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venerdì 8 agosto 2014

Intervista al Magiustra! (Roberto Magistretti)

by Cloud, Link & Mago Nero



Qualche giorno fa, io, Link e Mago Nero abbiamo intervistato il mitico Roberto Magistretti, aka Magiustra, storico ex-redattore di Nintendo – La Rivista Ufficiale (alla cui chiusura ho anche dedicato un post un anno circa fa) e di PlayStation Magazine (sotto lo pseudonimo di “Conflitto”), e di recente approdato su IGN Italia. Il Magiustra si è sempre distinto per la qualità e l’originalità dei suoi articoli, specialmente per quelli che ha scritto per PSM come Conflitto, dimostrandosi uno dei personaggi di maggior spessore nella stampa videoludica italiana. In occasione dei 25 anni di The Legend of Zelda, nel 2011, ha anche tenuto una conferenza in onore di esso alla GamesWeek di Milano con il supporto di Nintendo Italia. Vi invito quindi a prendere una bella bibita fresca e a godervi la spassosa intervista!
 



Cloud: Piacere di conoscerti, Magiustra! Io sono Cloud, caporedattore del blog, e loro sono il retrogamer Link e il fido Mago Nero. Come immaginerai abbiamo molto apprezzato il tuo lavoro su NRU e PSM, e siamo contenti di rivederti in attività su IGN!

Magiustra: Grazie ragazzi, siete troppo gentili.

 L'ultimo numero della mitica NRU

Cloud: Dalla chiusura di NRU al tuo arrivo su IGN è passato all’incirca un anno. In questo lasso di tempo, di cosa ti sei occupato?


Magiustra: Della chiusura di NRU, che è un argomento un po’spinoso, posso parlare fino a un certo punto. Fatto sta che noi del team redazionale sapevamo della chiusura già qualche mese prima, e gli ultimi numeri furono quindi parecchio faticosi da scrivere, era come stare su una nave sull’orlo di affondare. Prima della chiusura della rivista, quindi, io ero già concentrato sul mio nuovo lavoro, per il quale mi sono trasferito un anno a Francoforte, città schifosissima (risata collettiva), presso la sede di Nintendo of Europe. Di ciò che ho visto e fatto a Francoforte posso dire poco, ma vi assicuro che ero veramente l’ultima ruota del carro, praticamente mi facevano spillare i manualetti di istruzioni…

Le immagini tratte dall'intervista sono tutte pixellose. E QUESTO MI PIACE! (Link)


Cloud: E la collaborazione con IGN? Quando è iniziata?

Magiustra: Appena rientrato da Francoforte ho fatto visita al mio amico ed ex-collega Mattia Ravanelli, che mi ha detto di avere un po’di spazio per delle collaborazioni in ambito Nintendo su IGN, ed è così che ho cominciato a scrivere per questo sito. Non so ancora dire se sarà una collaborazione forte o meno, è appena iniziata e non so come andrà avanti.

Cloud: Bene, passiamo alla prossima domanda…
 

Magiustra: Aspetta, vorrei fare io una domanda prima. Visto che hai una maglietta dei Led Zeppelin, qual è il tuo disco preferito di questa band?

Cloud: Per poco, ma dico Led Zeppelin II. Adoro le sue sonorità blues-rock, specialmente in brani come Bring it on Home, Heartbreaker, Moby Dick o Whole Lotta Love. E poi ci sono anche robe del calibro di Ramble On o Thank You.

Magiustra: Promosso, speravo che non dicessi il IV, troppo scontato.

(Risata di gruppo)

Link: Oltre a NRU in Italia, negli ultimi anni hanno chiuso anche altre importantissime riviste di videogiochi in giro per il mondi, su tutte la storica Nintendo Power e PSM3. Secondo te le riviste possono sopravvivere nell’era di Internet, in cui l’informazione viaggia veloce come Sonic? E se sì, come?

