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domenica 26 gennaio 2014

Code Geass: Lelouch of the Rebellion - Timber Anime

by Cloud



 Anno 2017: Il Giappone è sotto il dominio del “Sacro Impero di Britannia”, potenza che controlla adesso circa un terzo del mondo, e ha perso il suo nome, venendo definito dagli invasori come Area 11. I Giapponesi vengono inoltre discriminati dagli invasori Britanni, che li definiscono in modo dispregiativo “Eleven”. Il punto di forza dell’Impero sono i cosiddetti “Knightmare Frames”, potenti mecha che conferiscono a Britannia la superiorità militare su moltissimi stati.
Un giorno però il giovane Lelouch Lamperouge, principe rinnegato dell’Impero con l’obiettivo di distruggerlo, entra in possesso del Geass, un misterioso potere che permette all’utilizzatore di dare ordini alle altre persone semplicemente guardandole negli occhi, e, sotto la maschera del misterioso “Zero”, fonda un gruppo di ribelli, i Cavalieri Neri, che scuoterà l’Impero con delle sanguinose rivolte.

 

Con queste premesse inizia Code Geass, anime iniziato del 2006 dello Studio Sunrise, storico autore tra le varie cose, di Mobile Suit Gundam e seguiti. La regia è affidata a Goro Taniguchi, mentre lo storyboard è di Ichiro Okouchi. L’influenza di Gundam si vede soprattutto nel ruolo che i robot hanno in questa serie: essi, per quanto importanti, rimangono semplici armi in mano ai piloti. Code Geass appartiene quindi al genere Real Robot, inaugurato proprio da Mobile Suit Gundam nel lontano 1979. Ma classificare questo anime come semplice appartenente al genere mecha è per certi versi ingiusto: esso infatti risente molto dell’influenza di un'altra serie di cui abbiamo già parlato su queste pagine virtuali: mi riferisco ovviamente a Death Note (leggi il nostro articolo su Death Note).


Code Geass straripa infatti di ragionamenti e duelli psicologici, proprio come il manga ideato da Tsugumi Ohba e Takeshi Obata, e quando iniziai a vedere questa serie ebbi come il timore che essa, per quanto godibile, sapesse di già visto. Le premesse sono infatti del tutto simili a quelle di Death Note, anche se in chiave robotica: Lelouch, per ottenere successi, dovrà spesso sporcarsi le mani con omicidi e tradimenti, e ciò comincerà a pesare sul suo equilibrio mentale, proprio come succedeva, anche se meno marcatamente, a Light Yagami. Ebbene, andando avanti con la visione dell’anime ho dovuto ricredermi: Code Geass è un anime che si differenzia molto da Death Note, e lo supera anche sotto molti punti di vista. Andiamo per ordine però: Lelouch non è cinico come Light, in quanto a guidare le sue gesta sono spesso i sentimenti. Egli, utilizzando il suo potere, vuole creare un mondo migliore non per un astrato senso di giustizia, bensì per sua sorella Nunnally (cieca e disabile per il trauma ricevuto quando loro madre, l’imperatrice Marianne, fu assassinata e loro due esiliati dal loro stesso padre), alla quale vorrebbe dare un posto dove vivere serenamente. 

I due si trovano comunque in una situazione tutto sommato tranquilla: nonostante il mondo sia sconvolto da continue guerre, all’interno dell’Istituto Ashford (una sorta di college per studenti britanni gestito dagli Ashford, nobili amici dell’imperatrice Marianne, anch’essi esiliati in Giappone) dove essi vivono raramente sorgono problemi, quasi fosse un microcosmo a se stante. Molto importanti sono anche gli amici di Lelouch, appartenenti al consiglio studentesco dell’istituto: il nostro protagonista è infatti molto legato a loro, nonostante non lo dia troppo a vedere. Ma soprattutto, un personaggio fondamentale per la storia di Code Geass è Suzaku Kururugi: migliore amico di Lelouch, egli è il figlio del Primo Ministro Giapponese Kururugi, che si suicidò consegnando la nazione in mano all’Impero di Britannia per evitare inutili scontri. Suzaku è l’eroe dal cuore puro, che mai farebbe del male a persone innocenti, e che cerca sempre di agire nel bene. Quando tuttavia egli diventa un pilota di Knightmare a servizio dell’Impero, si mette a sua insaputa contro il suo amico, e il conflitto tra i due sarà uno degli elementi cardine della serie, che porterà entrambi a cambiare. 

Come non parlare poi di C.C., donna molto affascinante e misteriosa, che ha donato a Lelouch il suo potere e che sembra essere immortale. Essa è fredda e disillusa, quasi fosse distaccata dalle faccende del mondo, ma per qualche motivo decide di aiutare Lelouch nella sua missione. Tra lei e il protagonista ci sarà un rapporto piuttosto particolare, diventerà quasi il suo “braccio destro”, e man mano che Lelouch imparerà a conoscerla anche noi scopriremo di più sul suo conto. Si tratta indubbiamente di uno dei personaggi più carismatici della serie, ed eviterò di rivelare troppi dettagli per lasciare a voi il gusto di scoprirli.

