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mercoledì 28 gennaio 2015

Anime del 2014: un resoconto

by Cloud & Link

In genere, noi di Timber Maniacs non siamo il tipo di persone che, in ambito di animazione, stanno granché dietro alle ultime novità. In genere, preferiamo recuperare roba bella indipendentemente dal periodo, e va quindi a finire che le produzioni più recenti passino spesso inosservate. Quest’anno, però, è stato un po’ diverso: non abbiamo certo seguito tutti gli anime usciti, ma abbiamo visto molte più serie nuove del solito. Ecco quindi, un elenco di tutti i cartoni giapponesi del 2014 che abbiamo visto, assieme a un commento mio o di Link. Enjoy!
 
ndLink: Io vi avverto, non cominciate a rompere dicendo cose del tipo: “ma perché non avete messo *titolorandom*?”. Di tempo ne abbiamo poco, ed è in gran parte occupato dai videogiochi e dalla vita reale, quindi se voi sfigati senza un cavolo da fare ne avete visti di più, buon per voi, leggete ‘sta lista e diteci che ne pensate dei titoli presenti senza scassare! Se poi ci voleste consigliare, in maniera amichevole, di vedere qualcosa che vi è piaciuto tanto, ne saremmo felici.


Shingeki no Bahamut: Genesis

Cloud: Ispirato a un gioco di carte online, Shingeki no Bahamut: Genesis è un anime fantasy pieno di draghi, angeli, demoni e… Giovanna d’Arco. Seriamente. La trama non è nulla di particolarmente innovativo, ma il buon ritmo narrativo, l’umorismo e soprattutto alcuni personaggi (i due protagonisti, Kaisar e Favaro, e anche la bambina zombie 200enne) rendono l’opera abbastanza godibile. Nulla per cui gridare al miracolo, ma in fin dei conti sono stati 12 episodi piacevoli.
Ah, il drago di nome Bahamut è palesemente ispirato a quello di Final Fantasy. Spero di doverlo specificare solo per mia zia.
Link: Dopo la prima puntata lo stavo per droppare, ma il drago gigante che c’era all’inizio mi ha convinto ad andare avanti!


Akame Ga Kill

Link: Una roba abbastanza indegna, mollata dopo pochi episodi. Non so se è stato per i disegni che erano anonimi, per le animazioni che erano peggio, o in generale per la noia intrinseca di ogni episodio… e un chiarimento: non è che se muoiono i personaggi a casaccio, tra l’altro in scene più comiche che tragiche, diventa automaticamente qualcosa di maturo. Alcuni dicono che il manga sia bello. Lo spero, ma probabilmente non lo leggerò mai.


Tokyo Ghoul
Cloud: Lodato esageratamente da alcuni (per lo più ragazzini sotto i 13 anni), maltrattato da altri, come al solito (ma non sempre) la verità sta nel mezzo: è una serie horror/thriller non particolarmente originale, ma capace di intrattenere a dovere, specialmente se siete alle prime armi con l’animazione giapponese. Inoltre, vi consiglio fortemente di vederlo su VVVVID con il doppiaggio italiano che sta uscendo in questo periodo: lo trovo decisamente migliore di quello giapponese, ma soprattutto si tratta del primo anime ad essere doppiato appositamente per lo streaming legale, e se l’iniziativa avesse successo molti altri cartoni potrebbero subire lo stesso trattamento. Quindi, se non avete nulla da fare, andatelo a vedere qui.


Fate/Stay Night: Unlimited Blade Works

Cloud: Dopo i discutibili adattamenti animati ricevuti in precedenza, la visual novel Fate/Stay Night di Type-Moon riceve una trasposizione anime degna di questo nome. Ad occuparsene sono stati i ragazzi di Ufotable, che hanno curato anche i filmati di alcuni Tales of tra cui i due Xillia, e come sempre hanno svolto un lavoro magistrale: le animazioni sono fluidissime, la computer grafica, quando presente, riesce ad integrarsi bene con i disegni 2D (cosa che non riesce quasi mai) e in generale il comparto visivo risulta molto ben curato. A ciò si aggiungono una trama appassionante, dei personaggi credibili e dei combattimenti ben realizzati, che rendono la “Guerra del Sacro Graal” una lotta all’ultimo sangue da seguire con il fiato sospeso. La prima parte della serie si è conclusa a Dicembre, e la seconda andrà in onda ad Aprile di quest’anno.

