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domenica 22 novembre 2015

Scopriamo la PlayStation TV + Recensione Velocity Ultra

by Cloud

Come chi segue la nostra patetica pagina feisbuk saprà già, ho deciso in un momento di follia (probabilmente dovuta ad un’overdose di Mako, adesso infatti non ricordo più nulla) di buttare 21 € per la Playstation TV, grazie a un’offerta di una delle principali catene di videogiochi mondiali, che non avendo molto successo nel vendere questa versione casalinga della PS Vita, ha deciso di darla via per una cifra veramente bassa.
 



Perché allora non approfittarne per parlare un po’ delle caratteristiche di questa console, e dei motivi che potrebbero portarvi a comprarla o meno? Iniziamo subito!


Cos’è la PS TV?        

Come già accennato sopra, la PS TV è di fatto una versione casalinga della PS Vita, la console portatile Sony succeduta alla gloriosa PSP (alla quale il nostro Link aveva anche dedicato un articolo-tributo qualche tempo fa). Praticamente abbiamo una minuscola scatolina contenente hardware pari a quello della PS Vita, con tanto di lettore per le cartucce e le schede di memoria della console portatile, ma che va attaccata alla TV (con un cavo HDMI già incluso) e controllato con un controller PS3 o PS4 (che invece dovremo prendere a parte). E vorrei aggiungere, fortuna che legge i giochi fisici della Vita, perché:

  1. Avere tutto in digitale è brutto. Le scatolette sono amore.
2   2. Così come la vecchia PSP, Vita non legge le normali SD o Micro SD (come fa ad esempio il 3DS), ma vuole le sue memory card proprietarie che costano una fortuna (una da 8 GB costa sui 20 € minimo), e questa versione casalinga ha solo 1 GB di memoria interna.

 La console supporta le risoluzioni 720p e 1080i, quindi niente 1080p, ma non è poi un grandissimo problema, pure 1080i si vede benone. Assicuratevi di settare bene la risoluzione di output (e vi avviso: sarà possibile farlo solo dopo aver aggiornato il firmware della PS TV, quindi per prima cosa fate quello) e le impostazioni del vostro televisore, prima di lamentarvi della qualità video. Anche se, detto chiaramente, si vede abbastanza che il software è ottimizzato per stare su uno schermo di dimensioni ridotte, e quindi su televisori grandi non aspettatevi i miracoli.
Una funzione molto pubblicizzata della console è lo streaming dei giochi PS4: in pratica se tenete la PS4 in una stanza e la PS TV nell’altra, potete usare quest’ultima per giocare i giochi dell’altra console in streaming attraverso la vostra rete casalinga. Per far funzionare meglio questa feature, la minuscola scatoletta Sony ha anche una porta Ethernet, così da poter utilizzare il più stabile collegamento via cavo rispetto alla Wi-Fi. Ma visto che io la PS4 non ce l’ho, non so dirvi come funziona, se va bene o meno. Magari ci farà un articolo apposito Snake, che si è preso anche lui sto accrocchio e ha pure la Play4.

Oltre alla console, nella scatoletta sono inclusi un cavo HDMI, l’alimentatore e un codice download che ci regala tre giochi (che da soli occuperanno buona parte la scarsa memoria della console): OlliOlli, Worms e Velocity – Ultra. Quest’ultimo mi è piaciuto parecchio, da grande fan degli shmup quale sono, e ve ne parlerò più approfonditamente dopo, in una piccola recensione.

È buona per utilizzare i servizi video in streaming?

La console è proposta come un set up box, ossia una roba su cui non soltanto giocare ai nostri giochini elettronici, ma anche guardare in streaming da Netflix, Crunchyroll e servizi simili. Su questo, ve lo dico subito, il gingillo Sony fallisce miseramente: la maggior parte delle app dei servizi come Netflix o non ci sono, o se ci sono funzionano male. Non pensate quindi di acquistare la PS TV con questo intento, se è quello il vostro interesse optate per altri prodotti e usate questi 21 € per comprarvi qualcosa di buono da mangiare.

È compatibile con tutti i giochi PS Vita?
 
No, questo da noi non va. Peccato.
Come avrete già pensato, questa soluzione casalinga, facendo uso del Dualshock 3 o 4, non permette di utilizzare le funzioni che richiedono la fotocamera, lo schermo touch e il touchpad posteriore della PS Vita. Proprio per questo, la PS TV non è compatibile proprio con tutti i giochi PS Vita. Inoltre, nonostante sia una console region-free, la lista dei giochi compatibili o meno varia di regione in regione, e presenta non poche stranezze. Ad esempio, Danganronpa 2 è tranquillamente compatibile con le nostre PS TV, mentre il primo, che non fa un differente uso di touch e simili, no. E come se non bastasse, sulle PS TV americane Danganronpa 1 va alla perfezione. Non c’è una lista veramente completa dei giochi compatibili, quindi vi consiglio di cercare singolarmente se i giochi che vi interessano lo sono, e molto spesso troverete articoli del blog europeo ufficiale di Playstation a confermarlo (come questo relativo a Tales of Hearts R).

