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giovedì 21 agosto 2014

Tales of Xillia - Recensione: La nascita di un nuovo amore!

by Cloud

A volte, la fine di qualcosa a cui si è appassionati può portare ad esplorare nuove frontiere. Se finisce la tua serie TV preferita, è probabile che tu cominci a vederne un’altra. Se finisce il tuo fumetto preferito, è probabile che tu vada a cercarne di nuovi. E, allo stesso modo, la “fine” del Final Fantasy che tanto amavo mi ha portato a cercare una nuova serie di riferimento in ambito JRPG, quella serie della quale seguire ogni notizia, di cui aspettare ogni nuovo gioco con ansia, e dalla quale sapere che non sarai mai deluso. Dopo tanto cercare, ho finalmente trovato “quella serie”, e si tratta proprio di Tales of. Questa serie JRPGistica è molto diversa da Final Fantasy, a partire dal fatto che la serie del Chocobo, nella sua epoca d’oro, ha sempre avuto combattimenti a turni, mentre i titoli Namco propongono, fin dal primo Tales of Phantasia per SNES, frenetiche battaglie action. Ciò che le due serie hanno però in comune (se consideriamo solo i primi dieci Final Fantasy), è una grande identità e solidità di gameplay. Ogni titolo va infatti, in entrambe le saghe, a migliorare ed innovare la formula del predecessore, senza però tradirne lo spirito. 



Parlando in modo da far capire anche chi non avesse mai giocato a un Tales of, il battle system di questa serie si basa su una “linea” immaginaria che collega ogni personaggio al suo bersaglio, permettendogli di muoversi soltanto linearmente, avanti e indietro, lungo essa. Questo sistema di gioco, detto dagli esperti “Linear Motion Battle System”, può sembrare limitante, ma consente in realtà una notevole tecnicità nei combattimenti, che richiedono costante attenzione nell’alternare attacchi fisici, salti all’indietro, parate e Arti. A partire da Tales of the Abyss per PS2, poi, è stata introdotta la possibilità, premendo un tasto, di muoversi liberamente per il campo di battaglia, per poi tornare in modalità “lineare” quando si lascia il pulsante. Questo elemento consente indubbiamente maggiori possibilità nel sistema di gioco, ed è presente anche in Xillia. Per finire con le premesse, diciamo anche che in Tales of le Arti (che per farla breve, sono le mosse che consumano PT) sono sempre tante e garantiscono ai combattimenti un’ottima varietà, e spiccano tra tutte le Arti Mistiche, le più potenti, che possono essere utilizzate solo in determinate circostanze.
 
Ora che più o meno avrete capito come funzionano i combattimenti nella serie Tales of, cominciamo a parlare di Tales of Xillia: in questo ultimo (se escludiamo la versione HD di Symphonia e sequel) capitolo della serie, proprio come vi ho anticipato prima, troviamo il già citato Linear Motion Battle System, ma con alcune interessanti novità: la più evidente è di sicuro il fatto di poter “linkare” (che diavolo vuoi?! ndLink) due personaggi del nostro party (composto dal personaggio che utilizziamo e fino a tre controllati dall’Intelligenza Artificiale). Così facendo, se un combattente utilizzerà un oggetto curativo su se stesso, esso avrà effetto anche sul suo compagno.

Inoltre, linkandoci a un determinato personaggio, attiveremo una sua abilità unica. Ad esempio Milla, la protagonista femminile, possiede l’abilità “Immobilizzazione”, con l’effetto di bloccare un nemico per un lasso di tempo, che si attiva quando il personaggio da noi utilizzato si collega con lei. Ma soprattutto, cosa più interessante, colpendo i nemici (o venendo da essi colpiti) mentre si è linkati, si riempirà una barra al lato dello schermo, composta da diversi segmenti. Quando uno dei segmenti sarà pieno potremo, dopo aver utilizzato una delle nostre Arti, unirla se possibile (premendo L2) a una del compagno e lanciare così una potente Arte Combinata. Le combinazioni di Arti sono molte e, man mano che i personaggi acquisiscono nuove Arti, anche la possibilità di unirle a quelle dei compagni aumenterà. 