Altro personaggio femminile molto importante è la rossa Kallen Kozuki, pilotessa principale dei Cavalieri Neri che diventerà, sul campo di battaglia, la rivale di Suzaku. Per metà Britanna e per metà Giapponese, essa è molto fiera delle sue origini nipponiche, e ha un rapporto conflittuale con il suo passato che verrà chiarito più avanti.



I personaggi da citare sarebbero veramente tanti, e vi assicuro che sono tutti ben caratterizzati, a partire dallo stesso Lelouch: egli sarà una guida carismatica per i Cavalieri Neri, ma allo stesso tempo si troverà in difficoltà di fronte a scelte difficili e situazioni apparentemente irrisolvibili. Davanti a tutti egli è Zero, eroe simbolo di ribellione e libertà, uomo dei miracoli capace di guidare alla vittoria il suo esercito anche quando le cose sembrano andare per il peggio; ma sotto la maschera si cela Lelouch, un ragazzo che, per quanto intelligente, ha le sue debolezze e i suoi momenti di fragilità.

Code Geass, ponendo in situazioni simili il protagonista, fa riflettere anche noi su molte tematiche: un obiettivo, per quanto buono, può giustificare i mezzi utilizzati per raggiungerlo, qualsiasi essi siano? È possibile cambiare il sistema dall’interno, o bisogna distruggerlo per costituirne un altro? E ancora, è possibile rimediare ai propri errori? Questo anime è molto interessante anche per questo, e va detto che, rispetto al già citato Death Note, cerca di affrontarli in maniera più costruttiva, anche se i personaggi affrontano crisi . Una bellissima scena della seconda serie (la storia è divisa in due serie da 25 episodi ciascuna) in particolare mi ha addirittura ricordato gli atti finali di Neon Genesis Evangelion (per chi non lo conoscesse basti sapere che è uno dei migliori anime mai realizzati, prima o poi ne parlerò, più poi che prima visto che c’è tantissimo da dire), e non aggiungo altro, visto che rischierei di fare spoiler su una trama bellissima e piena di colpi di scena di ogni tipo. 



La storia è ricca di elementi fantapolitici: come già accennato, il mondo è conteso da tre superpotenze: l’Impero di Britannia, che comprende le Americhe, l’Oceania, il Giappone e gran parte dell’Africa; la Federazione Cinese, che domina su tutta l’Asia Orientale (eccetto il Giappone), Meridionale, Centrale e parte del sud-est Asiatico; ed Euro Universe, che comprende tutta l’Europa, inclusa la Russia Asiatica, tutta l’Africa (prima di perderne alcuni domini contro Britannia) e parte del medio Oriente. Questa disposizione geografica ricorda 1984 di George Orwell, in cui tre superpotenze, molto simili a queste, contendevano il dominio sul mondo. Durante la storia i domini delle varie nazioni cambiano in continuazione, e vale lo stesso per le alleanze tra esse e i Cavalieri Neri: un altro elemento interessante è proprio seguire come cambiano i “confini” degli stati con il procedere della trama.
Un altro aspetto molto bello di questo anime sono le battaglie: esse, oltre a sfoggiare epici scontri tra robot (che ottengono sempre più abilità e il cui design diventa sempre più accattivante, man mano che avanza la storia) pilotati da personaggi altrettanto carismatici, sono anche scontri mentali tra i condottieri dei due schieramenti: vedremo spesso Lelouch/Zero e lo stratega avversario ragionare su come braccarsi a vicenda, e i loro sottoposti agire come pedine, mettendo il loro valore al servizio della strategia. È normale quindi paragonare questi scontri al gioco degli scacchi, gioco che nella stessa serie è spesso presente. Oltre alle tattiche sul campo di battaglia, è molto interessante seguire i ragionamenti, mai scontati, di Lelouch quando cerca di nascondere la sua identità o di uscire da situazioni spinose. Abbiamo qui scene che in quanto a brillantezza raggiungono spesso le parti migliori di Death Note, ulteriore elemento che rende questo anime assai coinvolgente.


L’animazione è sempre di ottima qualità, specialmente per quanto riguarda le animazioni dei mecha, sempre molto curate (guarda anche l'artwork del Lancelot realizzato per noi da Erika Crawl). Per i personaggi è stato adottato un design molto longilineo, sono quasi tutti molto magri e alti, a partire dal protagonista Lelouch. Questo non è un difetto, bensì una scelta stilistica, piuttosto gradevole per giunta. Le colorazioni sono effettuate digitalmente, come nella stragrande maggioranza degli anime odierni, e le scelte cromatiche virano verso colori molto accesi, comuni a moltissime produzioni, anche mediocri, degli ultimi anni. Nonostante ciò Code Geass riesce a mantenere una propria identità anche a livello visivo, grazie a un character design, curato dalle CLAMP, veramente ottimo, e a un mecha design di qualità (stiamo parlando dello studio che ha ideato Zambot 3, Daitarn 3 e Gundam, dopo tutto). Ci sono poi forse alcuni fanservice di troppo, ma nulla di esagerato. 



