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lunedì 21 aprile 2014

Joel - Character of the Week

by Snake

Finalmente, dopo una serie di vicissitudini che mi hanno portato ad allontanarmi dal sito, ma non di certo dalla redazione (si potrebbe scrivere un libro su ciò che sto patendo ancora oggi), riecco a voi il vostro carissimo Serpente Solido!
E come festeggiare al meglio il mio ritorno senza un bel articolo, con precisione un bel Character of the Week (anticipato di un giorno come regalo per riconsolarvi della fine delle vacanze di Pasqua)? E’ il mio primo articolo in questa rubrica, quindi spero di non combinare casini.

Come pensate che possa cambiare la vita di un comunissimo uomo se da un giorno all’altro un fungo parassita cominciasse a infettare la popolazione umana, facendo totalmente impazzire gli ammalati e trasformando il mondo in un inferno, aggiungendo anche la perdita degli affetti più cari?
E’ da questa premessa che nasce Joel, protagonista di The Last of Us, ultima fatica del team Naughty Dog (quelli di Uncharted, Jak e Crash Bandicoot, per chi non lo sapesse).

Nell’anno 2013 Joel è un padre divorziato texano sui 35 anni che è costretto a crescere da solo la sua figlia dodicenne Sarah. E’ un uomo semplice, che, nonostante la crisi economica che imperversa nel nostro pianeta, riesce con tanti sforzi a stare dietro sua figlia e ad avere un dignitoso stile di vita.
La notte successiva al giorno del suo compleanno, nel quale la figlia gli ha regalato un orologio che diventerà un elemento onnipresente nel gioco, il suo mondo viene totalmente distrutto dall’inizio di un’epidemia di Cordyceps, un fungo parassita mutato che attacca gli esseri umani, trasformandoli in mostri privi di sentimenti. Joel, suo fratello Tommy e Sarah cercano di fuggire dalla città, ma il caos generale scatenato dalla popolazione terrorizzata prima li rallenta, e poi li coinvolge in un incidente in cui la piccola si rompe una gamba. Joel e Sarah vengono scambiati come infetti da un soldato che, costretto dai suoi superiori, spara contro i due, ferendo mortalmente la bambina. Prima che lui possa fare lo stesso con l’uomo, Tommy ricompare, uccidendo il militare con un colpo di revolver alla testa, ma gli sforzi dei due per salvare Sarah sono inutili, e la ragazzina muore tra le braccia del disperato padre.



Passati circa vent’anni rivediamo Joel, divenuto un uomo disilluso, cinico e spietato dopo la morte della figlia, tanto da aver tagliato i ponti con suo fratello Tommy, il quale invece continua ad avere una scintilla di speranza per il futuro. Quando una sua socia in affari, Tess, gli offre la possibilità di redimersi nell’ardua impresa di portare al gruppo terroristico delle Luci una quattordicenne di nome Ellie, che sembra essere la chiave della salvezza del genere umano e in più molto simile alla defunta Sarah, ecco i fantasmi di Joel tornare, più minacciosi che mai.
Nonostante un’iniziale titubanza, Joel a mano a mano che si andrà avanti nel gioco comincerà a nutrire un sincero affetto paterno nei confronti dell’adolescente, rischiando di fargli perdere di vista la sua missione.


Come già detto prima, che cos’è Joel se non un uomo come noi, che ad un tratto si è trovato privo di tutto ciò a cui lui teneva, ovvero famiglia e pace?
Il fatto che lui, oltre ad avere una storia drammatica alle spalle, riesce ad avere ancora una parvenza di sentimenti umani, allo stesso tempo dimostrando in momenti veramente epici del gioco coraggio, testardaggine e mancanza di pietà nei confronti del nemico lo rendono un personaggio ancora più cazzuto, trasformandosi in un vero e proprio Chuck Norris in versione antieroica, e quindi più figo.
I momenti in cui lui ed Ellie hanno un contatto al livello emotivo sono molto toccanti, soprattutto quando si recano in un giardino zoologico abbandonato ad osservare le giraffe che in un mondo privo della presenza opprimente dell’uomo possono finalmente vivere libere e in pace. E questo è anche il presupposto per una semplice quanto dura domanda. Alla fine, veramente questo fungo omicida è stato una disgrazia per il mondo? O è stato il segno che ormai l’umanità aveva fatto troppi danni a questa Terra, la quale alla fine ha reagito forse condannando all’estinzione l’ingrato uomo che per secoli l’ha ferita e saccheggiata, assieme a tutte le sue creature?
Molto probabilmente Joel si sarà fatto una domanda del genere in quel momento, dando quindi l’incipit all’enigmatico finale del gioco, che unisce momenti di violenza e di epicità pura con i sentimenti umani e la filosofia.

Dopo i capitoli di Uncharted, giochi sicuramente più maturi della saga di Jak, ma in sostanza dall’approccio semplice, Naughty Dog è riuscita a sfornare un vero e proprio capolavoro e un protagonista in grado di far ridere, piangere, arrabbiare e rincuorare il giocatore come solamente Kojima, Miyamoto o Sakaguchi saprebbero fare.
Chiunque si può immedesimare in Joel, chiunque potrebbe vedere in lui il proprio ritratto, se tutti i nostri pensieri maligni e paure si trasformassero in realtà, se tutto ciò a cui teniamo ci venisse ingiustamente strappato dalle mani, contrapposto a Tommy, che invece può essere definito come speculare al suo stesso fratello, rappresentante quella speranza che nei momenti più bui della nostra vita resta ancora viva, anche inconsciamente.

Un personaggio, almeno sulla carta, in grado di competere per complessità al miglior Big Boss, non c’è che dire.

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