Ma non è finita qui. La barra, dicevamo, è composta da diversi segmenti, e utilizzando un’Arte Combinata il segmento riempito in precedenza non si svuoterà. Al riempirsi dell’intera barra, infatti, combinare una nostra Arte con quella di un compagno attiverà la cosiddetta “modalità Overlimit”, in cui potremo utilizzare in sequenza, fino allo svuotarsi della barra, tutte le Arti Combinate che vorremo. Basterà premere la combinazione di tasti relativa a un’altra Arte che vogliamo combinare mentre quella precedente è ancora in esecuzione, per inanellarle una dopo l’altra. Non solo, mentre viene eseguita un’Arte Combinata, potremo anche cambiare il compagno con cui siamo linkati, così da poter sperimentare, in serie, combinazioni con tutti i diversi compagni di squadra.

Le diverse Arti, Combinate o no, differiscono sia per l’elemento (Acqua, Fuoco, Vento…) che possiedono, se lo possiedono, e che potrebbe essere più o meno efficace sul nemico, sia per la modalità in cui colpiscono. Nell’inanellare Arti Combinate, infatti, dovremo stare anche attenti a far sì che tutte possano andare a segno. Se ad esempio utilizziamo la “Sfera di Fuoco” di Jude e Milla, che ha l’effetto di scagliare in lontananza i nemici circostanti, non ci converrà poi utilizzare un’Arte che colpisca a corto raggio. Avvicinandosi al finale del gioco poi, ad aggiungere ancor più varietà, verranno introdotte le già citate Arti Mistiche, veri e propri “colpi finali” di ogni personaggio che si potranno utilizzare solo in modalità Overlimit, al prezzo di svuotare completamente, una volta riempite, la barra. Conviene quindi cercare di utilizzarle quando l’Overlimit sta finendo, ma per fare ciò ci vuole un buon tempismo.

L’ultima cosa importante da dire sul battle system di Tales of Xillia, riguarda le abilità speciali di ogni personaggio, ma in particolar modo quella di Jude, il protagonista maschile del gioco. Egli, saltando all’indietro all’ultimo momento per schivare l’attacco di nemico, potrà teletrasportarsi alle sue spalle, così da prenderlo di sorpresa. Ho apprezzato veramente molto questa sua caratteristica, in quanto premia il giocatore pronto a rischiare e a mettere alla prova i suoi riflessi, rendendo il tutto più tecnico.

Ora che abbiamo analizzato per bene i combattimenti del gioco, passiamo a descrivere brevemente la (ottima) trama. Il protagonista, Jude, è un giovane studente di medicina nell’opulenta città di Fenmont, dove è sempre notte, ma la potente illuminazione artificiale, basata sull’utilizzo degli spiriti, rende il posto comunque parecchio allegro. La vita di Jude prosegue tranquilla tra un esame e l’altro, fino a quando, in un misterioso blackout, egli vedrà una bellissima ragazza camminare sull’acqua ed infiltrarsi di nascosto nel centro di ricerca della città. Il nostro aspirante medico deciderà di seguirla, e da quel momento nulla sarà come prima: La ragazza in questione è Milla Maxwell, incarnazione del Signore degli Spiriti, giunta sulla Terra per impedire agli umani di distruggere il mondo in cui vivono con le loro stesse mani. 

Nel laboratorio di ricerca, infatti, è custodito il prototipo di un potente cannone, la “Lancia di Kresnik”, che invece di utilizzare semplicemente gli spiriti, li uccide. Il regno di Rashugal, di cui Fenmont è la capitale, vorrebbe probabilmente usarla nell’imminente guerra con Auj Oule, regno con cui contende il dominio sul continente di Rieze Maxia. Nel cercare di distruggere la Lancia utilizzando il potere dei Grandi Quattro (potenti spiriti elementali al servizio di Maxwell), Milla ottiene l’effetto contrario, e i Quattro rimangono intrappolati all’interno della Lancia. 


Dopo essere stati scoperti, Jude e Milla dovranno fuggire come ricercati, cercando di tornare a Fenmont (a cui l’accesso diretto sarà praticamente impossibile) per completare la missione, ma trovandosi nel frattempo a viaggiare per tutto il continente. Questo è solo l’inizio di una trama che descritta così potrebbe sembrare banale, ma che è in realtà ricca di colpi di scena, e arriva a proporre serie questioni legate al potere o allo sfruttamento delle risorse naturali.
Durante l’evolvere della storia, tanto Milla quanto Jude subiranno dei cambiamenti. La ragazza imparerà gradualmente ad avere fiducia nel genere umano, divenendo a sua volta più “umana”. Jude poi, viaggiando a contatto con lei, maturerà profondamente, e da ragazzino insicuro diverrà una persona ferma e salda nei suoi ideali, sviluppati durante il lungo cammino e le molteplici esperienze.

