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mercoledì 7 gennaio 2015

Portrait of a Cosplayer: Un Viaggio nel mondo dei cosplayer

by Cloud, Snake and Mago Nero



Salve a tutti, o voi Timber Fan! Su questo blog abbiamo già parlato del fenomeno del cosplay, e delle sue varie sfaccettature, positive o negative. Oggi però, vi voglio portare le testimonianze dei diretti interessati: il nostro fido Mago Nero ha infatti intervistato un po’di ragazzi che erano in cosplay all’ultima edizione del Lucca Comics (un po’? è stato un lavoraccio! ndMago), di cui abbiamo qui riportato le risposte più “interessanti”, in un senso o nell’altro. Senza fare i nomi, certe risposte sono state da strapparsi i capelli, altre invece ci hanno sorpresi in positivo. Questo a dimostrare, come dissi già in passato, che tra i cosplayers ci sono gli idioti che fanno della fiera la loro passerella, e quelli intelligenti che sanno godersela in modo sano, pensando anche ai fumetti, ai giochi, agli autori, alle mostre e a tutto ciò per cui, ehm, si va ad una fiera del fumetto! 

Non aggiungo altro, e lascio che siate voi a giudicare dalle testimonianze che troverete qui sotto, accompagnate da una carrellata di foto dei ragazzi intervistati, scattate durante il Lucca Comics 2014. Buona lettura!


Da cosa eri travestito al Lucca Comics and Games?


Stefano: Da Walter White di Breaking Bad.

Silvia: Luka Megurine.

Ivan: Da Arrow!
 
Giggi: Il venerdì da mercenario veterano della Repubblica della nuova California (Fallout New Vegas) e il Sabato da Ezio Auditore con armatura di Altair.

Paolo: Ero Dallas di Payday!



Marco: Sam Jetstream da Metal Gear Rising: Revengeance.

Marco O.: Thresh di League of Legends!


Francesca: Da Lara Croft di Tomb Raider.

Andrea: Da Uomo Tigre.

Fabio: Capitan Harlock del film, e Gilgamesh di Fate/Zero!

Diego & Erika: Master Tormentor Morghoul e Aurora, Numen of Aerogenesis di Warmachine/Hordes.

Giovanni: Da Axel di Kingdom Hearts!

Azzurra: Da torretta di Portal!

Ti ritieni un otaku?

Silvia: Non così tanto.


Paolo: Yep, purtroppo per me sono un "otaku", e sono fiero di esserlo.


Margherita: Diciamo di sì, sono appassionata da anni di manga, anime e della cultura giapponese. Il tempo impiegato a leggere un manga o guardare un anime è speciale perché ti fa evadere dalla realtà di tutti i giorni.

Francesca: Direi proprio di no, posso giusto definirmi un'appassionata di cosplay e dei personaggi che interpreto!


Fabio: No, non mi classifico come un otaku... sono un ragazzo che ha molti interessi e che lavora, dunque mi piace passare il mio tempo libero svolgendo attività diverse ogni giorno.

Eleonora: Otaku è un termine usato come dispregiativo per appassionati maniacali di qualcosa, quindi direi di no. Ovvio, appassionata sono appassiona di manga, anime, videogiochi e quant'altro, ma non in maniera maniacale.


Azzurra: No, decisamente no. Sono consapevole della connotazione negativa del termine in sé e non mi ritengo così tanto ossessionata dalla cultura giapponese per potermi affibbiare il titolo di otaku! Poi non ho neanche il tempo per potermi dedicare al punto da essere "otaku".

Da quanto fai cosplay?

Stefano: Da 5 anni ormai. Preparo personaggi principalmente per Lucca Comics e raramente per qualche altro evento. Quando ho il tempo di farlo, lo faccio sempre con piacere, e tento di coinvolgere gli amici. Purtroppo non è facile trovare tempo libero, specialmente se devi preparare diversi kg di metanfetamine alla settimana.

Luciano: Ufficialmente da due anni, non ufficialmente da dieci. Mi è sempre piaciuto realizzare dei costumi, che usavo una sola volta l'anno ad un ballo in maschera durante il carnevale della mia città. In pratica, ero un cosplayer senza saperlo.


