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venerdì 21 marzo 2014

Wario - Character of the Week

by Link


Bentornati al Character of the Week, cari Timber maniaci, ancora una volta realizzato dal vostro Link. Probabilmente pensavate che questa settimana sarebbe toccato a qualcuno che ancora non l’aveva fatto, purtroppo però né Snake, né Mago Nero, né Black Star ne hanno avuto il tempo. Ed eccoci qui.
Per questa settimana ho deciso di parlarvi di colui che è, secondo me, uno dei personaggi più stilosi di Nintendo e di tutto il panorama videoludico: Wario.
Il suo nome è l’unione dell’aggettivo “warui” che in giapponese significa “cattivo” e Mario. Inoltre la “W” con cui comincia è la “M” di Mario rovesciata. Wario è l’antitesi perfetta di Mario, ma anche la sua caricatura. Di Wario notiamo infatti che al contrario di Mario è grezzo e avido, pronto a tutto per ottenere soldi e un castello. In questo è l’esatto contrario di Mario, ma fisicamente gli somiglia molto: entrambi hanno un cappello con la loro iniziale, inoltre se l’idraulico è grassottello, con dei bei baffoni e un nasone a patata, Wario è più largo che lungo, più baffuto che largo e con una melanzana a posto del naso. 


Quando penso a Mario e a Wario mi vengono in mente Topolino e Paperino: Topolino è senza difetti, Paperino invece ne ha pure troppi, e proprio per via di tutti questi difetti il papero risulta decisamente più “umano”, e non c’è da stupirsi se è molto più amato del topo.



Wario nasce nel 1992 come cattivo in Super Mario Land 2, sarà poi protagonista in Wario Land: Super Mario Land 3, quello che è secondo me il miglior gioco del primo Game Boy (i Pokémon non contano), e chi ci segue sa che ne conosco parecchi. Wario Land è capace di catturare il giocatore in pochi istanti e di tenerlo incollato per ore. Ciò è dovuto in parte a tutte le sue innovazioni: il sistema di gioco è infatti completamente stravolto rispetto ai classici platform ambientati nel Regno dei Funghi, tutto è adattato al nuovo protagonista, dai comandi in cui vediamo che lo scatto è stato sostituito da una spallata, al design dei livelli che cambia per valorizzare la minore agilità ma maggiore forza di Wario e dei suoi folli power-up. Altro elemento che rese il gioco unico è l’importanza del raccogliere più monete possibile, e del rigiocare all’infinito i livelli in cerca dei tesori, grazie ai quali Wario potrà ottenere un castello sempre più figo (che se non avremo abbastanza soldi e tesori consisterà in una casetta per uccelli). Infine, il vero punto forte del gioco è lo stesso Wario, capace di attirare simpatia nonostante i suoi intenti non esattamente benevoli e di far sbellicare dalle risate anche solo quando si gratta le terga.

A questo gioco seguirono numerosi altri platform che espanderanno la già ottima formula di gioco, tra cui un episodio per lo sfigatissimo Virtual Boy, che se fosse stato pubblicato su un’altra piattaforma avrebbe certamente riscosso  maggior successo.



Ultimamente però i giochi di Wario sono parecchio scesi di qualità, tanto che i titoli migliori ad egli legati sono recentemente le folli (e geniali) raccolte di minigiochi che prendono il nome di WarioWare. Speriamo che Nintendo sappia realizzare un platform su 3DS o Wii U che renda giustizia al nostro amato antiMario.

Spero di aver scritto l’articolo che Wario merita. Se non l’ho fatto merito di soffocare in una stanza piena di aglio andato a male.

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