Link: Ok, tutto bello, ma Sakura quante cavolo di volte ripete “senpai”? Sarebbe capace di chiamarci suo figlio, se ne avesse uno!

No Game no Life

Link: Un anime che ha come protagonisti due persone che finito di leggere l’articolo ci romperanno le scatole perché non abbiamo messo i loro 40 anime preferiti di quest’anno: esatto, degli hikikomori! Per chi non conoscesse il termine, in Giappone viene utilizzato per definire dei disadattati sociali che non escono mai di casa. I due sfigati in questione, fratello di 18 anni e sorellina di 11, sono fortissimi in ogni tipo di gioco, e vengono risucchiati in un mondo dove tutto è deciso tramite i giochi (cosa mai vista, vedi Yu-Gi-Oh!) e dallo stile grafico nauseabondo. Sul serio, forse voleva essere originale, ma il risultato finale è veramente stomacante. Inoltre, il fatto che loro siano dei disadattati è sfruttato pochissimo e solo a scopo comico. C’è fanservice per tutti i gusti: la tizia sfigatina moe, la tizia “superdimensionata”, le ragazze con le orecchie da animali e la ragazzina stile lolicon (chi apprezza questa roba fa schifo. SCHIFO! )… al punto da essere invadente e fastidioso per chiunque non sia un otaku disperato in cerca di waifu. Inoltre, i ragionamenti che stanno alla base delle strategie con cui i due fratellini superano le sfide, sono l’80% campati per aria, e se a prima vista possono sembrare geniali, beh… non lo sono. Tutto sommato però l’opera può risultare godibile, anche per via delle numerose citazioni ad altri anime. Diciamo che se si chiude un occhio, un 6 a scuola lo strapperebbe.

Ping Pong the Animation            

Cloud: E adesso si fa sul serio, perché Ping Pong the Animation è veramente un capolavoro. Si potrebbero spendere mille parole sullo stile grafico, già molto originale nel manga, più simile a fumetti o cartoni occidentali come Beavis and Butthead che non alle produzioni tipiche nipponiche, e reso allo stato dell’arte nell’anime grazie alla magistrale regia di Masaaki Yuasa (autore, tra le varie cose, di “The Tatami Galaxy”). Per non parlare poi di come è sviluppata la storia, e di come man mano scopriamo le ambizioni, le paure e gli scheletri nell’armadio di tutti i personaggi. La cosa più bella di Ping Pong, poi, è come tutto quanto abbia il suo culmine, appunto, nelle partite a Ping Pong, sport non molto considerato dal grande pubblico, ma che si mostra qui in tutta la sua spettacolarità. Ogni partita, oltre ad essere spettacolare a livello visivo, mostra un’introspezione di entrambi i giocatori, ed è per loro un momento di confronto, di affermazione personale, e di crescita. Se iniziate a guardarlo, non mollatelo assolutamente, perché è proprio negli ultimi 3 episodi che l’anime esplode in maniera definitiva. Come ciliegina sulla torta, anche il comparto sonoro è molto particolare: la opening soprattutto, e la ending, sono ottime canzoni, e le musiche che accompagnano la serie sono perfette per creare l’atmosfera unica di questo cartone.

Link: Ci sarebbero molte altre cose da dire su Ping Pong, ma state tranquilli: penserò io a farne un articolo come si deve, visto che se lo merita veramente!

Sword Art Online II

Link: Ora come ora su Sword Art Online II non ho molto da dire. Diciamo solo che è il… degno seguito della prima serie. Servirà un articolo apposito pure su questo. Ora non ci pensate e leggete oltre.


Psycho-Pass 2

Cloud: La prima serie di Psycho-Pass è stata qualcosa di veramente spettacolare. Eccellente ritmo della narrazione, tematiche legate al filone fantascientifico/distopico, e personaggi molto carismatici, in particolare il protagonista maschile, Shinya Kogami, e l’antagonista Shogo Makishima. Come potrà quindi essere la seconda stagione, in cui sono nessuno dei due fa la sua comparsa? Se devo essere sincero, niente male. Ovviamente, in soli 11 episodi, era difficile creare qualcosa del livello della prima serie, che nel confronto è decisamente superiore, ma anche la seconda rimane qualcosa di parecchio interessante. Molta gente l’ha presa quasi come un filler, una serie non canonica, solo perché la sceneggiatura non è stata realizzata da Gen Urobuchi, autore della prima, ma il soggetto, nonché la supervisione del tutto sono comunque suoi. E poi, a fine serie avviene un cambiamento importante che potrebbe avere ripercussioni sul film, uscito in Giappone qualche settimana fa e ancora non disponibile da noi, che a quanto pare chiuderà il tutto. E da cui, diciamocelo, mi aspetto molto più di questa seconda stagione.