Magiustra: Bella domanda, se avessi la risposta probabilmente adesso sarei caporedattore di questa fantomatica rivista… Mi piacerebbe poter dire che ci sia ancora spazio, al giorno d’oggi, per una bella rivista fatta di carta e inchiostro, e magari bella colorata, ma purtroppo temo proprio che non ce ne sia, né in ambito videoludico né in altri. Le poche riviste che riescono ancora ad andare avanti lo fanno soltanto perché l’editore ci crede e le supporta. Ad esempio la mia rivista preferita, Edge, era (ed è tuttora) capace di fare cose come speciali di 8 pagine sul Nintendo 64 tutte con lo sfondo dorato: questo perché il suo editore dice di non volerci guadagnare, ma soltanto sapere che sia la migliore in assoluto. Inoltre, la questione è anche economica: le riviste vengono ormai comprate soltanto da persone piuttosto avanti con l’età, probabilmente per via del fatto che hanno più soldi da spendere rispetto a un ventenne. Se tutti guadagnassero 4000 euro al mese, infatti, non penso ci si farebbero troppi scrupoli a spenderne 5 per una rivista in edicola. Per finire, in Italia c’è la questione distribuzione: non so se siate mai stati abbonati ad una rivista, ma sono sempre stati frequentissimi i casi di ritardi nella consegna, o di copie lasciate piegate in malo modo nella cassetta della posta…
  
Il numero di Edge con lo specialone sul Nintendo 64


Mago Nero: Ho visto che prima, con il nostro Cloud, parlavi molto bene di musica. La mia domanda è allora questa: sapresti associare, a tre giochi a tua scelta, un brano musicale? E non vale la colonna sonora del gioco stesso!

Magiustra: Bella domanda. Mi consentite di aprire una piccola parentesi? Sì che me lo permettete… Le console con cui sono cresciuto, in particolar modo Super Nintendo e Sega Mega Drive, ma passando anche per il Game Boy, avevano una loro timbrica distintiva, e ascoltando il sonoro di un videogioco, qualunque esso fosse, facendo attenzione si poteva quindi distinguere da che console provenisse. Inoltre, uno degli articoli di cui vado più fiero, tra quelli realizzati per NRU, è quello in cui dico come nell’osservatorio di Super Mario Galaxy i passetti di Mario, che cadono ad un ritmo di 170 BPM, esattamente lo stesso della musica di sottofondo, abbiano il ruolo delle percussioni, altrimenti assenti nell’accompagnamento sonoro. Nello scrivere quell’articolo fui aiutato dal mio amico Alessandro Borgini, bravissimo chitarrista jazz, che si mise a giocherellare con il metronomo mentre io giocavo a Super Mario Galaxy. Detto ciò, mi è veramente impossibile dissociare un gioco dalla sua colonna sonora ed associargliene un’altra, per quanto trovo che il sonoro sia importante. Gli unici giochi che ho giocato con il volume abbassato, e con dell’altra musica, sono stati alcuni puzzle game come Tetris o Puyo Puyo, e in quel periodo probabilmente ascoltavo del grunge ma… capirete che un disco dei Nirvana non c’entra niente! (ride)

Cloud: Uno dei nostri  temi di discussione preferiti è il confronto tra i videogiochi degli anni 80/90 e quelli più moderni. Gli spunti di riflessione che questo paragone può dare sono molti, ma ce n’è uno su cui vorremmo soffermarci: molte produzioni moderne si concentrano soprattutto sull’aspetto “cinematografico” del videogioco tralasciando spesso, se non addirittura eliminando (*coff coff* Heavy Rain *coff coff* ndLink), il fattore gioco. Cosa ne pensi?