Passando a parlare del lato sonoro, abbiamo un doppiaggio giapponese veramente ottimo, tanto che Jun Fukuyama e Yukana, doppiatori rispettivamente di Lelouch e C.C., hanno anche vinto dei premi per il miglior personaggio maschile e femminile. Il doppiaggio della versione italiana, curata da Dynit, non è invece per niente all’altezza dell’originale, e consiglio quindi a tutti di vederlo in giapponese con i sottotitoli.

Le musiche sono sempre adatte al contesto, fanno egregiamente il loro lavoro nel costruire l’atmosfera, raggiungendo talvolta picchi eccellenti. Delle sigle di apertura e chiusura, purtroppo, non si può dire la stessa cosa. L’unica ad essere abbastanza godibile è la prima sigla di apertura della prima serie, “Colors” dei Flow!, che nel 2007 ha anche vinto un premio come miglior canzone di un anime. Le altre, invece, variano dal mediocre al pessimo, per nulla degne di rappresentare una produzione di questo livello, e in alcuni casi ci si chiede se alla Sunrise le abbiano sentite almeno una volta prima di sceglierle.

Dell'anime esistono anche diverse trasposizioni manga, ma si tratta di adattamenti davvero pessimi. I disegni sono piatti, inespresssivi e pieni di imprecisioni, così da rovinare totalmente il character design dell'opera originale; la storia è stata accorciata e storpiata (non ci sono i robot, tanto per far capire quanto poco sia fedele all'originale!) per ridurre 50 episodi in 8 piccoli volumi, e le geniali trovate di Lelouch si riducono a piani degni di Wile E. Coyote. Nei manga spin-off, invece, abbiamo sottotrame pessime e inutili ai fini della serie, oltre a disegni altrettanto patetici (nonostante i vari manga siano stati fatti da diversi autori). Evitate quindi le versioni cartacee di Code Geass come la peste, non valgono nemmeno un millesimo della serie.



A parte piccolissimi difetti, quindi, Code Geass è ottimo anime, che secondo colui che scrive supera sotto molti punti di vista il più volte citato Death Note. Lo consiglio quindi sia a chi ha amato quest’ultimo, sia agli amanti dei mecha anime e della fantapolitica. A tutti gli altri consiglio comunque di non scartarlo, potrebbe essere un modo di avvicinarsi a nuovi generi di animazione. 

1 commento:

  1. Le tematiche (pur essendo una serie anime del periodo 2006/2007) sono molto attuali e gli interrogativi sul mondo e sul comportamento umano sono estremamente accurati.
    Vengono affrontate tematiche che vanno dalla A alla Z: il difficile rapporto tra uomo e società, la giustizia, l'amore, la fiducia, la brama di potere, tradimenti e così via... A tutto questo si aggiunge un'inaspettata riserva di fantasy e realtà! (davvero inimmaginabile per un anime)
    Per il resto Code Geass: Lelouch of the rebellion come il suo seguito denominato R2 sono un piccolo capolavoro. I personaggi sono tutti caratterizzati egregiamente partendo dal personaggio principale fino come si suol dire l'ultima ruota del carro esaltando ogni minima particolarità che contraddistingue ogni essere umano! :D
    Comparto grafico:
    Il comparto grafico è ottimo, ambientazioni dettagliatissime e realistiche, colori brillanti, animazioni impeccabili e una computer grafica mai invasiva e usata sempre e solo quando serve.
    Comparto sonoro:
    le soundtrack utilizzate sono ottime, utilizzate correttamente e moooolto epiche! (escludendo le opening/ending)
    Comparto fantasy:
    Il mondo di Code Geass oltre alle tematiche su cui è incentrato ruota anche al mondo dei mecha, parte quasi integrante dalla seconda parte della serie.
    I mecha sono rappresentati in maniera dettagliata, ricchi di colori e i movimenti compiuti si avvicinano alla realtà.
    La storia:
    La trama in sé è intricata, comporta una dose di attenzione maggiore rispetto ad altri anime, ma non così difficile da distogliere l'attenzione dello spettatore... L'intera stagione si mantiene su un livello decisamente alto, in rarissime circostanze ci sono stati cali drastici a livello di trama e quelle poche volte non incidono più di tanto.
    L'anime si fa seguire con molto interesse episodio dopo episodio; vengono alternati momenti allegri, divertenti e demenziali tipici di una scuola ad altri seri, dolorosi e drammatici che prendono completamente il sopravvento sui primi causati dallo sviluppo della trama, purtroppo la serie dura solo 25 episodi nei quali nulla viene lasciato al caso.
    Posso affermare con tanta onestà che la serie Code Geass: Lelouch of the rebellion è una serie tutta da vedere e da gustare nei minimi particolari!

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