 

Terra Formars
Cloud: Che dire di Terra Formars, è un anime con gli scarafaggi mutanti, le botte e tanto sangue. Il character design è patetico, i personaggi sono talmente anonimi che è facilissimo non distinguerli, e si vengono a creare imbarazzanti situazioni come quella che vi illustrerà Link.

Link: “Oh, c’hai presente quello?”

“Ma chi?”

“Dai, il biondino!”

“Sì, ma quale?”

“Dai, quello che fa quella cosa…”

“Ah! Il russo!”

“Ma non era tedesco?”

Cloud: Oltre a questo, la trama, nei 13 episodi di questa prima (e forse ultima) serie, avanza pochissimo, e non ci sono ancora progetti per un seguito. L’unica cosa bella di tutta questa mediocre serie è stata la vicenda di Adolf (che è tedesco...), unico personaggio decentemente caratterizzato, va detto che se tutta la serie fosse stata su quel livello ora come ora ne starei parlando ben più positivamente. Anche qua ci dicono dalla regia che il manga potrebbe essere meglio, ma non avendolo letto non possiamo parlarne.

Space Dandy
 
Link: SPACE DANDY È UNA FIGATA!!!
Un anime che già si presentava benissimo con i suoi disegni molto ben curati, e che fin dalle prime puntate risultava molto divertente. Ogni puntata era autoconclusiva e ti lasciava con il sorriso. E fosse continuato così, sarebbe comunque andato benone. E invece, andando avanti, si mostra capace di spaziare tra moltissimi generi senza mai perdere la sua identità: avremo quindi gli episodi più comici, gli episodi più sentimentali e gli episodi più deliranti a livello artistico (vi dico solo che una puntata è diretta da Masaaki Yuasa, il regista del Ping Pong di cui si è parato sopra). Uno dei punti cardine dell’opera è proprio il personaggio di Space Dandy: a prima vista, potrebbe sembrare soltanto uno scansafatiche, fallito e pervertito con il ciuffo alla Elvis, ed effettivamente… lo è!
Andando avanti, però, ci si affezionerà un sacco a lui, sia perché questa sua personalità dà luogo a scene spassosissime, sia perché a tratti sa mostrare anche un lato più “sentimentale”. La serie ha inoltre un sacco di citazioni a film e anime vari, che rendono ancor più stiloso il tutto. Inoltre, come ho già accennato prima, le puntate sono ciascuna un piccolo corto a sé stante, in quanto autoconclusive, ma diciamo che nel finale… vi pare che ve lo dico? In parole povere, vi consiglio assolutamente di guardare Space Dandy, perché secondo me, al pari di Ping Pong, è veramente il miglior anime di quest’anno. Del resto, le garanzie ci stavano tutte: il progetto è stato diretto da Shin’ichiro Watanabe, autore di Cowboy Bebop (e scusate se è poco!), e ha visto la collaborazione di tantissima gente brava. E quando qualcuno di capace si impegna sul serio, i risultati si vedono.


Cloud: That’s all folks. Questi erano i cartoni giapponesi del 2014 che abbiamo visto, e cosa ne pensiamo. Se volete dire la vostra su questi o altri anime usciti quest’anno, fatelo nei commenti, non mordono! E se vi è piaciuto l’articolo, condividetelo in giro.

2 commenti:

  1. Mi hanno parlato un casino bene di Space Dandy e di Ping Pong The Animation. Invece Tokyo Ghoul mi hanno detto che è un po una ciofega, cioè che è molto meglio il manga.
    Il resto sono cose che ho sentito di nominata.

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    Risposte
    1. Space Dandy e Ping Pong infatti sono quelli che meritano di più, te li consiglio un sacco! Tokyo Ghoul è una robetta per passare il tempo, va visto più che altro per supportare il doppiaggio italiano :)

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