100% Freeware, 100% Indipendente e 200% Nerd!

giovedì 17 luglio 2014

La mia esperienza con: PSP

by Link



Ed ecco che dopo una lunga pausa, torna il grande Link. In questo articolo vi voglio parlare della mia personale esperienza, attraverso i titoli più significativi, con la prima console portatile di Sony: la PSP.
Cominciamo con il dire che la PSP si è dovuta scontrare con il Nintendo DS, ad oggi la console più venduta di tutti i tempi, e che io in particolare adoro per via di Mario Kart, dei Pokémon, dei due Zelda (anche se il secondo potevano anche differenziarlo un po’ di più) e di tutti i gioconi che il due schermi Nintendo ha ospitato, specialmente del genere JRPG. Se oggettivamente dovessi dire quale delle due portatili sia stata la migliore, mi toccherebbe dire il DS, ma ciò non significa che la PSP non mi abbia regalato (un corno, i giochi li ho pagati) ore di grande divertimento, anzi.
La PSP è per me importante anche perché fa parte della settima generazione di console, la generazione in cui sono cresciuto come persona ma soprattutto come gamer, la generazione in cui sono passato da “keffigo, è uscito il nuovo gioco di dragonbòl” a “certo che Dark Souls è molto più facile di quello che dicono, se fosse uscito negli anni ottanta/novanta nessuno l’avrebbe ricordato per la sua difficoltà”. 

La mia esperienza con la console è infatti cominciata proprio con un gioco tratto dal manga più famoso di Akira Toriyama: Dragon Ball Z Shin Budokai, che mi fu regalato assieme alla PSP. Devo dire che il sistema di gioco, pur non essendo granché tecnico, non era poi malaccio se lo paragoniamo a quello schifo di “Battle of Z” uscito di recente. Una cosa però non mi andò giù: ma andavate falliti se mettevate qualche personaggio in più? Cioè, Cell e Freezer solo in forma perfetta (e super-perfetta), nessuno degli scagnozzi di Freezer, nessuno dei personaggi prima della saga dei Saiyan (neanche Muten o Goku bambino), nemmeno Raditz o Nappa… Ma basta, passiamo alla parte seria.

Tralasciando altri picchiaduro riusciti male e il “bellissimo” Transformers 2 (worst game evah) che mi capitarono tra le mani, passiamo a uno dei giochi per PSP su cui ho passato più tempo in assoluto: Dissidia - Final Fantasy. Per chi non lo conoscesse si tratta di un picchiaduro con i personaggi di Final Fantasy. Ora, io me lo sarei comprato anche solo per fare a cazzotti con i vari personaggi della saga del Chocobo, ma si rivelò essere davvero una figata, nonché un altro modo per sfidare il Mago Nero quando non vogliamo giocare a Pokémon perché tanto vinco io, o a Mario Kart perché tanto vince lui. Il gameplay di questo gioco era molto singolare: pur essendo un beat ‘em up aveva infatti numerosi elementi ruolistici. I personaggi salivano di livello, si cambiava l’equipaggiamento (la fatica per ottenere le armi migliori…) al fine di migliorare le statistiche, si decideva quali abilità attivare… come era insomma prevedibile dato che Final Fantasy è un JRPG. 
Per quanto riguarda gli scontri il sistema di gioco era molto interessante: la quantità di HP tolta all’avversario dipendeva infatti dalla quantità di “Audacia”, che si poteva aumentare “rubandola” all’avversario colpendolo con gli attacchi audacia, e in questo somigliava un po’ a Smash Bros. Comunque sia, sarà perché ci sono i personaggi di Final Fantasy, sarà perché il gameplay è originale, sarà perché non richiede di ricordarsi chissà quali combo ma sbaglia il tempismo in una parata e sei fregato, ma io a ‘sto gioco mi ci sono chiuso tantissimo. In seguito, quando uscì il prequel di questo gioco, Dissidia 012 Final Fantasy, mi sono potuto sfogare massacrando Lightning (E UTILIZZANDO KAIN!) a più non posso.
Lo stesso anno di Dissidia è uscito un altro gioco molto bello, un gioco di cui è inutile dire che ci ho passato moltissime ore (vista anche la mia grande passione per draghi, mostri e affini): Monster Hunter Freedom Unite. Purtroppo su PSP ho potuto giocare solo a questo capitolo della serie, anche perché probabilmente se li avessi giocati tutti non avrei più l’indice della mano sinistra. Scommetto che non sono l’unico ad aver trovato scomodo girare la visuale con l’indice sul D-Pad mentre ci si muoveva (che goduria che su Monster Hunter 3 Ultimate per 3DS si può usare il secondo analogico). Comunque sia, a parte queste inezie, Freedom Unite è davvero bello. Quante ore passate a riuccidere lo stesso mostro perché non ti dava il materiale giusto (per poi scoprire che te lo dava solo se lo ammazzavi in un’altra missione), a dire quanto brutto fosse il Khezu, a cercare il Rathalos che non appena scappava via finiva l’effetto della palla pittura e che una volta a furia di cercarlo ho fatto finire il tempo, tutto questo senza che mi dicessero di sloggiare dalla mia sedentaria postazione perché tanto stavo giocando sulla PSP.

