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venerdì 31 luglio 2015

Paperino - Character Tribute + Sorpresa

by Link

“Guardate le cose che Barks ha fatto con Paperino... tutto quello che ha ricevuto da Disney era un irascibile buffone che tirava le noci a Cip e Ciop. Quello che la Dell e Barks hanno fatto con quel personaggio è un miracolo.”
Don Rosa
 


Non credo che in tutto il mondo del fumetto esista un personaggio così apparentemente semplice, eppure così vicino a ognuno di noi come Paperino. Non credo che esista un altro personaggio così apparentemente stereotipato, e invece così complesso e versatile come Paperino. Abbiamo visto un pigro e a volte anche un po’ stupido papero andare in giro per Paperopoli a creare gag, abbiamo visto un papero irascibile combinare disastri insieme a Topolino, abbiamo visto il mago che ha affrontato orde di Heartless per ritrovare il suo re, abbiamo visto un papero mascherato girare di notte a combattere criminali con armi non convenzionali, e abbiamo visto il supereroe più figo di sempre combattere da solo i pericoli provenienti dallo spazio, tutto questo in un unico personaggio.

 
Se Walt Disney aveva creato un papero irascibile adatto solo a fare qualche gag, Carl Barks lo ha arricchito di un’intera città e di mille altre sfaccettature. E poi, da lì, anche altri paesi hanno utilizzato in svariati modi questo eccellente personaggio. Dalla collaborazione tra Disney e Square Enix è ad esempio nato Kingdom Hearts, in cui Paperino è diventato il mago che ci ha salvati da morte certa una marea di volte.

Ma se c’è un paese che ha dato veramente tanto a questo personaggio, quello è l’Italia. Il Paperino italiano si è sempre differenziato da quello americano. Un grande esempio di ciò è dato dallo storico sceneggiatore Guido Martina, con il suo Paperino particolarmente cattivo, a volte crudele, che un giorno, dopo aver ricevuto per errore l’atto di proprietà di una villa, ha deciso di indossare un costume, seguendo le orme del grande Fantomius. 

Negli anni quel papero ha deciso di cambiare strada, e da ladro quale era ha deciso di combattere per la giustizia, fino a quando suo zio non lo ha assunto come guardiano di una torre di 150 piani, o meglio, 151. Quel papero era sprecato per combattere i criminali comuni, per provare a fermarlo ci voleva almeno un impero intergalattico. Allo stesso modo le tematiche semplici delle storie di Topolino erano forse un po’ restrittive, e un personaggio così aveva bisogno di una testata a parte in cui poter tirare fuori tutto il suo potenziale.
 








Ora va prode papero, la gente comune di Paperopoli non ricorderà il tuo nome, ma i bardi non potranno che narrare delle tue gesta per millenni.

  
P.S. Questo articolo è, oltre che il tributo a un grande personaggio, la scusa per anticipare una nuova sezione del blog, dedicata al fumetto Disney. Stay tuned.

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