adon (maestro di Muay Thai) e il suo mentore Sagat, boss finale del gioco nonché unico avversario rimasto nel sequel.



Street Fighter II: The World Warrior uscì nel 1991, ed ebbe molto più successo del suo predecessore, tanto da essere rimasto il gioco più venduto nella storia di Capcom fino al 2013, anno in cui è stato superato da Resident Evil 5 (ahimé).
La prima versione di questo titolo fu per arcade machine, e fu proprio questa versione a rivoluzionare i comandi dei giochi da sala. Come nella (poco diffusa) edizione deluxe del primo capitolo, infatti, abbiamo uno stick a otto direzioni, e sei pulsanti, rispettivamente per tre tipi di calci e pugni (debole, medio e forte). Combinando questi pulsanti con direzioni dello stick si potevano, anche qui, sferrare delle combo, ma si poteva inoltre “cancellare” la mossa precedente eseguendone immediatamente un’altra, elemento che rendeva il gameplay decisamente più fluido. Inoltre, si potevano finalmente utilizzare ben otto personaggi diversi, e ben caratterizzati (a differenza dei dimenticabili nemici del primo gioco). 

Oltre ai due protagonisti del primo gioco, Ryu e Ken, vi erano infatti: E. Honda, esperto di sumo giapponese; Blanka, uomo-bestia brasiliano; Guile, ex soldato americano; Chun-Li, ragazza cinese dai potenti calci; Zangief, wrestler russo, e Dhalsim, yogi indiano. Ognuno di questi personaggi ha mosse e abilità diverse, così da permettere a ogni giocatore da scegliere il lottatore con lo stile più adatto a lui. Oltre ad essi vi erano quattro boss, non giocabili, tra cui Sagat, boss finale del primo capitolo. Queste novità, unite alle rivoluzionarie caratteristiche già presenti nel primo episodio (poco conosciuto), resero questo gioco un successone, tanto da inaugurare l’epoca d’oro dei fighting game che durerà per tutti gli anni 90, dando vita a innumerevoli saghe (tra cui Mortal Kombat, Tekken, Virtua Fighter, King of Fighters…). Il gioco ottenne enorme successo anche nelle sue conversioni per console, in particolare in quella per Super Nintendo, prima ad essere realizzata e migliore a livello di fedeltà.



Dopo “The World Warrior” furono rilasciate molte versioni di questo gioco, che presentarono diverse migliorie. La prima fu “Street Fighter II’: Champion Edition”, in cui si potevano selezionare come giocabili i quattro boss e far sfidare due personaggi uguali, differenziati da un diverso colore dei vestiti. Inoltre, alcuni artwork e sfondi furono ridisegnati, e in generale le potenze dei personaggi furono modificate in modo da rendere gli scontri più bilanciati.
Venne poi “Street Fighter II’: Hyper Fighting”, in cui la velocità degli scontri era notevolmente incrementata per rendere gli incontri più frenetici, e ogni personaggio aveva una nuovo set di colori, mantenendo però l’originale come colorazione alternativa. Su Super Nintendo questo titolo uscì come “Street Fighter II’: Turbo”, contenente anche la “Champion Edition”. In questa versione si poteva scegliere tra 4 diverse velocità di combattimento, 6 se si inseriva un codice segreto. 


Nel 1993 arrivò “Super Street Fighter II – The New Challengers”, che apportava sostanziali modifiche al gioco originale. Innanzitutto questo titolo girava su CPS II, hardware da sala giochi ben più potente del CPS su cui giravano i predecessori: questo risultò in una veste audio e video completamente nuova, e ogni personaggio ebbe un suo doppiatore. Inoltre, vennero aggiunti 4 nuovi personaggi: T. Hawk, Cammy, Fei-Long e Dee-Jay. Tutti i combattenti ricevettero poi, oltre alle tre già presenti, cinque nuove colorazioni. A ciò va aggiunto che le movelist dei boss furono rinnovate, e che la velocità degli scontri fu ridotta rispetto all’”Hyper Fighting”.

Ma le vere innovazioni, a livello di gameplay, arrivarono con il titolo successivo: “Super Street Fighter II Turbo”. In questo gioco la vera innovazione furono le “Super Combos”, una per ogni personaggio, utilizzabili dopo aver riempito, eseguendo colpi di altro tipo, la barra “Super Combo”. Inoltre, era possibile eseguire delle “juggle”, ovvero delle combo contro un avversario scagliato in aria, e ridurre il danno subito dalle prese cadendo in modo sicuro. Faceva poi la sua apparizione in questo titolo il primo personaggio nascosto della serie: Akuma l’orso. Se si fosse riusciti a sconfiggere tutti gli avversari senza perdere nemmeno una volta, arrivati da M. Bison (il boss finale) l’orso avrebbe fatto la sua apparizione spazzandolo via e divenendo lui il nostro avversario. Era inoltre possibile utilizzarlo come personaggio giocabile inserendo un determinato codice, ma questa versione è ben più debole di quella controllata dalla CPU.
 
L’ultima versione arcade di Street Fighter II, “Hyper Street Fighter II – The Anniversary Edition”, arrivò nel Dicembre del 2003. Questa edizione nacque per commemorare i 15 anni della serie Street Fighter, ed è basata proprio su “SSFII Turbo”, con l’unica differenza di poter selezionare i personaggi da tutte le precedenti versioni del gioco, e farli sfidare tra loro. Potremo ad esempio far combattere Ken “Turbo” contro Ryu “Normale”. In America ed Europa non fu rilasciata la versione arcade di questo titolo, arrivarono però i porting per PS2 e Xbox.
 
Un’ultima iterazione di questo immortale gioco, in esclusiva per PSN e Xbox Live Arcade, fu “Super Street Fighter II Turbo: HD Remix”, che contiene il gioco originale e una versione “remixata”, con una grafica in HD, musiche completamente rinnovate e un gameplay ampiamente ri-bilanciato. Proprio come nella versione Hyper, è possibile scegliere la versione “Classic” di ogni personaggio. Queste versioni non possono eseguire Super Combo o ridurre il danno delle prese, ma sono fatte per essere leggermente più forti.


Lo avete notato anche voi? Cambia più da una versione all’altra di Street Fighter II che da un capitolo all’altro di Call of Duty! E dopo questo combattivo episodio di Gaming History, auguro a tutti voi un buon Hadoken!




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