Ora, uno dei 1000 motivi per giocare al Freedom Unite è stato un altro gioco per PSP, nel quale si potevano sbloccare alcune missioni solo avendo nella memory stick i dati del suddetto gioco. Stiamo parlando di niente meno che Metal Gear Solid: Peace Walker. Non ho parlato degli altri capitoli di Metal Gear su PSP perché Portable Ops. non mi è piaciuto poi molto e non parliamo di quelle cagat… di quegli esperimenti mal riusciti dei due Ac!d, il cui nome richiama cosa aveva assunto l’ideatore di questi giochi prima di iniziare a lavorarci. Metal Gear Solid: Peace Walker è una figata: la trama (come sempre) è bellissima, c’è Big Boss che, senza offesa per il mio collega, è molto più carismatico di Solid Snake, e a sto giro ha pure una tuta ultra-stylish, c’è un gameplay solidissimo (quasi quanto il serpente) che prende molti degli aspetti migliori degli altri capitoli, ci sono le missioni contro i mostri di Monster Hunter (se avete Freedom Unite), e c’è Cecile Cosima Caminades, il cui nome sembra “Kojima Kami na desu” che vuol dire “Kojima è Dio”.
Figaggine a parte il titolo non era però esente da difetti, tra cui lo stesso indice martoriato di Monster Hunter che però questa volta non doleva mentre si girava la visuale ma mentre si cambiava arma, ci si abbassava/alzava o si faceva un’azione. Per il resto più che di difetti si può parlare di assenza rispetto agli altri Metal Gear, per esempio i combattimenti contro i mecha erano fighi, ma non avrebbe guastato anche qualche forte avversario umano. Poi era completamente assente la parte survival, lo stare attento a risparmiare i proiettili o le razioni, poiché vengono ricaricati a ogni missione e, in caso finissero, abbiamo la possibilità di farceli inviare o di rubarli ai soldati nemici dopo averli storditi, addormentati o feriti a morte (ma non se muoiono). Per non parlare delle missioni “Appuntamento con Paz” e soprattutto “Appuntamento con Kaz” che… no, non mi ci fate pensare.
Tre mesi dopo Peace Walker è uscito un gioco che non potevo perdermi assolutamente: Kingdom Hearts: Birth By Sleep, che spero non occorra specificarlo, NON è uno spin-off, così come NON sono spin-off neanche Chain of Memories, 358/2 Days e Dream Drop Distance. Birth by Sleep sfruttava benissimo l’hardware della PSP, aveva un ottimo sistema di gioco e i tre protagonisti erano caratterizzati bene, peccato ancora per il solito indice che serviva per cambiare magia/colpo/oggetto da usare, ma se lo paragoniamo a quello che ho dovuto passare con Monster Hunter non è davvero niente. E poi soprattutto si deve parlare della difficoltà, perché, cosa da non sottovalutare di questi tempi, era DIFFICILE. C’erano quattro livelli di difficoltà e già il terzo offriva un buon livello di sfida. La figata poi era che più la difficoltà era alta e più era facile sbloccarsi il finale segreto, per il quale serviva poi trovare tutti i diari di Xehanort, io ne avevo mancato uno e mi sono dovuto girare tutti i mondi tre volte (una con ogni personaggio) per trovarlo. E pensate se mi fosse sfuggito di nuovo. Per rimanere in casa Square Enix, per rimanere nell’ambito degli action-rpg, per rimanere nell’ambito di prequel di giochi fighi ma soprattutto di giochi che ho giocato sulla PSP, parliamo di Crisis Core: Final Fantasy VII. 
Ebbene, di questo gioco ne ho parlato alla fine perché me lo stavo dimenticando e casualmente si è collegato benissimo con Birth By Sleep. Cosa dire di questo gioco, la trama è bella e offre molti retroscena sulla trama di Final Fantasy VII, la grafica c’è e la colonna sonora è ottima, il sistema di gioco è bello, ma… che senso ha che i power-up, le evocazioni e un sacco di altra roba siano decisi da una SLOT MACHINE? A parte questo, che mi ha dato non poco fastidio, il gioco è bello e completare il gioco al 100% alla modalità più difficile è una bella sfida, vista l’enorme quantità di missioni. Ah, Cloud ci ha pure scritto una recensione.
Infine la PSP mi è stata utilissima per due cose: remake e porting. Cominciamo con il remake dello storico Final Fantasy IV, grazie al quale mi sono anche potuto giocare finalmente quel cavolo di “The After Years”, e con il porting del bellissimo Breath Of Fire III, perché non solo la Square Enix, ma anche la Capcom trova sempre il modo di spillarmi soldi (entrambe poi mi fanno anche incavolare spesso, ma questa è un’altra storia). Per non contare lo store virtuale del PSN, grazie al quale ho potuto giocare a tutti quei giochi che ai tempi della prima Playstation o prima ancora ero troppo piccolo per apprezzare (o che non arrivarono in Europa) come i primi 3 Resident Evil, Vagrant Story, ma soprattutto quello che giudico il migliore JRPG di tutti i tempi: Final Fantasy VI (ovviamente il VII, l’VIII e il IX me li ero già giocati). E se adesso sono un appassionato retrogamer lo devo anche a questa possibilità offertami dalla PSP (a dire il vero anche dalla PS3, ma certi giochi ho preferito giocarmeli su portatile).

Anche se negli ultimi anni il Nintendo DS è stato nelle mie luride mani per più tempo della PSP, l’unica console portatile Sony ad avere un parco titoli decente mi ha regalato non poche gioie videoludiche, che ne dite di dirci cosa ha significato per voi l’ottima ma spesso snobbata (in occidente) console portatile di casa Sony?

Come disse un vecchietto di mia conoscenza: It’s dangerous to go alone, leave a comment!

1 commento:

It's dangerous to go alone, leave a comment!