Durante il viaggio i due incontreranno diversi compagni che si uniranno a loro: il mercenario Alvin, dagli obiettivi ignoti; la piccola Elize, che sta sempre in compagnia di una strana bambola parlante di nome Teepo; l’anziano Rowen, maggiordomo dal passato militare; e Leia, amica d’infanzia di Jude con una cotta per lui. Ognuno di questi personaggi è molto ben caratterizzato e, esattamente come per i due protagonisti, nel corso della storia scopriremo più cose sul loro conto. Inoltre, vivere questa avventura cambierà anche loro, chi più chi meno. 

La storia di Tales of Xillia vi regalerà sicuramente grandi emozioni, vi immedesimerete alla grande nelle vicende vissute da Jude e compagni, e finirete per soffrire, ridere o commuovervi assieme a loro, proprio come in un ottimo anime shonen. Questa eccellente componente narrativa è condita alla perfezione dai comparti grafico e sonoro: l’aspetto dei personaggi è per la prima volta curato sia da Mutsumi Inomata che da Kosuke Fujishima, i due storici Character Designer della serie, e il risultato è ottimo. Con uno stile che strizza entrambi gli occhi all’animazione giapponese, infatti, l’aspetto dei personaggi mantiene una sua identità ben precisa, grazie a una grande cura riposta nel caratterizzarne volti, capelli e abiti. 


A livello tecnico, poi, i modelli poligonali di personaggi, ambientazioni e quant’altro non sono poi nulla di grandioso, ma lo stile che pervade tutto quanto rende il comparto visivo infinitamente più gradevole da vedere di molti giochi che possono contare un numero maggiore di poligoni. Inoltre, nel gioco abbiamo diverse sequenze animate, realizzate dallo studio Ufotable (già autore degli OAV di Tales of Symphonia) e di pregevole fattura, ottime sia come stile di disegno che a livello tecnico.

L’accompagnamento sonoro di Motoi Sakuraba fa un ottimo lavoro, rendendo gli scenari decisamente più evocativi. Tra pezzi con la chitarra acustica, a volte assolutamente rilassanti, a volte più vivaci, e composizioni orchestrali ed epiche, il gioco regalerà alle vostre orecchie bellissime sensazioni. Il doppiaggio inglese di questo titolo è stato fortemente criticato da molti, ma a parte un paio di interpretazioni “amatoriali”, e qualche frase enfatizzata male qua e la, ho trovato il lavoro complessivo più che soddisfacente. E poi, visto che i fan insistevano tanto, a partire dal gioco successivo a questo (ossia Symphonia Chronicles) le edizioni europee dei Tales hanno cominciato ad includere anche il doppiaggio giapponese, così da non scontentare nessuno.

Un elemento che rende l’esplorazione del mondo di Tales of Xillia assai più agevole è la possibilità di spostarsi immediatamente (salvo in alcuni momenti della storia) in qualsiasi città visitata in precedenza. Per tornare un attimo sul fattore storia, come sempre per la saga di Tales, molti approfondimenti sulla trama hanno luogo nelle “scenette”, che possono essere visualizzate premendo il pulsante Select, o ignorate se tutto sommato non si ha un grande interesse nell’approfondire il comparto narrativo. Avremo inoltre molte sub-quest, che si sbloccheranno appunto solo tornando a visitare città superate in precedenza nella storia, e che spesso ci daranno molti retroscena sulla trama. È quindi fortemente consigliabile farsi un giro per le città già visitate ogni volta che si raggiunge una nuova location, o c’è il rischio di mancare quest secondarie anche piuttosto importanti. Questo è un elemento che potrebbe dare abbastanza fastidio, ma chi mastica spesso JRPG dovrebbe esserci abituato. 

Sempre riguardo alle città, è peculiare, e per certi versi “semplificato”, il sistema che regola il funzionamento dei negozi. I venditori di armi, armature, oggetti, accessori o cibo, infatti, sono gli stessi in tutte le città, e per far sì che ottengano nuovi oggetti, armi o armature più potenti, o quant’altro, dovremo “espandere” noi stessi i negozi, donando loro materiali o soldi. Questo porterà via un sacco di tempo, che passeremo a cercare i materiali di maggior valore sconfiggendo nemici o frugando in giro per il mondo di gioco. La serie Tales of non è mai stata troppo generosa nell’elargire soldi (e materiali) ai giocatori, sappiate quindi che tra quest secondarie e caccia a soldi e materiali il gioco vi porterà via un bel po’di tempo. 