Paolo: Dallo scorso Cartoomics, che se non sbaglio c'è stato a Marzo/Aprile, lì ho portato ancora Dallas, anche se la prossima volta ambisco a qualcosa di più.

Marco: Da 4 anni, il mio primo cosplay è stato Noble Six di Halo Reach e l'ho portato per la prima volta al Lucca Comics 2011.



Ivan: Curo bene i dettagli dal Lucca Comics 2013, altrimenti portavo costumi improvvisati già dal 2011.

Giulia: Dal Lucca Comics del 2009, feci Winry di Fullmetal Alchemist, ma non era perfetto, non avevo nemmeno le lenti! Però ero molto legata al personaggio, inoltre essendo la mia prima fiera era tutto una novità.


Quali sono le tue principali “passioni nerd”?

Stefano: Non so bene dare una priorità sulle passioni. Mi piace così tanta roba che non saprei da dove iniziare. Ho 38 anni e videogioco dai tempi di Pong, quindi spero, se non altro per una questione di anzianità, di poter essere ritenuto un hardcore gamer. A questo si aggiunge che per 10 anni ho curato la grafica per riviste di settore, quindi puoi immaginare come i videogiochi siano stati un elemento fondamentale in tutta la mia vita. Per quanto riguarda ulteriori passioni da nerd: ho iniziato sin dagli anni '80 con i cartoni dei robottoni e seguo tutt'ora un sacco di anime e manga dei generi più disparati. In più sono stra-appassionato di cinema e di serie tv: non a caso proprio alcuni dei miei cosplay si sono ispirati a personaggi di queste ultime. Per ultimo, mi piace un sacco la cultura del Giappone come a ogni otaku/nerd che si rispetti... ci sono stato un paio d'anni fa, e spero di tornarci al più presto.



Luciano: Beh, i videogiochi credo siano la cosa più “nerd” che io faccia. Tuttavia vi dedico poco tempo, sono sempre impegnato nella costruzione di qualcosa, anche al di fuori del cosplay.



Paolo: Videogiocare, collezionare action figure/statuine, guardare anime, leggere manga.



Marco: I videogiochi sono l’hobby che preferisco, mi hanno fatto compagnia fin da piccolo e mi hanno permesso di conoscere tanti amici che condividono questa passione.



Sarah: Sono gli anime e i manga, e spesso ruolo. Cioè, faccio roleplay su Facebook.




Marco O.: Adoro i videogames, principalmente FPS, action-RPG e MOBA.
Seguo diverse serie tv come Game of Thrones, How I met your mother e The Big Bang Theory. Quando capita, non spesso purtroppo, leggo qualche manga.



Francesca: Oltre al cosplay amo i videogiochi, leggere saghe come Harry Potter e il Signore degli Anelli che amo da quando son piccola, e ultimamente mi sto appassionando ai film della Marvel. Un’altra passione è collezionare tutti gli oggetti possibili provenienti da Tomb Raider, la mia passione per eccellenza!



Diego & Erika: Cosplay al primo posto assoluto, poi anime e qualche videogioco online, più per noia che per vera passione.



Giovanni: Sono molto appassionato di animazione e fumetti, ma il campo in cui mi reputo maggiormente esperto sono i videogiochi.


Per che motivi sei andato al Lucca Comics?


Stefano A.: Vado soprattutto per vedere tutte le persone che come me hanno la passione per manga e videogames, è uno dei pochi luoghi in Italia dove chiunque può manifestare il proprio hobby e soprattutto vestirsi come gli pare e piace senza badare a pregiudizi.



Paolo: Ci sono andato principalmente perché non ci sono andato l'anno scorso e sentivo sempre di questo 'mito' che era il Lucca Comics, che dicevano fosse la fiera più grande d'Italia, piena di otaku, cosplayer e action figure, come resistere?

Mi sono sciallato un sacco, soprattutto quando un mio amico ha creato anche un “meme” su di me, per cui ogni persona che passava cercava in realtà me, pure l’ambulanza! Poi è stato divertente anche vedere un sacco di belle ragazze in cosplay, ma quello era sottinteso.




