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martedì 14 ottobre 2014

Cosplayer: la rovina delle fiere del fumetto? - Nerd Philosophy

by Cloud


Che l'ambiente delle fiere del fumetto, dagli anni 90 ad oggi, sia ampiamente cambiato, è un dato di fatto. Se prima questi eventi erano frequentati esclusivamente da appassionati di fumetti, animazione, videogiochi, giochi da tavolo e argomenti strettamente correlati, ora come ora non è raro incontrare, al Romics (per fare un esempio banale), la vostra vicina di casa che non ha mai letto un fumetto in vita sua, o il vostro ex-compagno di classe che si chiedeva perché alla vostra età guardaste ancora i cartoni. Inoltre, anche l'organizzazione stessa delle fiere, e gli ospiti invitati, sono cambiati enormemente: gli autori emergenti di fumetti hanno sempre meno spazio, e gli stand che vendono gadget sono sempre più invasivi rispetto a quelli che si occupano di fumetti o DVD. Adesso, senza stare ad analizzare il cambiamento nel "mondo nerd" degli ultimi anni, vorrei focalizzarmi un attimo su quella che secondo molti è la principale causa di questa deriva "casual" delle fiere del fumetto: il cosplay.





Per chi non lo sapesse, il cosplay, contrazione di "costume play", è un hobby nato in Giappone e rapidamente diffusosi in tutto il mondo, che consiste nel realizzare ed indossare un costume di un personaggio di un opera di finzione, sia essa un videogioco, un film o un fumetto. Io stesso, come anche gli altri redattori di questo blog, ho fatto e faccio tuttora cosplay, mi impegno nel realizzare i costumi più simili possibili ai personaggi che amo, e mi piace un sacco andare alle fiere con addosso il risultato delle mie fatiche. Trovo che, di per sé, il cosplay sia un hobby creativo e divertente, nonché un tributo ai nostri videogiochi, fumetti o film preferiti.

Purtroppo però, il mondo del cosplay non è tutto rose e fiori. Innanzitutto, come capirete facilmente, una ragazza snella e carina, o un bel ragazzo alto e in forma, partono decisamente avvantaggiati nel fare un cosplay che venga apprezzato rispetto a un ragazzo o una ragazza bassotti e un po' grassottelli. Senza contare che, per questioni di tempo, soldi, abilità o semplicemente voglia, non tutti avranno costumi ugualmente belli. Per ogni Iron Man con l'armatura che si toglie e mette da sola, ce ne sarà uno che si è fatto la maschera di cartoncino e la tiene incollata con lo scotch. Questo non dovrebbe teoricamente essere un problema, visto che il cosplay nasce come un hobby, come un gioco, e che chiunque ha il diritto di divertirsi come vuole, ma lo diventa nel momento in cui subentrano le manie di protagonismo e la cattiveria di alcuni cosplayer.

Per dire, io vengo spesso apprezzato quando faccio un cosplay, e ciò mi fa piacere, ma se incontrassi a una fiera qualcuno che interpreti il mio stesso personaggio, con un costume realizzato in maniera più povera, non lo criticherei affatto, ma casomai mi ci farei due chiacchiere in quanto ha probabilmente interessi simili ai miei.  Purtroppo non tutti la pensano come me, e ci sono ragazzi e ragazze che, al fine di "emergere", non si fanno scrupoli a prendere in giro i cosplay che secondo loro "fanno schifo" (per non usare termini decisamente più scurrili e comuni a questa gente), quasi fosse una continua gara a chi è migliore. Non soltanto per questioni economiche (c'è infatti chi lavora con il cosplay, realizzando su commissione armi replica, vestiti o parrucche, o interpretando lui stesso un personaggio a determinati eventi dove, sotto pagamento, viene richiesta la sua presenza, ma si tratta chiaramente di una minoranza di persone), ma anche e soprattutto per manie di protagonismo, per la voglia di essere quella o quello più bello, più figo e più apprezzato. E, come sempre, la scorciatoia più facile per sentirsi migliori è sparare a zero sugli altri. Se pensiamo che la subcultura nerd è nata proprio per riunire tutti coloro che, a causa della passione per videogiochi, fumetti o altro venivano ritenuti "sfigati", è ridicolo pensare che esistano i fighetti di turno anche qui, eppure le cose stanno così.

