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mercoledì 17 settembre 2014

Child of Light - Recensione: La poesia fatta videogioco!

by Cloud

 Capita, ogni tanto, che una software house su cui non punteresti nulla ti tiri fuori una roba inaspettata. Capita, che tra un Assassin's Creed e l'altro, Ubisoft faccia uscire così dal nulla una robetta come questo Child of Light. Un giochino scaricabile (per quanto le versioni PC e PlayStation abbiano avuto una Limited fisica) con talmente tanto stile che basterebbe per due giochi. Ma andiamo per ordine...

Effettivamente, sono stato un po' scorretto nel dire che questo Child of Light sia uscito proprio dal nulla. Esso, infatti, utilizza l'UbiArt Framework Engine, motore grafico che Ubisoft ha già utilizzato in Rayman Origins e Rayman Legends (e, più recentemente, in Valiant Hearts: The Great War). E questi due Rayman sono grandi platform, ottimi sia per il gameplay che per lo stile grafico e le musiche (oltre che per il modo in cui esse sono impiegate), quindi va ammesso che Ubisoft aveva già sfornato qualche gioco degno di nota negli ultimi anni. Non ci saremmo però certo aspettati che Ubisoft sfruttasse questo ottimo motore grafico per realizzare un RPG, e per di più un RPG che strizza entrambi gli occhi alla produzione giapponese. Perché, di fatto, il battle system di Child of Light è una diretta derivazione di quello di Grandia, storica serie JRPGistica il cui primo episodio fu pubblicato (anche) da Ubisoft.

L'aspetto del gioco ci potrebbe far pensare ad un platform, ed effettivamente gli enigmi ambientali (di cui alcuni risolvibili con Igniculus, il lucciolino che ci terrà compagnia) sono derivati dai grandi classici del genere. Già solo il fatto, però, che Aurora, la nostra piccola protagonista, possa volare liberamente per i livelli, superando allegramente molti ostacoli, ci fa capire che il fulcro del gameplay è rappresentato dall'aspetto ruolistico. Quando ci scontreremo con un nemico, infatti, inizierà subito un combattimento. Le battaglie, come già detto, sono molto simili a quelle di Grandia: nella parte inferiore dello schermo avremo una barra blu dove scorreranno, da sinistra a destra, le icone dei personaggi del nostro party e dei nemici. L'ultima parte della barra è rossa, e quando un nostro personaggio giungerà all'inizio di questa il tempo si fermerà e potremo scegliere se farlo attaccare, difendere, o utilizzare una qualche magia o oggetto.

Quando poi la sua icona giungerà alla fine del segmento rosso, il comando in questione verrà eseguito (la velocità con cui percorrerà quest'ultima frazione dipenderà anche dal comando selezionato). Ma attenzione: se, mentre si troverà in quest'ultimo segmento, il personaggio verrà colpito da un nemico, la sua mossa verrà "bloccata" e dovrà ripartire dall'inizio della barra blu. A questo si aggiunge la presenza di Igniculus, che può essere controllato con l'analogico destro del pad (o con il touch screen nella versione Wii U) o direttamente da un amico con un altro controller, che potrà rallentare i nemici o curare i nostri personaggi in tempo reale. Compiere una di queste due azioni consumerà però la sua energia, che si ricaricherà aspettando o raccogliendo delle sfere luminose che potrebbero trovarsi nel campo di battaglia. In ogni caso, bisognerà imparare a sfruttarlo per bene, o difficilmente riusciremo a trionfare in battaglia.