Marco: Vado sempre al Lucca Comics perché fu la prima fiera a cui andai, in quell’occasione vidi per la prima volta dei cosplayer, feci moltissime foto e mi dissi che anche io un giorno avrei interpretato uno dei miei personaggi preferiti.
Per me poi il Lucca Comics è anche un’occasione per vedere amici che vivono lontano e per conoscerne di nuovi.

Marco O.: Perché è una delle fiere più importanti ed interessanti in Italia. Era per me una grande vetrina alla quale mostrare i frutti di un lungo mese di lavoro. Ogni cosplayer crea per sé ma, senza falsa modestia, quando ci si dedica anima e corpo ad un cosplay, si desiderano anche critiche, positive o negative che siano. Quale palcoscenico migliore di Lucca?!

Luana: Sincerità assoluta? DIVERTIMENTO!!!! Io non ho idea di quali maldicenze sulle gare ci siano o delle corna che si fanno certe persone e non me ne frega nulla. So soltanto che l'ambiente in cui vivo è ricco di persone simpatiche che mi fanno staccare per 4 giorni dal grigiore della città! Poi dipende dalle persone con cui vado, non importa il luogo. Per carità, Lucca resta la mia fiera preferita, è grande, ben organizzata, piena di posti in cui andare, ci sono tanti ospiti e, soprattutto, c’è la gioia dello shopping!

Giulia: Ormai è un appuntamento fisso, è la fiera più grande d’Europa se non sbaglio ed è l’unica occasione in cui posso incontrare gli amici sparsi per l’Italia, inoltre ci sono un sacco di bei posti dove fare le foto come le mura. Poi conto quei 4 giorni come un’occasione per rilassarmi con le mie amiche e non pensare a niente.

Fabio: Perché è la fiera più grande e famosa d’Italia. Ho fatto ottimi acquisti e ho passato giornate fantastiche, troppo divertenti. Il cosplay è stato solo una delle attività che hanno reso memorabile quest'edizione, perché ci sono veramente una marea di cose interessanti da fare.

Giovanni: Per che motivi non sarei dovuto andarci, piuttosto! Tra la città che è bellissima, le occasioni che si possono trovare su fumetti, DVD e videogiochi, i film in anteprima, gli autori presenti, le mostre e la quantità di gente con le tue stesse passioni che puoi incontrare, direi che se si ha la possibilità di andarci il Lucca Comics è un evento irrinunciabile!

Arianna: Soprattutto per comprare i fumetti che riesco a trovare solo li... le mega offerte sui fumetti vecchi del tipo prendi 4 paghi 3. Per acquistare tante altre cose sempre attinenti alle mie passioni "Nerd" se così si possono definire. E anche per stare con gli amici, e cogliere l'occasione per trasformarmi nel personaggio che ho portato in fiera.

Qual è stato il momento più bello della fiera?



Rebecca: Quando la gente ti ferma per farsi una foto insieme è sempre fantastico, perché viene apprezzato il lavoro di mesi per aver realizzato i costumi…



Luana: Quando una bambina si è avvicinata guardandomi con gli occhi dolci e grandi e dicendo: sei una principessa? Posso fare una foto con te? Per quanto possa essere banale mi ha fatto sorridere e mi ha illuminato la giornata, vedere nei bambini ancora la voglia di credere in qualcosa e sognare nonostante il mondo che li circonda è meraviglioso.



Giulia: Per certi versi quando la gente mi chiamava con il nome del mio personaggio, il mio ego andava alle stelle, per altri quando giravo chiacchierando con i miei amici, anche se loro non erano in cosplay.



Giggi: Indubbiamente Sabato alla parata del gruppo cosplay italiano di Assassin's Creed per le vie di Lucca.

Eleonora: Quando sono riuscita a trovare altri cosplayer di Neon Genesis Evangelion e siamo rimasti assieme facendo un bel gruppetto, ci hanno bombardati di foto e complimenti, mi sono divertita molto con loro.

Giovanni: Quando mi sono fatto fare l’autografo sul suo nuovo libro da Zerocalcare, è un grande! E notare che non ero in cosplay quella sera.

Con che criterio scegli un cosplay?

Paolo: Se mi piace ed è figo, non importa quanto sia difficile. Alla prossima fiera preparerò un soldato di Warhammer 40000, perché sono fin da piccolo appassionato alle miniature e perché è fighissimo.