Magiustra: Si tratta di due filosofie diametralmente opposte. Io personalmente sono fedele al motto di John Carmack, creatore di Doom, secondo il quale la trama in un videogioco c’è ma non ha poi tanta importanza. Il discorso è in parte parallelo a quello dell’ambientazione, che per quanto mi riguarda in un videogioco è molto più importante del contesto narrativo nudo e crudo. Anche se vi può sembrare strano, fin dai primi anni 80, quando ho cominciato a giocare, si poteva notare una grande attenzione all’aspetto narrativo in alcuni generi, e un concentrarsi più sul lato arcade in altri. Avete ragione nel dire che ultimamente c’è tanto videogioco narrativo/cinematografico e io personalmente lo seguo a fatica, mi riesce veramente difficile appassionarmi alle storie o ai personaggi in un gioco. Penso che questo sia dovuto in parte a motivi anagrafici, delle novità di per sé mi interessa tutto sommato poco e, non fosse per questioni lavorative, preferirei passare più tempo a recuperare vecchie glorie che, per un motivo o per un altro, mi sono perso ai tempi, che non a giocare roba nuova. Poi anche per inclinazione personale: ricordo che mi capitò di giocare il primo Uncharted e c’era una fase di cui mi avevano parlato benissimo, in cui salivi su un sottomarino. Beh, io sono salito su questo sottomarino, l’ho attraversato dall’inizio alla fine tenendo l’analogico premuto in avanti, e non è successo assolutamente niente (risata collettiva). In quel momento ho capito che forse quel tipo di cose non faceva per me, bisognava immedesimarsi in Drake, nella sua storia e… non ci riuscivo proprio. Sono quindi contento che ci sia chi si occupa di analizzare l’aspetto narrativo nei videogiochi, sia tra gli sviluppatori che nella critica, perché almeno non tocca a me.
  
La nuova frontiera della narrazione... o solo una gran rottura di scatole?


Link: Parlare dell’attuale situazione del Wii U in modo esauriente sarebbe troppo lungo e noioso, ti chiediamo quindi, molto più semplicemente, quali sono i giochi che ti attirano di più tra quelli in uscita sull’ammiraglia di Nintendo? E quelli che più ti sono piaciuti tra quelli già usciti?

Magiustra: A dire il vero sarebbe uno spasso parlare della situazione del Wii U, e vorrei quindi dedicare due parole alla questione. Viaggiando per mezzo mondo, una cosa che mi è stata detta da tutti gli sviluppatori, da quelli che lavorano per le grandi software house a quelli attivi negli studi indie, è questa: “Mai scommettere contro Nintendo”. Detto questo, la situazione del Wii U è quindi sì, preoccupante, ma probabilmente più per noi che giochiamo che non per Nintendo stessa. La grande N ha un’enorme storia alle spalle e vede quindi la faccenda da un punto di vista diverso da quello del giocatore, esperto o meno, che si ritrova il controller tra le mani.
Se ti devo dire il gioco che più mi ha divertito tra quelli che ho giocato, sicuramente è Pikmin 3. Di fatto non è nulla di nuovo, solo l’evoluzione dei precedenti episodi, ma il risultato è semplicemente meraviglioso, quasi commuovente. Altri giochi che ho apprezzato sono Super Mario 3D World, Mario Kart 8, The Wonderful 101, il remake di The Legend of Zelda: The Wind Waker e, piccola perversione personale, le raccolte di mini-giochi come Nintendo Land o Mario Party. Penso che gli sviluppatori, in Nintendo, abbiano tante piccole idee che non basterebbero, da sole, a reggere un gioco “completo”, ma che in un giochino da tre minuti ci stanno alla perfezione, ed è unendole che nascono Mario Party, Game & Wario e compagnia bella. 
Tra i giochi in arrivo posso dire che praticamente tutti hanno premesse interessanti, in particolar modo aspetto Bayonetta 2 (in cui ci sarà tanta, bellissima musica), Mario Maker e Splatoon, quest’ultimo Nintendo sembra volerlo vendere a un pubblico allargato ma secondo me è troppo complesso per riuscirci.


 Il Magiustra e gli oggetti della sua "perversione"

Mago Nero: Bene, tocca a me adesso. Volevo sapere qual è la console di cui hai i ricordi più belli, e quale dei giochi di questa console ti è rimasto più impresso.