Anche la progressione dei personaggi non è niente di nuovo, ma funziona alla grande: si tratta, in pratica, dell'ennesima versione semplificata della sferografia di Final Fantasy X. Come avrete quindi capito, il gameplay di questo gioco non è nulla di innovativo, ma è incredibilmente solido e godibile. E arriviamo quindi agli aspetti in cui questo titolo eccelle ed innova: innanzitutto, tutti i dialoghi presenti nel gioco sono completamente in rima. Esatto, sia la voce narrante, sia i personaggi, utilizzeranno in continuazione rime baciate, alternate o di altri tipi, dando al gioco tutto un'atmosfera fiabesca e poetica. E in questo caso dobbiamo anche fare un applauso ai traduttori: per quanto non abbiano mantenuto lo schema metrico della versione inglese (sarebbe stato impossibile), la loro traduzione risulta raffinata ed elegante, riuscendo a mantenere sia il significato dei dialoghi sia una certa musicalità. Certo, ci sono degli errori nelle schermate dei menu o nei messaggi di battaglia, ma penso che ciò dipenda dal fatto che Ubisoft potrebbe aver ingaggiato traduttori più esperti di poesia che non di videogiochi, visto l'arduo compito.
Altro aspetto che ci salta all'occhio fin da subito è lo stile grafico "acquarellato", reso possibile dal già citato UbiArt Framework Engine. A dire il vero, questo tipo di scelta grafica è palesemente ispirato a un gioco che da noi è uscito solo qualche mese prima di Child of Light, ma che in Giappone già stava in giro da fine 2012: sto ovviamente parlando di Bravely Default, anch'esso titolo dallo stile grafico a dir poco delizioso e per gran parte composto di elementi disegnati e dipinti a mano. Tuttavia, Child of Light riesce a trovare una sua identità, grazie ad un lavoro artistico impeccabile che su uno schermo HD ha per forza di cose un impatto diverso (non migliore né peggiore, semplicemente diverso) da quello che ha Bravely Default su 3DS. Il mondo di Lemuria è quindi colorato, vibrante e ricco di particolari, una vera delizia per gli occhi. Le ottime musiche, poi, si integrano alla perfezione, andando a completare, tra archi e note di pianoforte, il quadro di un'atmosfera da sogno.
E, in conclusione, anche la storia di questo titolo non è per nulla scontata: La protagonista, una principessa bambina di nome Aurora, si risveglia d'improvviso in un mondo fantasy di cui non conosce nulla, e si ritroverà coinvolta in una missione con lo scopo di liberare la terra da una regina oscura, attraverso il ritrovamento del sole, della luna e delle stelle. Durante il viaggio incontrerà compagni di ogni tipo, da topi parlanti a pagliacci tristi, e ciascuno di loro finirà per apprendere qualcosa durante l'avventura. Aurora stessa, man mano, acquisirà sempre più consapevolezza, e durante il viaggio maturerà profondamente. Sebbene poi all'apparenza, e anche per via di diverse citazioni, il gioco possa ricordare molte fiabe con protagoniste principesse (e i relativi film Disney), la vicenda assume andando avanti toni decisamente più maturi e a volte addirittura oscuri, tra re morenti, regine esiliate, maledizioni e tradimenti. 
Ah già, in molti si lamentano per la tutto sommato breve durata del titolo (tra le 15 e le 20 ore), ma per il prezzo a cui viene proposto (15 €) e per la ricchezza di contenuti che esso propone, direi che c'è veramente poco da lamentarsi. Saranno pure 15 ore di gioco, ma 15 ore che vi rimarranno impresse, questo è poco ma sicuro. E poi ricordiamoci che per le 2 ore a dir tanto di Metal Gear Solid V: Ground Zeroes certa gente ci ha speso 40 €!

Insomma, Child of Light è un ottimo gioco, che sotto il punto di vista della giocabilità non innova praticamente nulla, ma sa sfruttare in maniera impeccabile i canoni del genere, tutto ciò condito da un comparto artistico, musicale e narrativo assolutamente impeccabile, che ne fa una piccola gemma. E per concludere con una delle rime che ci piacciono tanto: 
 
"Oh Igniculus, vola avanti tu,
più in basso del basso, non oso andare giù.
Oh Aurora, guarda lassù,
perché più in alto dell'alto puoi andare solo tu.
E se ti è piaciuta la mia recensione,
non dimenticar di lasciare un bel commentone!"


Voto: 8.5

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Sì, davvero un bel gioco, e proprio oggi ho visto che in alcuni negozi ancora si trova la Deluxe Edition, nel caso lo volessi per PC o PS3/PS4!

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