Marco O.: Di solito scelgo il cosplay in base alla passione del momento. Scelgo, all'interno dell'anime/manga/gioco/film il personaggio che mi ha colpito di più.

Cerco nel personaggio scelto anche una corrispondenza caratteriale o qualche aspetto in cui posso identificarmi.



Giulia: Deve essere un personaggio in cui in qualche modo io possa identificarmi, e se poi oltre a quello mi propongono di prendere parte a un gruppo di cosplay dell’opera da cui è tratto, do la priorità ai costumi che mi vengono chiesti (in gruppo mi diverto molto di più). Comunque, deve essere un personaggio che mi piace.



Eleonora: Prima di tutto valuto il personaggio, se mi piace o meno, ma guardo anche se posso esser vagamente simile fisicamente. Un altro criterio è, ovviamente, la cifra che posso spendere. Mi impongo un budget che cerco di non superare, essendo anche che, come studentessa, di entrate non ne ho.



Giovanni: Beh, deve essere un personaggio che mi piace, di un’opera che apprezzo. Alla fine il cosplay è l’evoluzione di quando da piccoli si gioca a fare i propri personaggi preferiti, e ognuno è quindi libero di giocare come vuole! Io cerco di fare personaggi a cui assomiglio fisicamente, perché ci metto impegno a farmi un costume accurato e voglio che il risultato finale sia buono, ma se qualcun altro vuole prenderla più alla leggera, perché non ha il tempo e le risorse necessari, o semplicemente non gli interessa fare un costume chissà quanto fedele, va benissimo lo stesso, l’importante è che si diverta!



Arianna G.: Il cosplay è per me un'espressione della personalità di chi lo indossa ed evidenzia soprattutto un legame particolare che si è creato tra il cosplayer e il personaggio che egli rappresenta. Ho infatti scelto Sailor Jupiter per realizzare un desiderio di quando ero bambina: poter essere la mia Sailor, nonchè la mia eroina, preferita. Nel mio cosplay ho cercato di evidenziare la bellezza del costume cercando di non mostrare maliziosamente parti del corpo: le Sailor rappresentano delle ragazzine e gli atteggiamenti di chi le rappresenta devono rispettare l'ingenuità e la spontaneità tipiche di quell'età.



Andrea: Alla resa estetica... premesso che lo devo conoscere. E alla fattibilità... In rapporto ai materiali e al prezzo. Non si può fare l’Uomo Tigre e pesare 40kg bagnato e usare imbarazzanti tute muscolari finte... o esser paffutello e mettere ridicoli mantelli sopra una tuta... o peggio sopra l'abito in borghese.... Idem per tutti i personaggi che richiedano appropriata struttura fisica.


Ti piace Jojo?

Stefano A.: Mai letto.

Rebecca: Non la conosco.



Paolo: Mi ispira, ma sto seguendo troppa roba. Appena finisce qualcosa, lo inizio subito.

Ti piace Psycho Pass?


Rebecca: Non l'ho ancora visto tutto, ho visto le prime puntate con i sottotitoli ma devo finirlo… per ora sì, è molto psicologico e come impostazione mi ricorda Death Note!



Stefano A.: Ne ho sentito parlare bene ma non ho avuto il piacere di vederlo



Luana: Sì! È uno dei miei preferiti e ora che mi ricordo devo ancora vedere la seconda serie, sono rimasta indietro. Ammetto che inizialmente non volevo vederlo, non mi convinceva, poi man mano svelando le trame e gli aspetti psicologici dei personaggi... sono arrivata a guardarlo addirittura subbato in inglese (io che in inglese ho 2).



Azzurra: Non lo conosco…


Preferisci il doppiaggio giapponese o quello italiano?


Stefano A.: Giapponese tutta la vita, anche se in alcuni casi apprezzo quello italiano, tipo in One Piece o Sword Art Online.



Silvia: Giapponese!! Assolutamente! Quello italiano non lo si può neppure mettere a paragone!



Paolo: Giapponese, per dio! Per esempio, in Sword Art Online in italiano, quanti anni ha Asuna? 28? Si sono dimenticati che sono dei 16enni? Anche se non si capisce quel che dicono, preferisco sentire le loro voci reali piuttosto che una persona che gli dia la voce.