Magiustra: Posso barare? Sì. A dire il vero, più che una console, i ricordi più belli che ho sono legati all’ambiente delle sale giochi. Nonostante in casa mia girasse già una di quelle console con Pong e diverse varianti, mi sono formato come videogiocatore stando aggrappato agli stick delle arcade machine. Altri bellissimi ricordi li ho dell’Atari VCS e in generale dell’Atari, che è in assoluto la mia casa produttrice preferita, anche e soprattutto perché è fallita, e i vincenti li lascio a qualcun altro. Poi il Commodore 64, l’Amiga, il NES, il Mega Drive… e fui addirittura così fortunato da possedere per un po’anche un Neo Geo, che poi da bravo idiota scambiai con un 3DO. Ero un idiota allora e lo sono rimasto pure adesso (ride).

Link: Adesso si ride: Secondo te le console next-gen, e in particolare PS4 e Xbox One, possono offrire davvero un’esperienza di gioco migliore dei loro predecessori, non solo per la grafica?

Magiustra: Bella domanda, forse però avete scelto la persona sbagliata a cui chiederlo. Leggenda vuole che l’evoluzione dei videogiochi passi attraverso le schede video sempre più potenti, i processori sempre più performanti… e, ancora, sono lieto di sapere che ci sia gente che se ne occupa, così non devo pensarci io. Personalmente, venendo dalla sala giochi, ricordo che uno degli aspetti più divertenti di questi posti era, appena entrati, mettersi a guardare i diversi sistemi di controllo che le macchine arcade avevano. C’era il volante per Super Sprint, c’era la trackball per Marble Madness, c’erano i due stick per un Karate Champ, c’erano un joystick e sei pulsanti per Street Fighter… veramente un’infinità. Guardando all’evoluzione delle console, mi è sempre venuto naturale prestare attenzione all’interfaccia utente, e quindi, ai sistemi di controllo. Di conseguenza, per rispondere alla tua domanda, dovremmo guardare ai controller di Playstation 4 e Xbox One… sono tanto diversi da quelli precedenti? (risata collettiva)
Una vera rivoluzione è stata ad esempio quella del touch screen del DS, che ormai è la normalità, e lo troviamo anche su Wii U. Parlando proprio del Wii U, inizialmente ho pensato alle diverse possibilità che esso avrebbe potuto portare, ma effettivamente sembra che per ora siano state sfruttate solo in giochi “piccoli”, come quelli che troviamo nelle raccolte stile Nintendo Land, mentre nei titoli più “grossi” ha solo reso le cose più comode e, in alcuni casi (vedi Pikmin 3) più personalizzabili. Staremo a vedere quindi se riusciranno a fare di meglio in futuro.

Cloud: Adesso arriva il bello… cosa risponderebbe Conflitto a quest’ultima domanda?

Magiustra: Grande Conflitto… Comunque, penso che ci manderebbe a cagare a tutti e quattro!

(Risata collettiva)

Cloud: Per curiosità poi, da cosa derivava il nome “Conflitto”?

Magiustra: Beh, dovete sapere che il personaggio che scriveva su PSM era ispirato al mio bulldog, che mi ha tenuto compagnia per anni ed è venuto a mancare l’estate scorsa. Il nome, che all’anagrafe era “Secondo Conflitto Mondiale”, l’ho “rubato” ai Peanuts, e per la precisione al terribile gatto vicino di casa con cui Snoopy litigava in continuazione. Una volta arrivarono persino alle mani (o meglio, alle zampe), e Lucy (o forse era Linus) vedendo ciò si mise a gridare: “accorrete, Snoopy sta litigando con il gatto dei vicini, sta litigando con Secondo Conflitto Mondiale!”. Comunque, una delle più grandi soddisfazioni per me è sapere che ci sono molti più lettori che si ricordano di Conflitto che non del Magiustra.
 
L'"originale" Conflitto

Mago Nero: Visto che siamo in tema fumetti, avrai visto che sul blog abbiamo cominciato a parlare anche di cartoni e fumetti, partendo dall’ambito manga e anime. Vorrei quindi sapere se c’è qualche cartone o fumetto che ti piace particolarmente e a cui sei legato.

