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lunedì 20 luglio 2015

Il remake di Final Fantasy VII potrebbe essere… una cagata pazzesca!

by Cloud





La conferenza di Sony all’ultimo E3 è stata un susseguirsi di attacchi cardiaci per moltissimi videogiocatori. Si è partiti subito con The Last Guardian, titolo del buon Fumito Ueda che fa da successore spirituale a Ico e Shadow of the Colossus, su cui non si avevano notizie da anni, per arrivare poi all’annuncio di Shenmue 3, per quanto ancora soltanto in forma di Kickstarter (che, in tempi record, ha ottenuto subito i due milioni richiesti). E in mezzo, c’è stato un altro annuncio non da poco: ossia quello del remake, temporaneamente esclusivo per PS4, di Final Fantasy VII. E visto che il sottoscritto scrive su questo blog con il nome di Cloud, potrete ben capire come la notizia mi abbia scosso non poco. Se inizialmente mi sono gasato parecchio per l’annuncio, infatti, ripensandoci dopo ho capito che non è tutto rose e fiori come sembra, e che questo remake potrebbe deluderci parecchio. Vediamo il perché.

 


Comincio con il dire, in modo abbastanza scontato, che io sono un grandissimo fan di Final Fantasy VII (ma dai?). Ne adoro il battle system, il materia system, la storia, le bellissime ambientazioni sospese tra fantasy e sci-fi con un tocco di cyberpunk (in particolare la città di Midgar), e ultime ma non per importanza le eccellenti musiche di Uematsu. 


Mettendo però da parte i sentimenti personali, e ragionando razionalmente, devo ammettere che, effettivamente, il mito che si è costruito attorno a questo settimo capitolo della saga del chocobo è oltremodo esagerato, e si basa non soltanto sulla qualità del gioco, ma anche sul particolare momento storico in cui esso uscì, e sull’impatto che ebbe sul mercato mainstream. 

Final Fantasy VII fu infatti il primo capitolo per Playstation, console che segnò irrimediabilmente l’espansione del mercato videoludico, prima destinato soprattutto a un pubblico di bambini, e a una nicchia di adulti/ragazzi, nonché uno dei titoli che Sony più spinse per lanciare la sua nuova console. E detto semplicemente, se molti videogiocatori hanno questa folle adorazione proprio del settimo capitolo, è semplicemente perché hanno iniziato a giocare con il VII, e non conoscono i giochi precedenti, o non hanno voluto approfondirli per pregiudizio verso il 2D (cosa ridicola, a mio avviso, visto che il 2D dello SNES è invecchiato indiscutibilmente meglio del rozzo 3D della PS1). Final Fantasy VII è poi senza dubbio considerabile uno degli episodi più riusciti della saga, ma dire che è proprio il migliore è alquanto azzardato. Innanzitutto, perché i capitoli che reputo i migliori (la trilogia per SNES, il VII e il IX) percorrono strade piuttosto diverse tra loro, sia come gameplay che come ambientazione, e ognuno è a modo suo un capolavoro. Inoltre se ci sono, tra questi, due capitoli che si assomigliano molto, sono proprio il VI e il VII. Il sistema delle materia di Final Fantasy VII è stato infatti pesantemente influenzato dal sistema degli Esper del VI, e per quanto poi le effettive differenze tra i due sistemi siano molte, ed entrambi siano divertentissimi, non possiamo certamente dire che quello del VII sia stato del tutto innovativo. Digressioni comunque, come direbbe qualcuno.
 