Fedeli o meno, certe idee meriterebbero un premio per la simpatia!




Questo è un aspetto che riguarda soprattutto l'interazione tra i cosplayer, ma c'è un altro "lato oscuro" del cosplay, che riguarda tutti, e che va a modificare la struttura stessa delle fiere del fumetto: la progressiva "centralità" del cosplay nelle fiere. Il cosplay è uno svago divertente, certo, ma nasce come tributo alle proprie opere preferite. Questo significa che, va bene andare in fiera con un costume, ma poi dentro la fiera ci sono mille cose da fare, oltre a quello. Io personalmente vado in cosplay, ma poi all'interno della fiera mi metto a cercare rarità fumettistiche/videoludiche, ad incontrare gli autori, a vedere le anteprime dei film che mi interessano, a provare i videogiochi in anteprima, o a chiedere disegni a chi si mette gentilmente a farli. Insomma, se ad esempio vado al Lucca Comics and Games, è per la parte "Comics and Games", come è ovvio che sia! Se poi mi travesto da personaggi di giochi o fumetti che mi piacciono, è anche per conoscere gente con le stesse passioni e scambiarci due chiacchiere.

Per molti invece, il cosplay è diventata una passione fine a se stessa. Si fanno un cosplay senza manco conoscere l'opera da cui è tratto, se incontrano qualcuno con il costume di un personaggio che gli piace ci parlano soltanto di come si sono fatti i vestiti, e 7 giorni alla settimana, 365 all'anno, non parlano d'altro che di COSPLAY. Non è un po' un controsenso che una passione "derivata" dal fumetto o dal videogioco finisca per far disinteressare dai fuemetti o dai videogiochi? Sempre questa gente, infatti, sta quasi tutto il tempo fuori dai padiglioni a farsi le foto, e non compra nulla se non un paio di gadget con cui dire in giro di essere "nerd" (e ritorniamo al discorso iniziale). E, per completare il quadro, tutta questa folla travestita e colorata attira nelle fiere moltissima gente a cui dei fumetti, dei cartoni e dei videogiochi (a parte forse FIFA, CoD e la roba di moda del momento) non frega nulla, e vuole soltanto vedere i costumi. E non solo, in mezzo ai "cosplayer" si infilano spesso anche idioti (spesso appartenenti alla stessa categoria di sopra) che pensano che la fiera sia solo un momento in cui fare gli idioti attirando l'attenzione, ed arrivano così i famosi "Free Hugs" (qualcuno mi spieghi il senso di tale pratica), le maschere a forma di testa di cavallo (le odio, ok?) slegate da qualsiasi personaggio, e buffonate varie che con il mondo nerd non hanno nulla a che vedere. Come poi potrete ben immaginare, questo tipo di persone contribuisce alla fiera ancor meno di chi si focalizza solo sul cosplay, non comprando nulla e tanto meno interessandosi agli autori o ai disegnatori emergenti.

E non ditemi che questo ciccio-Pikachu non è bellissimo!
Sono stato un po' lungo, ma direi che ci voleva. In conclusione l'hobby del cosplay è di per sé qualcosa di divertente e creativo, che da "colore" alle fiere e aumenta le occasioni di conoscere altri con la stessa passione, ma purtroppo la stupidità di molte persone finisce spesso per rovinare il divertimento a chi vorrebbe praticarlo in modo sano. Inoltre, l'eccessiva attenzione che viene data a questa passione "collaterale", rischia di rovinare gli eventi stessi. Vorrei quindi che rifletteste tutti quanti su entrambe le questioni, perché se vogliamo che le cose cambino dobbiamo essere noi stessi ad agire.







Ultima cosa: come avrete visto, questo articolo appartiene alla rubrica "Nerd Philosophy", e abbiamo infatti deciso di espandere la sezione Game Philosophy: quando si rifletterà su argomenti strettamente videoludici, gli articoli continueranno a portare il nome Game Philosophy, se invece si tratterà un argomento più ampio, verranno chiamati Nerd Philosophy. 

