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giovedì 16 gennaio 2014

Che gioco realistico!

by Cloud



Molte volte quando le persone, non solo giornalisti addetti al settore, ma anche persone normali, parlano di videogiochi, un modo per elogiare un titolo è: guarda che grafica/fisica realistica che ha! È come giocare a calcio/stare in guerra/guidare veramente! Insomma, viene lodato un titolo per il suo essere molto vicino alla realtà, per il proporci situazioni verosimili, che potrebbero accadere in modo del tutto simile nel mondo reale. Ma siamo sicuri che ciò sia realmente importante ai fini di una piacevole esperienza videoludica?
 



Ciò che voglio dire è che il videogioco di per se dovrebbe essere, come un libro o un film, un momento di evasione dalla realtà, un momento in cui vivere qualcosa che vada oltre il verosimile, qualcosa che non potremmo provare senza accendere la console o il PC. La saga di Final Fantasy, ad esempio, eccetto per gli ultimi capitoli che non sono poi riusciti molto bene, mi ha sempre appassionato alla grande, grazie alle avventure fantastiche, ricchissime sotto ogni punto di vista, che mi faceva vivere. Molto più di un realisticissimo Battlefield 4, tanto per fare un esempio.

Quello che voglio dire, è che preferisco immergermi in un mondo di pura fantasia, in cui ci sono posti e creature del tutto particolari, anche se tutto ciò non esiste, piuttosto che vedere ogni anno quali piccoli cambiamenti apportino al giochino di guerra. Voglio vivere una storia emozionante, con personaggi che si amino, che si odino, che combattano per i loro ideali; anche se poi nel mondo reale è molto più probabile trovarsi davanti freddi soldati che difficilmente trasmettono troppe emozioni. E soprattutto, voglio un gameplay che mi diverta, in modo immediato o meno, e non me ne frega niente se poi un idraulico panzone quei salti nella realtà non potrà mai sognarsi di farli. 

Certo, non nego che ci siano bellissimi giochi che traggono giovamento da un elevato realismo, ma ciò non li rende per nulla superiori a un platform o a un JRPG con grafica cartoonesca, si tratta solo di diverse scelte stilistiche. Focalizzarsi sul realismo serve soltanto a snaturare il concetto di videogioco, ed è, mi dispiace ammetterlo, anche per questo che nella società odierna il videogioco è un po’ più sdoganato: pensate ad esempio, come vedere negli anni ‘70 una pallina gialla che mangiava pillole e scappava dai fantasmi dovesse essere meno difficile da accettare, specie per una persona che volesse sembrare seria e matura, piuttosto che un simulatore di guida del tutto realistico di oggi. 

Era molto più facile relegare il tutto a passatempo infantile, e infatti ancora oggi ciò che molti cercano di fare è discriminare la parte GIOCO: un professionista serio e rispettabile non ammetterà mai di amare giochi come Super Mario Bros. o Pokémon, se non per la nostalgia di averci giocato da ragazzino. Si parla di maturità del media perché su PlayStation 4 i modelli poligonali dei personaggi raggiungono un livello di realismo tale da farli rassomigliare ad attori veri, o perché in certi giochi la componente cinematografica è così presente da farli sembrare film.

Ma noi videogiocatori, noi veri videogiocatori, non dobbiamo farci ingannare, non dobbiamo farci togliere ciò che è nostro, che è irreale, che nella realtà non accadrebbe mai, e che, ammettiamolo, è dannatamente divertente. Se devo stare giorni e giorni a imparare come si guida in Gran Turismo 6 piuttosto mi compro un auto vera. Preferisco giocare a Mario Kart Wii, perché anche se Mago Nero e Link mi stracciano clamorosamente mi diverto un mondo lo stesso. E non parlo di facilità o difficoltà (sono il primo a criticare i giochi facili), perché entrambi i giochi premiano la bravura del giocatore: parlo del fatto che preferisco correre in un mondo colorato e fantasioso con power-up fuori di  testa piuttosto che avere la sensazione di guidare una vera auto da corsa.

Quindi, miei cari amici gamer, non state a contare i poligoni sullo schermo o a vedere se la fisica è verosimile, piuttosto domandatevi se il gioco vi diverte e appassiona, e al diavolo la serietà.



2 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione!!!
    Anche io perdo sempre a Mario Kart contro mio fratello, ma non c'è nulla che mi diverte così tanto. Ed è per questo che penso di partecipare a The Last Tournament!

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    1. Molto bene, sono felice che tu abbia colto l'essenza dell'articolo :)
      Se vuoi iscriverti al torneo allora affrettati, scrivi il tuo nome e il tuo codice amico sull'apposito post o sulla pagina Facebook, almeno comincia a formarsi il gruppo :)

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