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lunedì 15 settembre 2014

Si alza il vento - Timber Anime/Movie: Il capolavoro finale del Maestro Miyazaki!

by Cloud

Se su queste pagine non ho ancora mai parlato di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli, è semplicemente perché volevo prima riuscire a scrivere un articolo che rendesse giustizia a questa fabbrica di sogni, e non si tratta di una cosa facile. Questo perché io vado letteralmente matto per i film dello Studio Ghibli, che mi hanno profondamente influenzato come appassionato di animazione e come persona. Posso tranquillamente dire che se non avessi mai visto capolavori come Porco Rosso, La Città Incantata, Principessa Mononoke o Totoro, non sarei lo stesso. Dopo aver però visto, Sabato sera, quello che rimarrà l'ultimo film diretto da Miyazaki-sensei, ho preso il coraggio a due mani e ho deciso che non poteva esistere momento più adatto per cominciare a parlare di questa mia grande passione.


Diciamolo subito: quest'ultima creazione di Miyazaki è qualcosa di veramente spettacolare. È entrato di diritto nell'"Olimpo" dei miei film preferiti dello Studio, e vi posso assicurare che a livello qualitativo non ha nulla da invidiare agli altri. Disegni come sempre dal tratto inconfondibile, animazioni vibranti e ricchissime di particolari, e musiche... oh, le musiche. Come sempre Joe Hisaishi compie un lavoro impeccabile, e in particolar modo la canzone nei titoli di coda riesce a coronare alla perfezione il film e la sua atmosfera, dando letteralmente i brividi allo spettatore.



Ciò che però ha fatto molto discutere di questo lungometraggio, è stata la sua storia, complessa e ricca di significato, forse la più matura mai apparsa in un film di Miyazaki.

Le vent se lève!... il faut tenter de vivre!
 

Ossia: Si alza il vento... bisogna provare a vivere!

Questo verso di Paul Valéry verrà ripetuto più volte nel film, e possiamo dire che ne racchiuda anche diversi significati. Esatto, perché le tematiche trattate da questo film sono tante e molto profonde, ma vanno ad incastrarsi tra di loro in maniera eccelsa.



La storia è basata sulla vita, romanzata, di Jiro Horikoshi, ingegnere aeronautico giapponese divenuto famoso per i Mitsubishi Zero, utilizzati dal paese del Sol Levante nella Seconda Guerra Mondiale; con alcuni elementi tratti anche dalla biografia del poeta Tatsuo Hori. 
Nel film, Jiro non è semplicemente un progettista di aerei: è un ragazzo con un sogno, in cui chiunque potrebbe rispecchiarsi. Il sogno di costruire aerei poi, oltre a riprendere un tema assai caro a Miyazaki (basti pensare a Porco Rosso), rappresenta la sintesi del lavoro artistico e tecnico: nel suo lavoro Jiro è tanto un ingegnere che deve calcolare con precisione la forze a cui sarà soggetto il velivolo, quanto un artista che viene ispirato dalle cose che lo circondano.


Questo suo desiderio, poi, è condiviso dall'ingegnere italiano Gianni Caproni, personaggio che in questo film è stato caratterizzato in maniera eccelsa: nonostante i due non si vedano mai di persona, essi si incontrano e parlano in sogno, in quanto sognano entrambi di costruire aerei. Non per combattere, non per soldi, ma soltanto perché gli aerei "sono un sogno bellissimo!". Caproni sarà una sorta di maestro per Jiro, ed ho apprezzato moltissimo questa "affinità spirituale" tra i due. I sogni "condivisi" si alterneranno costantemente con la narrazione del reale, regalandoci sequenze memorabili e ricche di significato.