Margherita: Preferisco assolutamente il doppiaggio giapponese, perché le voci dei personaggi sono migliori rispetto a quelle doppiate in italiano, e perché non ci sono le censure.



Luana: Entrambi! Strano a sentirsi vero? Il doppiaggio giapponese ha sicuramente molta più enfasi, ma non per questo bisogna sminuire il doppiaggio italiano che ha comunque una buona qualità, e poi sono le voci che hanno caratterizzato i personaggi di quando ero bambina e che mi accompagnano ancora adesso.



Eleonora: Ho sempre visto tutto in italiano, abbiamo davvero un ottimo doppiaggio per alcuni anime, e in generale i doppiaggi giapponesi non mi ispirano troppo per le vocine kawaii!!1! che danno alle ragazze.



Arianna G.: Italiano!


Guardi solo anime o leggi anche manga? E se sì, li leggi in scan o li compri?


Paolo: Leggo anche manga, purtroppo in scan perchè sono più immediati e perchè ho pochi soldi da spendere, ma nulla mi vieta di farmi regalare millemila manga al mio compleanno o a Natale.



Giulia: Anche i manga, e non in scan! Come per i libri voglio averli in mano e annusarli, mi piace l’odore della carta!



Azzurra: A volte leggo anche i manga. Non ne ho molti, abito in un paesino piccolo e per andare a comprarli dovrei fare diversi chilometri ogni volta per cui sono "costretta" a leggere soprattutto le scan. Non che mi dispiaccia troppo perché sono molto comode, ma avere il cartaceo sottomano ha il suo innegabile fascino, e se posso mi impegno a collezionarli.



Arianna G.: Guardo quasi solo anime!


Hai mai comprato un anime in DVD/Blu-Ray?


Silvia: No.

Sarah: No.

Paolo: Sì, e ce ne sono parecchi che non ho ancora ma che comprerei volentieri in DVD: Attack on Titan, Fairy Tail, Sword Art Online e, se lo trovo al prossimo Lucca Comics, Log Horizon.



Margherita: No, non l'ho mai comprato e a dir la verità non mi interessa più di tanto comprare un anime.

Eleonora: Certamente, sono una collezionista, quando posso permettermi di spendere un pochino e trovo a poco compro per forza.

Azzurra: Sì ma non per me, era un regalo per un mio amico, ed era un cofanetto che non ho comprato da sola ma con altri amici.

In un videogioco, qual è l’aspetto che ti interessa di più?


Federica: Mi deve prendere sia per la grafica che per la storia.



Stefano: L'aspetto fondamentale è il gameplay. Negli ultimi anni sto assistendo (purtroppo) all'uscita di tanti titoli che sfruttano il nome, il merchandise, la storia, la grafica e che sono fighi sotto tutti gli aspetti, ma poi hanno un gameplay abbastanza povero e ripetitivo. Ad esempio (ora so che tanti mi vorranno morto) ho giocato tutti gli Assassin's Creed perchè sono sempre curiosossimo di sapere come si articolerà la trama, mi piace lo stile, le ambientazioni, i personaggi... ma quando mi trovo materialmente "a giocare" mi rendo conto di ritrovarmi a fare praticamente sempre le stesse cose. Questa è una cosa negativa che riguarda tantissimi giochi. Ecco perchè, invece, apprezzo alcuni titoli che in ogni episodio si inventano aspetti nuovi del gameplay pur rimanendo fedeli al concetto di base (vedi Metal Gear).



Silvia: La storia, anche se non mi dispiace una bella grafica. Ma se la storia è priva di qualunque interesse non mi viene neppure voglia di finirlo.



Paolo: La storia, se mi attirano anche altri aspetti poi me ne frego del gameplay. Per esempio sono un grandissimo fan di Dragon Age: Origins che considero un capolavoro, ma il gameplay mi fa veramente schifo, i combattimenti sono legnosissimi.       



Giggi: La trama e il gameplay, la grafica passa in secondo piano.



Fabio: L'aspetto più importante in un videogioco è il divertimento che è in grado di offrire, ossia il gameplay.



Giovanni: Sono molti i fattori che rendono un videogioco godibile, come il sonoro, lo stile grafico, l’ambientazione… ma penso che tutto ciò debba integrarsi bene con il gameplay, che è il fulcro di ogni gioco ben realizzato.


