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sabato 1 marzo 2014

Resistance: Fall of Man - Recensione

by Snake


Nei primi anni della settima (e ormai quasi passata) generazione di console, la PS3 faticava a far presa sul pubblico, forse anche per colpa dell’enorme successo della PS2, su cui continuavano ad uscire numerosi titoli, senza contare l’elevato prezzo iniziale della nuova PlayStation (costava all’incirca quanto entrambe le console rivali, Nintendo Wii e Xbox 360, messe insieme). Fatto sta però che i giochi per cui valeva la pena possedere la nuova console di Sony non erano poi molti, ma nella sua lineup iniziale figurava un giochino niente male con il titolo di Resistance: Fall of Man.


Questo titolo, che avrebbe introdotto una trilogia conclusasi un paio di anni fa con l’uscita di Resistance 3 (e infangata dal pessimo spin-off portatile Resistance: Burning Skies) è ambientato in Inghilterra nel 1951. In questo “passato alternativo” il mondo è invaso dai Chimera, misteriose creature probabilmente nate da esperimenti genetici falliti, che a partire dalla Russia hanno devastato tutta l’Europa, e si apprestano a sottomettere anche la Gran Bretagna. Il nostro eroe, Nathan Hale (sì, lo so, la Sony non ha molta fantasia in quanto a dare i nomi ai suoi personaggi…), è l’ormai classico soldato americano, mandato insieme ad altri per liberare l’Inghilterra dalla minaccia. Ad un certo punto, Hale viene infettato dal virus Chimera, che sembra però non avere effetto su di lui, ma anzi, egli otterrà diverse abilità tipiche delle mostruose creature pur restando umano. Egli, in quanto primo “ibrido”, sarà di grandissimo aiuto alle forze della resistenza umana. 

Il gameplay, pur non essendo particolarmente innovativo, né quando uscì né tantomeno oggi, è assai godibile, vanta un buon level design e un’ottima varietà di armi. Proprio le armi sono uno degli aspetti più interessanti di questo gioco, e non si tratta di un caso, visto che gli sviluppatori di Resistance sono i ragazzi di Insomniac, gli stessi di Ratchet & Clank, che ha sempre brillato per le molte ed originalissime armi disponibili. Le armi sono molte, ognuna con le proprie peculiarità, e si possono suddividere in due categorie: armi umane, più realistiche; e armi Chimera, più fantasiose. Proprio queste ultime meritano una nota di merito, in quanto rendono il gameplay decisamente più vario e divertente con i loro diversi poteri (vi dico solo che c’è un fucile i cui colpi passano attraverso i muri…). Ogni arma, che sia umana o chimera, ha due colpi distinti: oltre al fuoco principale è infatti disponibile un fuoco secondario, che può essere più potente o dotato di un effetto speciale, e che ha spesso meno colpi a disposizione. Ci sono poi delle sequenze a bordo di jeep o altri mezzi che sono veramente spettacolari, forse i momenti di questo titolo che più mi hanno divertito. A difficoltà normale il gioco è piuttosto facile, e può essere completato senza problemi anche da giocatori non proprio esperti del genere. Se si è giocatori abbastanza esperti è quindi consigliabile optare per le modalità di gioco Difficile e Superumano. 


Uno dei punti di forza del titolo è la possibilità di poter giocare la modalità Campagna in split-screen con un amico, cosa che rovina un po’ l’atmosfera ma aggiunge una gran dose di risate e rende il gioco, diciamocelo, molto più divertente. Rimanendo a parlare dell’atmosfera, va detto che è resa piuttosto bene, anche se il design dei nemici e delle ambientazioni non è particolarmente originale…
La “graffika” (vi rimando all’articolo di Link per capire cosa intendo) ai suoi tempi faceva un figurone, trattandosi forse dell’esclusiva con cui Sony più voleva “mostrare i muscoli” della PS3, ma oggi come oggi abbiamo visto decisamente di meglio, specie se andiamo a vedere le animazioni. Quando si sferra un attacco fisico il movimento è talmente legnoso da far ridere. Se si guarda il proprio compagno in co-op, poi, c’è da sbellicarsi dalle risate. Si può comunque sorvolare su questi difetti pensando che si tratta di un gioco del 2006, ma vedendo che li hanno mantenuti in Resistance 2 e 3… vabbè, quella è un’altra storia. Per quanto riguarda l’audio, gli effetti sonori sono buoni e creano la giusta atmosfera, mentre il doppiaggio è un vero pianto. Le voci, seppur poco presenti, sono abbastanza confuse, e si capisce a mala pena cosa dicono se si sta ad ascoltare con attenzione.
Rispetto alla maggior parte degli FPS che hanno spopolato in questa generazione (CoD, Battlefield, Medal of Honor…), e che io ODIO, questo sparatutto eccelle in longevità, aggirandosi sulla decina di ore, che aumenteranno nei livelli di difficoltà più alti. 

Il titolo ha anche una modalità online, su cui ai tempi mi sono divertito molto. Tuttavia, i server di questo gioco, oltre che di Resistance 2 e 3, verranno spenti definitivamente il 27 Marzo 2014 (è proprio perché ho letto quella news che mi è venuta voglia di recensire il primo gioco). Se ne avete voglia, quindi, potreste organizzare una “Resistance rimpatriata” con degli amici, e godervi l’ultimo mese di multiplayer online di questa trilogia, prima di perderne la possibilità.

In conclusione possiamo dire che Resistance: Fall of Man (come anche i suoi sequel, specialmente il 2, che reputo il migliore) è un gioco “onesto”, che ripropone diversi degli elementi migliori degli FPS anni ’90 divertendo il giocatore con una campagna ben costruita, pur non portando particolari innovazioni. Se lo vedete a pochi spicci in un negozio (come d’altronde si trova da un sacco di tempo) fateci un pensierino. E se lo avete non dimenticate, come già detto sopra, di organizzare delle rimpatriate online con i vostri amici finché i server rimangono aperti!


Grafica: 6.5
Sonoro: 6.5
Gameplay: 8
Longevità: 7.5
Impatto: 8
Globale: 7.5


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