Tornando al nocciolo della questione, quindi, molti dei fan di Final Fantasy VII si lasciano trasportare più dalla nostalgia per tutto ciò che il titolo rappresentò all’epoca, che non dalla qualità effettiva del gioco. E proprio qui lancio una bella domanda a tutti voi: ce n’era davvero bisogno, di questo remake? Perché, tutti questi appassionati dell’epopea di Cloud e Sephiroth, non possono semplicemente rispolverare la PS1 e godersi il gioco così com’è (o scaricarlo da Steam/PS Store), invece di aspettare che glielo rifacciano con la graficona? I fan di un sacco di altri giochi della prima PlayStation, da Crash Bandicoot a Spyro, si rigiocano i loro amati titoli senza chiedere remake di alcun tipo, e addirittura nel caso del primo Metal Gear Solid, che un remake lo ha avuto, i fan ne ripudiano l’esistenza e continuano a giocarsi la versione PS1 (in realtà The Twin Snakes non è neanche brutto come si dice, ma sono dettagli)! Quindi, perché in tutti questi anni la gente ha chiesto a gran voce proprio questo remake di Final Fantasy VII?
 
Metal Gear Solid: The Twin Snakes, remake per GameCube del primo MGS. La maggior parte dei fan finge che non esista, ma ad essere sinceri non era affatto male. 


Come faccio a piacervi con quel taglio orrendo... bah.
La verità, è che innanzitutto al tipo di giocatori che tanto lo reclamavano, frega soprattutto di una cosa: la grafica. Anzi, la graffika, per capire cosa intendo leggetevi l’articolo di Link. E quindi, invece di apprezzare l’enorme stile che Squaresoft era riuscita a infondere in quei rozzi modelli poligonali, rendendo FFVII un teatrino che tuttora ha un suo fascino indiscusso, vogliono che semplicemente il gioco abbia una grafica iperrealistica (nel limite in cui lo può essere la grafica di un JRPG). E proprio qui sorgono i miei primi dubbi: riusciranno a rendere le ambientazioni di questo remake affascinanti come quelle del gioco originale? E poi, una delle pochissime cose che sappiamo per certe, è che Cloud avrà lo stesso look che sfoggia in Advent Children. Questo mi fa incavolare non poco: con quel volto effeminato, e i capelli più corti e anonimi, il Cloud di Advent Children è in assoluto la versione del biondo spadaccino che apprezzo di meno, nello specifico l’unica che non mi piace. Mi piace la versione di Dissidia, mi piace quella di Kingdom Hearts, ma quella di Advent Children proprio no. Voglio dire, Cloud ha due elementi principali che lo contraddistinguono: il suo enorme spadone e il suo folle taglio di capelli. Modificargli la capigliatura è un po’ come togliere a Paperino il berretto e la casacca da marinaio, non trovate?

A questo punto, stavo meglio in quel vecchio OAV...
In fin dei conti, però, per ora stiamo parlando soltanto di piccoli dettagli del comparto grafico, e visto che si tratta di un videogioco dovremmo più che altro guardare al gameplay. Premetto una cosa: io non penso che un remake debba necessariamente essere totalmente uguale al gioco originale, a livello ludico. Il remake HD di Zelda: Wind Waker, ad esempio, alleggeriva di molto alcune sezioni di gioco dell’originale che erano effettivamente parecchio noiose. Per fare un altro esempio, Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha aggiungono molte delle innovazioni che la serie ha subito nel corso degli anni, senza però snaturare lo spirito dei giochi originali.
 
Detto questo, mi preoccupano non poco le dichiarazioni di Nomura, secondo le quali “cambieranno il sistema di gioco in qualcosa di più realistico”. Già solo con la parola “realistico” si potrebbero spiegare i motivi di crisi di molte celebri saghe videoludiche del Sol Levante, che non hanno saputo mantenere la loro follia ed originalità per la volontà di adattarsi al realismo occidentale, ma questo è un discorso lungo che non ho voglia di intraprendere qui. Leggiamo quindi la dichiarazione di Nomura come un semplice: “questo remake non sarà a turni ma action”. In ogni caso, mi chiedo: perché cambiare totalmente battle system a un titolo che ne aveva uno eccellente? Ancora con questa storia che “i turni non vanno più di moda”? A parte il fatto che le sole vendite dei giochi di Pokémon basterebbero a smentire questa diffusa idea, è comprensibile il voler rendere il gioco più accessibile al pubblico odierno (che è ben più casual di quello di 18 anni fa, per via di quel processo di “mainstreamification” iniziato proprio con la PS1 e giochi come Final Fantasy VII, curiosamente), ma ciò non giustifica il cambio totale di genere! I JRPG a turni e gli action RPG sono coesistiti per anni e anni, ma nell’ultima generazione i primi sono praticamente spariti dalla scena AAA, soppiantati dalla loro variante action, e massima espressione di questa tendenza è stata proprio Square Enix con Final Fantasy.

