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lunedì 27 luglio 2015

Ressentiment - Pillola rossa o pillola azzurra? - Timber Manga

by Snake


Tsukiko, una dei protagonisti dell'opera
Sapete come la penso sui videogiochi online, ovvero che fondamentalmente (anche se con qualche eccezione) sono inutili. Per me il singleplayer è e sarà per sempre la mia forma preferita di gaming. Insomma, perché dovrei chiudermi in una pallida imitazione del multiplayer in locale (ovvero quello fatto con VERI amici) nel quale devo giocare con persone che non conoscono e che anzi, potrebbero pure essere degli adescatori?
Oggi prenderò in analisi Ressentiment, un manga di Kengo Hanazawa che mi ha consigliato Cloud dopo aver letto questa recensione di Acalia Fenders di Prevalentemente Anime e Manga, che ancora oggi ringrazio. Senza di lei non avrei mai potuto attingere a quest'opera, che mi ha fatto aprire gli occhi su una realtà in rapida ascesa, e in modo assai preoccupante: la realtà virtuale.




Ecco a voi l'altro protagonista, Takuro, col suo indiscutibile fascino inglese
Takuro a 30 anni è intrappolato in una vita monotona che detesta e che lo ha fatto invecchiare troppo presto. Operaio in una fabbrica destinata alla produzione di carta, vive ancora con i genitori (con il padre ormai prossimo alla morte), nonostante il suo (seppur misero) stipendio possa permettergli di andare a vivere da solo e mettere su famiglia. Egli è intrappolato in una sorta di continua adolescenza, a causa soprattutto della sua traumatica vita scolastica, caratterizzata da bullismo ed emarginazione nei suoi confronti che lo hanno portato a provare odio e risentimento (dal quale s'ispira il titolo dell'opera) verso il genere umano, in particolare nei confronti del sesso femminile (tanto che gli unici contatti che ha con le donne sono quelli con le prostitute che saltuariamente frequenta), che lo hanno portato a divenire un misogino sessualmente represso (nonché potenziale stupratore). Il suo trentesimo compleanno non fa che acuire questi problemi, e quando non sembra più esserci speranza per Takuro ecco comparire Echigo, un suo vecchio amico, il quale, dopo essersi licenziato dal suo lavoro, si è totalmente chiuso in un mondo virtuale nel quale è un personaggio di grande peso politico e circondato da un harem di ragazze virtuali. Con i suoi risparmi Takuro compra un costoso PC adatto alla realtà virtuale con annesso kit e software. 
Il giovane (almeno anagraficamente) si trova così catapultato in un mondo parallelo al nostro, nel quale egli ha l'aspetto di quando era al liceo (ovvero quello di un ragazzo qualsiasi, prima che s'imbruttisse). Incontra quindi su un'isola deserta la Tsukiko, la ragazza virtuale inclusa nel software da lui comprato che dovrebbe essere una vera e propria fidanzata fittizia. Tuttavia, Tsukiko sembra essere diversa dalle altre, infatti rifiuta prima le avance e poi gli ordini di Takuro, che arriva quasi al punto di stuprarla (salvo poi essere pestato a sangue da lei).


Questo è Takuro in procinto di violentare Tsukiko, ovvero un attimo prima di essere messo KO da quest'ultima
Il loro rapporto è il fulcro dell'intera vicenda, tra i suoi alti e i suoi bassi. La cosa più incredibile di tutte è che, in virtù della sua natura di IA "anomala", Tsukiko crescerà nel corso dell'opera (anche se con le ovvie limitazioni dovute alla sua programmazione), mentre Takuro non subirà alcun cambiamento (nemmeno quando sarà la vita stessa a dargli numerose occasioni nel mondo reale), anzi, per certi versi lui degenererà, chiudendosi sempre più nella realtà virtuale.
Ressentiment non vuole però raccontare solo una storia d'amore, ma anche, e soprattutto la degenerazione del nostro mondo. Esso è ambientato in un 2015 alternativo (il perché vi siano così tanti elementi futuristici rispetto alla nostra epoca è semplice: questo manga è stato scritto nel 2004, quando non era stata ancora concepita buona parte della tecnologia che caratterizza la nostra epoca, per questo mancano alcune invenzioni che oggi reputiamo vitali, come i touchscreen) nel quale si è creato un vero e proprio mondo virtuale dove vengono radunati tutti i tipi di videogiochi esistenti, dagli action-adventure ai simulatori di vita, come quello di Takuro (una sorta di grande videogioco nel quale coesistono centinaia di minigiochi), ispirato palesemente a Second Life. Qui gli emarginati e gli infelici possono avere una seconda possibilità, per quanto essa sia illusoria, e spesso si constata come veri e propri sfigati nella vita vera (come Echigo) ricoprono ruoli di enorme peso politico nel "gioco". Nell'ultima parte dell'opera si svelerà il vero nemico del manga, ovvero un'organizzazione di giocatori caratterizzati dal fatto di avere lo stesso avatar maniaci dell'ordine che vorrebbero dominare il mondo virtuale, secondo loro corrotto dai dating sim e dai vizi dei giocatori come Takuro ed Echigo, per creare un vero Reich nazista (non a caso il loro leader, dal quale hanno ripreso perfino la loro immagine virtuale, viene chiamato il Fuhrer). 
Il Fuhrer, che ironicamente ricorda più il Che Guevara che Hitler
In questa opera di conseguenza s'incontrano estremismi di entrambe le parti, ovvero l'anarchia assoluta, il mondo nel quale vivono Takuro e gli altri giocatori, ai quali importa solo fare baldoria e sesso con le loro fidanzate virtuali, e il totalitarismo di stampo neonazista, rappresentato dal Fuhrer e i suoi "cloni", che vorrebbero distruggere il mondo suddetto, come se nella realtà virtuale non possano esserci mezze misure, a differenza della realtà. Infatti, se nel "gioco" i personaggi sono tutti bellissimi, privi di qualsiasi imperfezione, nella realtà i personaggi sono rappresentati in modo realistico (anzi, forse tendente alla bruttezza), ma molto grossolano, quasi grottesco (in piena linea con la velata satira presente nell'opera).


Nagao, superiore di Takuro nella vita reale, che esibisce la sua classe degna di uno scaricatore di porto
Il manga si presenta dunque abbastanza solido, con molti spunti di riflessione filosofici e psicologici, che tuttavia non vengono approfonditi quanto dovrebbero, a causa soprattutto dell'inesperienza dell'autore (che tuttavia si è ripreso nelle sue opere successive). 

Il punto focale di Ressentiment è che dobbiamo accettare la realtà per quello che è, anche noi nerd. Non ci possiamo rifugiare dietro a uno schermo, se non vogliamo finire come Takuro, ovvero immaturi, soli e invecchiati troppo presto. Dobbiamo affrontare i nostri demoni, le nostre insicurezze, e vivere la vita nella sua pienezza, cogliendo l'attimo. Solo così possiamo crescere, e di conseguenza essere felici.

Per concludere, vi rimando a questo video che riassume il significato di Ressentiment, preso da uno dei più bei film della storia.



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