Trovi che il cosplay possa essere un modo di esprimere al meglio una parte di te?


Stefano A.: In parte sì, perché sono libero di vestirmi in quel determinato modo solo alla fiere...



Sarah: Direi proprio di sì. Il cosplay riesce ad esprimere la parte di me che tengo nascosta a tutti, se non agli amici più stretti.
Sono una persona che ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, per i gusti che ho e per lo stile che seguo, ma quando sono in cosplay la situazione si rovescia. Riesco ad essere spontanea e socievole con tutti, e mi sento veramente bene.



Paolo: Sì, perché mi dà la possibilità di mostrare ciò che mi piace di più senza essere giudicato da nessuno. Vi fa schifo il mio cosplay da Space Marine? Fuck you, sono alto 2 metri e passa e vi spacco con il mio martello.



Fabio: Trovo che il cosplay sia un modo per "staccare la spina" dalla routine quotidiana di ogni giorno, impersonando un personaggio diverso da noi stessi.



Giggi: Sì, la parte più egocentrica, artistica e strampalata.



Giovanni: Che buffa domanda! Come ho già detto prima, il cosplay non è nulla di serio, si tratta semplicemente di divertirsi a impersonare un personaggio che ti piace. Se poi io cerco di farlo bene è perché mi piacciono i giochi difficili, e questo vale anche per i videogiochi, ma sempre un gioco rimane.


E ti capita mai di sentirti a disagio quando sei lontano/a dagli ambienti “nerd”?

cosplay

Rebecca: Io faccio un lavoro che mi porta a relazionarmi con ambienti molto diversi da questo, per cui per forza di cose il disagio deve passare in secondo piano… però se sono in compagnia di persone che non condividono le mie passioni può succedere…



Sarah: Sì, spesso direi!

Anche perché sono il mio appoggio per gran parte del tempo.

Come ad esempio il pc. Non avendo né voglia né persone con cui uscire sempre, il pc per me è l'unico appoggio per tirarmi su di morale, quando non ho altro da fare... Senza quello e gli anime che ci guardo, cadrei quasi in modalità "disperazione".



Paolo: No, perché nella mia testa sono SEMPRE nel mio ambiente nerd, e comunque ho sempre vari gadget che me lo ricordano. Parlando delle persone non nerd, non ho mai argomenti per riuscire ad intrattenere una vera e propria relazione con loro, gli unici amici VERI che ho sono appassionati anche loro e, come me, condividono le mie stesse passioni, quindi mi trovo un po' in difficoltà quando cerco di parlare con persone estranee a tutto ciò.



Giggi: Sì, perché molti non capiscono la vera essenza del cosplay, alcune persone pensano che i cosplayer siano persone immature che si travestono come i bambini, e quindi spesso tutto questo sfocia in grosse prese in giro.



Azzurra: Spesso mi sento a disagio perché mi ritrovo a non avere alcun argomento su cui conversare. C'è ancora la forte convinzione che i "cartoni animati siano per bambini" e che non sia un hobby o una passione seria, per cui mi sento inadeguata nell'essere in un contesto poco "nerd"… tristemente, quasi ogni giorno e quasi in ogni ambiente.



Fabio: Perché dovrei? Lavoro a stretto contatto con le persone, e se un posto proprio non mi piace lo evito tranquillamente.



Giovanni: Mi capita più spesso di essere a disagio in ambienti nerd, viste certe cose che si vedono! A parte gli scherzi, ovviamente no, ho tanti interessi e con ogni persona si può parlare di qualcosa, siamo tutti esseri umani, nerd o non. E a chi ha risposto di sì a questa domanda dico soltanto una cosa: essere appassionati di fumetti e videogiochi dovrebbe essere un qualcosa di più, non un limite.

2 commenti:

  1. Sono ottime testimonianze.
    Agli haters gli mostriamo che i cosplayer sono sono dei "fanatici".
    Ottimo articolo James!

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    Risposte
    1. Probabilmente intendevi "non sono solo dei fanatici" XD

      Comunque sì, lo scopo dell'articolo era mostrare che tra i cosplayer c'è di tutto! :)

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