Fare il remake di Final Fantasy VII avrebbe potuto essere un’ottima occasione per riproporre nella nuova generazione di console i nostri cari vecchi turni, e non avrebbero assolutamente guastato altre modifiche volte a snellire le fasi più noiose del gioco. Penso alla versione For the sequel di Bravely Default, con varie features come la possibilità di aumentare e diminuire a piacimento la frequenza degli scontri casuali, fino a disattivarli completamente; il fast forward alle animazioni in battaglia fino al 4x; la possibilità di cambiare in corsa il livello di difficoltà… tutte queste caratteristiche sarebbero calzate a pennello in un remake che avesse mantenuto il battle system di FF VII, rendendolo decisamente più accessibile a un pubblico più giovane, ma allo stesso tempo fedele allo spirito originale. Così, invece, un ragazzino che si comprerà questo remake senza sapere nulla dell’originale, penserà di aver giocato “Final Fantasy VII”, ma gli sarà stato di fatto proposto un altro gioco con la stessa storia.


E poi, ammesso e non concesso che ci vada bene un Final Fantasy VII col battle system action, che tipo di action sarà? Sapete, già sono scettico per quello di Final Fantasy XV, ma come verrebbe se dovessero riproporre una roba simile al XIII?
Infine, parliamoci chiaro: il nome “Square Enix” non è più da parecchi anni un marchio di qualità, anzi. Ormai, sono passati i tempi in cui la casa del chocobo era infallibile, e sfornava capolavori su capolavori, e se lì per lì ce lo siamo dimenticato un po’tutti, dinanzi al grande annuncio del remake di FF VII, è perché la nostra mente è stata involontariamente portata indietro nel tempo a un’epoca in cui Square ti buttava lì un Vagrant Story tanto per riempire il tempo in attesa del nuovo FF. Ora come ora Square Enix è una società in forte crisi di identità, che non riesce a dare una direzione convincente alla sua serie più famosa, e che ha in generale difficoltà a gestire le sue saghe principali, tanto da affidarsi soprattutto ai brand ereditati da Eidos come Tomb Raider e Hitman. 

Ora che siamo arrivati alla fine, potreste dire che forse mi sto fasciando la testa prima di essermela rotta, che stia facendo un po’il gufo, in quanto all’uscita del gioco manca un sacco e non sappiamo cosa potrebbe accadere nel frattempo, e avete anche ragione. Lo scopo di questo articolo era semplicemente di condividere le mie speculazioni, e di “mettervi in guardia” dal farvi troppe aspettative, perché di fatto questo remake è ora come ora solo l’operazione commerciale più scontata di sempre, e le pochissime certezze che abbiamo su di esso sono brutti presagi. Quindi, sono il primo a sperare che Square si dia una svegliata e ci regali invece un degno revival delle “mie” gesta, ma ora come ora la vedo piuttosto buia. Se sperate che sia il remake di Final Fantasy VII a “salvare i JRPG”, datemi retta e guardatevi altrove. Perché di titoli che hanno rappresentato più che degnamente il genere, innovandolo e svecchiandolo, ce ne sono stati parecchi. Magari nessuno di essi ha l’appeal commerciale del “nuovo Final Fantasy”, ma del resto il mercato siamo noi consumatori, quindi perché non provare qualcosa di nuovo? Tanto per mettervi la pulce dell’orecchio, vi consiglio di leggere questa o questa recensione


A presto dal vostro poligonalmente rozzo Cloud!




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