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lunedì 7 settembre 2015

Fate/Stay Night: Unlimited Blade Works - Timber Anime

by Link

Negli ultimi anni sono molte le visual novel giapponesi che hanno visto una loro trasposizione in anime. Fate/Stay Night ne ha ricevute (e ne riceverà) parecchie, basate su diverse delle sue route e molto differenti tra loro per quanto riguarda la qualità della trasposizione. Ufotable aveva fatto un ottimo lavoro con Fate/Zero e anche questa volta non ci ha deluso, infatti fin dalla prima puntata si nota l’ottima qualità dei disegni e delle animazioni.
Fate/Stay Night Unlimited Bladeworks riesce fin dalla prima puntata ad attirare l’attenzione dello spettatore, con un storia fantasy di fondo magari non chissà quanto eccezionale ma sicuramente coinvolgente, combattimenti ben fatti e personaggi fighi. 


Non si può non rimanere colpiti dal carattere, dallo stile di combattimento e della caratterizzazione grafica di alcuni personaggi che manifestano tutto il loro potenziale quando si ritrovano uno contro l’altro in un’epica battaglia. Non si può quindi certo dire che questo anime non riesca ad intrattenere, e in certi punti ci sono anche accenni a grandi dilemmi psicologici, riguardanti il protagonista e i suoi ideali, che probabilmente saranno stati trattati più approfonditamente nella novel. 


Nell’anime, diciamocelo, questo tipo di dialoghi non sono granché brillanti, e non riescono a dare un’effettiva profondità alla serie, ma questo non è poi un grande difetto. Quello che voglio dire è che Fate/Stay Night: Unlimited Bladeworks va preso semplicemente come anime che intrattenga, i discorsi filosofici servono in fin dei conti solo ad aumentare l’epicità delle battaglie e a mostrare lo spirito dei combattenti, e in un anime di questo genere va benissimo che ciò sia così. I difetti di questo anime sono piuttosto altri. Se infatti i personaggi maschili degni di nota sono molti, quelli femminili sono per la maggior parte decisamente peggio caratterizzati.


In particolare la protagonista femminile di questa route, Rin Tohsaka, che all’inizio sembra un buon personaggio, mano a mano che gli episodi scorrono si rivelerà essere la più stereotipata delle tsundere (ok no, non siamo ai livelli di Louise di Zero no Tsukaima, di cui ha parlato Cloud). Mi è giunta voce che nella route “Heaven’s Feel” la situazione sia molto meglio, ma non posso saperlo per certo, non avendo giocato la visual novel. Casomai ne parlerò dopo aver visto i film che usciranno su di essa, sempre ad opera di Ufotable.
Verso la fine poi, in mezzo a due parti molto belle, c’è una puntata talmente noiosa e mal gestita come tempistiche che mi sembrava di star guardando Sword Art Online.

Fatto sta comunque, che se c’era un anime che stavo aspettando quest’anno, quello era proprio la seconda parte di Fate/Stay Night: Unlimited Bladeworks.
Nel complesso quindi F/SN:UBW (sì, non l’ho usata nella rece come abbreviazione perché è illeggibile) risulta essere un’opera capace di intrattenere bene, anche se sono rimasto abbastanza deluso da alcune sequenze, specie nella seconda stagione. Diciamo che se era l’anime che più aspettavo in questa stagione, è molto lontano dall’essere quello che mi è piaciuto di più. Però porca vacca quanto c’ha stile Archer con il mantello bianco e quell’armatura.

“I am the bone of my sword…”


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