Avrete notato che tra le merci in vendita presso i negozianti ho citato anche il “cibo”. Le pietanze che potrete comprare nei ristoranti avranno infatti un importante ruolo nel gioco: mangiando un determinato piatto, potrete usufruire per un certo numero di battaglie di un qualche bonus, che potrebbe essere un aumento temporaneo di statistiche, come un aggiunta all’Oro o all’Esperienza guadagnati alla fine dello scontro. Inutile dire che, vista la necessità di ottenere tanti soldi e di potenziare i propri personaggi, gli oggetti con quest’ultimo effetto saranno altamente consigliati, ma in uno scontro con un boss arduo potrebbe essere utile avere, ad esempio, un aumento dell’Attacco.


Il sistema di crescita dei personaggi, anche detto “Sfera Lilium”, è molto simile alla Sferografia di Final Fantasy X, con una sorta di “ragnatela” sulla quale potremo scegliere, man mano che avanziamo di livello, le direzioni in cui muoverci, per potenziare questo o quel parametro o sbloccare diverse abilità. Alla fine, però, questo sistema non garantisce grande personalizzazione, in quanto per ottenere le abilità migliori (o semplicemente per sbloccare i livelli successivi della Sfera) dovremo potenziare praticamente tutto ad ogni personaggio.

Per chiudere il discorso relativo alla giocabilità, non possiamo dimenticare una delle principali innovazioni di questo titolo, ossia la possibilità di giocarlo nelle vesti di Jude o di Milla. È fortemente consigliato iniziare con Jude, visto che molti retroscena rimangono per lui un mistero più a lungo, ma va detto che rigiocarlo con Milla, dopo averlo finito, non aggiunge poi tanto all’esperienza. Se facciamo l’eccezione di alcune scene relative alla trama, il gameplay rimane praticamente invariato nei due casi, visto che tanto nella storia con Jude quanto in quella con Milla potremo scegliere di utilizzare, volendo, ogni membro del party. Il fatto poi, di poter giocare in multiplayer assieme a tanti amici quanti sono i membri del party sarebbe in teoria molto divertente, ma in pratica è fattibile al massimo per due giocatori. Questo perché, linkandosi ad un personaggio controllato da un amico, questo tornerà ad essere controllato dall’IA, e visto che il linking è uno degli aspetti fondamentali del gioco diventa insensato giocare con amici che rimarrebbero fermi a guardare per tutto il tempo. La difficoltà del gioco, anche a “Difficile”, non è nulla di terrificante, ma sa offrire delle sfide equilibrate e che regalano buone soddisfazioni.

Insomma, Tales of Xillia è un ottimo JRPG, con un gameplay solido che resta fedele allo spirito della serie pur aggiungendo qualcosa di nuovo, una storia appassionante, ottimi personaggi ed eccellenti musiche. Se anche voi siete rimasti delusi da una certa saga di JRPG, che non è più in grado di accendere in voi la scintilla di un tempo, provate a fare come me, e a lanciarvi verso nuovi orizzonti: fatevi travolgere da questo “RPG delle Volontà Incrollabili”, come lo chiama Namco, e chissà, anche voi potreste scoprire un nuovo amore. Se invece già lo avete giocato, scommetto che anche voi non vedete l’ora che esca Xillia 2, disponibile già da domani nel resto d’Europa ma che, per qualche strano motivo, arriverà da noi solo il 28.

E poi, tanto per girare il coltello nella piaga, lo sapevate che Xillia è il tredicesimo capitolo di Tales of? Paragonatelo un po’a un altro numero 13…


Voto: 9



1 commento:

  1. Recensione meravigliosa e condivido ogni singola parola, come fan della saga di Tales of, di Final Fantasy e del genere JRPG.
    Il bello di questi game anzi di queste storie è che sono uniche e insostituibili, coinvolgono il gamer in ogni punto e portano quest'ultimo a ridere, piangere, arrabbiarsi e provare tutte le stesse emozioni che provano i pg durante la loro avventura.
    Purtroppo Tales of Xillia è finito, ma il bello deve ancora venire perchè la storia continua e in Tales of Xillia 2 il tutto arriverà all'apoteosi del piacere delle emozioni (detto così sembra qualcosa tipo ero-game, vi sbagliate... è tutto frutto della vostra immaginazione)... in poche parole è una vita che continua!
    Leggere questa recensione ha riportato alla mia mente stupendi ricordi e non vedo l'ora di poter leggere altre recensioni per far si che queste sensazioni non siano un semplice ricordo.

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