4 commenti:

  1. Non ci crederai.... ma cinque minuti fa ho visto un video di Dellimellow dove attaccava i fanatismi del mondo dei cosplayer. E poi ho visto questo post!
    Personalmente posso dire di aver passato bei momenti da cosplayer, ma anche alcuni alquanto deprimenti... Meglio che non li ricordo.
    Personalmente credo che alle Fiere i cosplayer abbelliscano la fiera, tuttavia sta a loro non far diventare un bellissimo hobby un'esagerato fanatismo.
    Da un lato è colpa anche delle ferie, che ultimamente sono anche prive di contenute. Ormai puoi trovare di tutto: dalla spada medievale al sushi fresco... ma di fumetti sempre meno traccia! Tutti prodotti dozzinali e fatti con lo stampino... Dov'è finita la caccia alle rarità delle fiere? Bohhh....

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    1. È stato proprio leggere le litigate tra Dellimellow e quel cosplayer a farmi venire voglia di esprimermi più oggettivamente sulla faccenda. Dellimellow alcune cose le dice giuste, ma il suo atteggiamento esagerato da troll rende tutto soltanto una scusa per creare flame, e Davide Ravera, il tizio con cui ha litigato, ha sembrato voler cogliere la palla al balzo per guadagnare popolarità...

      Comunque sì, come ho già detto certi atteggiamenti sono sbagliati e rovinano il divertimento di altre persone che non c'entrano nulla, ed è su questo che voglio invitare alla riflessioni chiunque legga. E sui fumetti, ahimé, è così...

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  2. Secondo me il cosplay non rovina affatto le fiere. A rovinare le fiere, per come piacevano ai collezionisti, è stato internet. Non sto dicendo che sia un male, ma adesso i privati comprano e vendono montagne di fumetti, statue e action figure dalla rete, usando piattaforme, gruppi e sistemi al limite del professionale (ossia eBay, gruppi compro/vendo tutto su FB, forum dedicati, sistemi di annunci ecc) che portano ai seguenti fenomeni:

    1) I rivenditori hanno meno magazzino dell'usato (perché la gente, invece di rivendere a loro per una manciata di centesimi fa che venderseli da sola con i sopraccitati mezzi) da spacciare per roba nuova;

    2) Meno gente compra perché ha già comprato su eBay (e, oltretutto, è meno propensa a farsi turlupinare, visto che è più facile scoprire quale sia il prezzo di mercato dei pezzi).

    La conseguenza è che le bancarelle vendono meno. Ergo alzano i prezzi, vendendo ancora meno e entrano in loop che porta i rivenditori a preferire di non andare proprio in fiera.

    Il risultato è che nelle fiere ci sono solo più cosplayer, bancarelle di gadgettini (che magari uno non si fa fare una spedizione dal Giappone per un portachiavi) e stand di cibarie.

    Il problema delle fiere non sono i cosplayer (anzi, devo dire che secondo me sono una manna, se non ci fossero loro le fiere avrebbero già chiuso i battenti da un pezzo) ma il fatto che non ci sia materiale decente ad un prezzo inferiore dello standard 10% da fumetteria ^^

    PS: Sto cercando di scrivere anche io un articolo sul cosplay ma non sono ancora riuscita a organizzare per bene le idee (ci penso da mesi) >__<

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    1. Hai analizzato la questione molto oggettivamente, io invece ho preferito concentrarmi sul fenomeno sociale dei cosplay, basandomi anche su quanto vissuto in prima persona, potremmo dire che ciò rispecchi le diverse nature dei nostri blog :)

      Comunque, tutto quel che hai detto tu è vero, ma al di la dell'aspetto "commerciale" delle fiere, la presenza dei cosplay e come loro (loro poi, ci sto anch'io in mezzo XD) si comportano vanno a modificare l'atmosfera stessa delle fiere. Possono abbellirle rendendo tutto più colorato, e rovinarle comportandosi in modo maligno rispetto ad altri, e quello che vorrei è che si riflettesse di più su questa faccenda :)

      P.S. Già il commentone che hai scritto qui potrebbe essere un buon inizio per il post sul cosplay, nel caso lo volessi espandere alle fiere XD

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