Come però dirà Caproni: "gli aerei sono un sogno stupendo, ma maledetto", in quanto, per belli che siano, gli aerei progettati dai due verranno impiegati in guerra, dove andranno probabilmente distrutti. E qui entriamo in un'altra delle tematiche che distanziano questo film dalle altre opere di Miyazaki: la condanna non solo della guerra in generale, che trasforma gli aerei simbolo di libertà e speranza in strumenti di morte, ma in particolare del Giappone e della sua condotta nella Seconda Guerra Mondiale, che viene letteralmente sparata in faccia allo spettatore da un personaggio secondario. Non è difficile quindi immaginare che a molti politici conservatori (e non) giapponesi ciò non sia andato giù, ma ciò che Miyazaki vuole trasmettere al suo popolo (e che penso si potrebbe applicare anche ad altre nazioni) è proprio un invito a non ripetere gli errori del passato, che hanno causato soltanto catastrofi.


Ma l'aspetto che mi è forse rimasto più impresso del film, è stata la storia d'amore tra Jiro e la sua amata Naoko. L'amore che i due provano reciprocamente è un affetto privo di egoismo, in cui al contrario l'uno vuole aiutare l'altra (e viceversa) nel momento del bisogno, anche se ciò rappresenta un sacrificio. Scene come quella in cui Naoko tiene per mano Jiro mentre lui completa i progetti di un aereo, o quella del loro matrimonio, sono qualcosa di assolutamente toccante, costruite in maniera magistrale. 

Un altro aspetto di questo film riuscito a perfezione è l'intrecciarsi delle vicende personali del protagonista con quelle "lavorative" e con quelle storiche. Questi diversi piani narrativi non saranno mai separati, ma formeranno un unico flusso di vicende che vanno a trasmettere gli stessi messaggi. Contando poi che si tratta di un racconto biografico, è incredibile vedere come Miyazaki abbia saputo miscelare sapientemente realtà e immaginazione, come solo un genio sa fare.


Sebbene poi il finale del film possa sembrare malinconico, esso ci invita a portare dentro di noi il ricordo delle cose belle andate perdute, senza però abbatterci per la loro mancanza: si alza il vento, bisogna provare a vivere! Finché il vento (vero e proprio leitmotiv del film) continuerà a soffiare, ossia finché il tempo continuerà a scorrere, Miyazaki vuole invitarci a vivere, perché, come dice Naoko, "è bellissimo essere vivi".

Con una trama e tematiche così mature, non stona affatto la scelta di affidare, nel doppiaggio originale, il ruolo del protagonista Jiro a Hideaki Anno, grande amico di Miyazaki nonché regista di Neon Genesis Evangelion, una delle opere più serie e profonde dell'animazione giapponese (e di cui, prima o poi, parlerò, ma non sarà un compito facile). E già che stiamo parlando delle voci, vi assicuro che anche il doppiaggio italiano è ottimo, e, se non appena uscirà l'edizione home video lo rivedrò in lingua originale, è solo per sentire come se l'è cavata Anno.


In conclusione, Si alza il vento è un capolavoro. La degna conclusione della carriera di Miyazaki, che con un film diverso dal solito ci fa riflettere tanto su tematiche storico-politiche quanto su noi stessi, i nostri sogni e i nostri stati d'animo.




 


E tu, ragazzo italiano (o di dovunque tu sia), sei pronto a vivere?





8 commenti:

  1. Io sono invece pronto a rosicare: perchè nessun cinema della mia zona lo proietta!

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    1. Che peccato, merita veramente! Mi dispiace per te!

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  2. Ma non stavi facendo gli anime sentimentali? Questo è uno dei tre?

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    1. No, questa recensione non c'entra nulla con il Timber Romance Anime Project, l'ho fatta semplicemente perché ho amato alla follia il film e non potevo non parlarne! Però tranquillo, a breve continuerà anche il TRAP ;)

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  3. Ora devo trovare il modo di vederlo, visto che dalle mie parti... non ti 'sto neanche a di' XD

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    1. Dai, cerca di teletrasportarti in un posto dove lo fanno che è stupendo :)

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  4. Nonostante abbia preferito altri film del Maestro, anche Si alza il vento è riuscito a commuovermi e farmi sognare!

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  5. Film incredibile forse troppo mal organizzato nel suo insieme.
    Il giusto testamento del maestro Miyazaki.

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