Magiustra: Certamente, e, partendo dai fumetti, vi ho già nominato i Peanuts. Lo ho trovati sempre geniali nella loro semplicità, mi hanno tenuto compagnia per ore e ore. Poi, un altro fumetto a cui sono particolarmente legato è Calvin & Hobbes, in particolare per una vignetta di quest’ultimo ci ho addirittura lasciato l’università. La vignetta era più o meno così: Calvin doveva mostrare un oggetto alla maestra e ai compagni di classe e descriverlo e, visto che era stato tutto il giorno prima a giocare con Hobbes, prende la prima cosa che gli capita a tiro, ovvero un fiocco di neve, visto che nevicava, e lo mette dentro una scatola. Quando arriva il suo turno, Calvin dice qualcosa del tipo: “Penso che dovremmo prestare molta attenzione ai fiocchi di neve, in quanto ognuno di essi è unico e irripetibile. In una nevicata non ne troveremo mai uno uguale all’altro. Ma attenzione, mentre parlo, mi sono accorto che è bastato portarlo in un’aula scolastica per vederlo trasformare in una comunissima goccia d’acqua”.

Per quanto riguarda i fumetti giapponesi invece dico Slam Dunk, amavo specialmente Hanamichi con quel suo fare da gradasso e il suo non aver mai paura di nulla, né delle figuracce né delle difficoltà. Sui cartoni animati, poi, fatemelo dire: sappiamo tutti cosa rappresenti la Disney oggi, ma i primi corti di Walt Disney, con l’accompagnamento musicale di Carl Stalling, erano qualcosa di veramente sensazionale, stavano avanti di decenni e i videogiochi avrebbero solo che da imparare da essi. Roba come “The Skeleton Dance” era praticamente quanto abbiamo detto prima di Super Mario Galaxy ma… quasi 80 anni prima!
  

Cloud: Per finire, ispirandoci a una vecchia mini-rubrica di NRU, qual è un gioco poco noto, magari passato in sordina al momento della sua uscita, che consiglieresti ai lettori di Timber Maniacs?

Magiustra: Orbient per WiiWare vale?

Cloud: Che?


Magiustra: Ok vale. In pratica anni fa venne pubblicata su Game Boy Advance una collana di piccoli ma geniali giochini chiamata bit Generations, che non sono mai usciti dal Giappone, ma alcuni di essi sono arrivati anche da noi su WiiWare all’interno della serie “Art Style”. Orbient è proprio uno di questi: ha pochissima grafica, ancor meno sonoro, ed è praticamente un simulatore dell’effetto elastico delle orbite dei pianeti nello spazio, o qualcosa del genere. I comandi sono semplicissimi, è fatto veramente di nulla, ma allo stesso tempo è divertentissimo. Se c’è un gioco misconosciuto che vi posso consigliare, è proprio questo, e lo potete comodamente scaricare dal WiiWare.
 

 
Cloud: Con questo si conclude la nostra intervista, noi ti continueremo a seguire se scriverai nuovi articoli su IGN o altrove, e tu magari ogni tanto fai un salto a vedere cosa combiniamo qui sul blog!

Magiustra: Passerò di sicuro, auguri per il vostro futuro, e, se posso permettermi di darvi un consiglio, vi dico: sfruttate tutta la libertà che scrivere su un blog vi da, non abbiate paura di dire la vostra, fate più disastri possibile e godetevi al meglio questa avventura.

Cloud/Link/Mago Nero: Stai tranquillo che lo faremo, grazie per l’intervista, ciao e in bocca al lupo per tutto!

Magiustra: Ciao!


2 commenti:

  1. Che bello risentire il buon Magiustra, e quanto mi manca una buona rivista come NRU!
    Grazie per l'intervista e continuate così ragazzi!

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  2. Musica e gaming? La miglior combinazione!

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