Come capire se questa console fa per me o no?

Tirando le somme, cerchiamo in conclusione di capire: vale la pena o no di comprare la Playstation TV? Innanzitutto, vi dico che una console a 21 € è sempre un buon affare. Inoltre, se come me siete interessati ad alcuni giochi della PS Vita ma non al punto da investire nel comprarla, avere al prezzo di un gioco economico una console che li faccia girare è la soluzione che fa per voi. Questo vale soprattutto se come me siete appassionati di giochi giapponesi, anche di nicchia. Innanzitutto, ci vanno esclusive come Persona 4 Golden, Tales of Hearts R, Danganronpa 2, Danganronpa: Another Episode, Freedom Wars e Soul Sacrifice Delta. E poi, se non avete un buon PC o una PS3, vi darà l’occasione di recuperare anche titoli come i Disgaea, gli Hyperdimension Neptunia, Dragon’s Crown, Zero Escape: Virtue’s Last Reward (questo ci sarebbe anche per 3DS), Lost Dimension… insomma, diciamo che la roba bella ci sta, se anche voi siete appassionati di quel tipo di videogiochi. Mi verrebbe poi da consigliarla anche a chi in generale non ha console Sony da parecchio tempo e vorrebbe recuperare qualche roba Sony, ma se non avete né una PS3 né una PS4 dovrete tenere in conto anche la spesa per un controller (uno ufficiale Sony della PS3 sono minimo 40 €, poi a molto meno potete optare per quelli cinesi compatibili, a vostro rischio e pericolo).

Quindi, in conclusione, la console può tornare utile soprattutto a chi volesse recuperare qualche giochino da otaku (ok che i “giochini da otaku” sono spesso migliori dei titoloni AAA, ma per ora passiamo oltre) della PS Vita senza spenderci troppo, e che magari già ha una PS3 o una PS4 di cui utilizzare il controller. Se non vi frega di Tales of, di Persona o di Disgaea, insomma, passate oltre.
                                                                           
E adesso, visto che tra i giochi regalati c’era un certo Velocity Ultra che mi è piaciuto, parliamo di quello!


Velocity Ultra – Recensione


Non sarei probabilmente mai venuto a conoscenza di questo giochino, e ancor meno probabilmente lo avrei giocato, se Sony non avesse deciso di regalarlo a chi cascasse nella trapp… ehm, decidesse di comprare la sua bellissima PS TV. Velocity nasce come minis (quanto tempo che non sentivate parlare dei minis, eh?), quei giochini compatibili con PS3, PSP e PS Vita su cui Sony voleva tanto spingere ma che alla fine non si è filato nessuno perché erano quasi tutte robe disponibili anche su smartphone e tablet. Velocity Ultra è il suo remake con grafica e comandi migliorati, disponibile su PS3, PS Vita e PC (esatto! Se leggendo questa recensione vi incuriosisce potrete prenderlo anche se non avete la PS Vita).

Il gioco è a prima vista uno shoot ‘em up a scorrimento verticale in pieno stile anni 80/90, chiaramente ispirato a classiconi come Galaga, con una navicella che viaggia nello spazio tra nemici e ostacoli ambientali, ma pian piano che avanzano i livelli ci vengono introdotte delle features parecchio interessanti e originali, che lo rendono un’esperienza molto intrigante. Uno dei problemi del gioco è forse proprio quello di avere i primi 10 livelli circa abbastanza noiosetti, forse al fine di far assimilare meglio le meccaniche al giocatore, ma la situazione migliora andando avanti. Un altro elemento che lo rende più in linea con i giochi moderni, è che proprio come in Astebreed (di cui ho parlato recentemente) la nostra navicella non andrà distrutta al primo colpo, ma avrà una sua vita da esaurire prima di esplodere.

La principale particolarità del titolo, da cui deriva anche il suo nome, è proprio la velocità. Tenendo premuto R1 infatti, lo scorrimento verticale verrà accelerato, permettendoci di volare più velocemente attraverso i livelli. Attenzione però: essere veloci non è sempre un bene, e potremmo andarci a schiantare contro un ostacolo ambientale, mancare un oggetto da recuperare o un interruttore. Un’altra caratteristica interessante di questo titolo è di non basarsi troppo sulle orde di nemici per mettere alla prova il giocatore, quanto sugli intricati livelli a base di interruttori da colpire in un certo ordine, utilizzando al meglio i due tipi di teletrasporto a nostra disposizione. Avremo infatti a disposizione, tramite la pressione di un pulsante, la possibilità di teletrasportarci muovendo un cursore in un’altra area dello schermo al fine di evitare degli ostacoli e raggiungere zone inaccessibili. Inoltre, potremo in ogni momento sganciare una capsula del teletrasporto (disponibili in numero limitato, e da usare quindi con saggezza), che ci permetterà di tornare in quel punto per ripercorrere una certa zona e premere gli interruttori che ci saremo lasciati dietro. Il tutto, ricordiamolo, il più velocemente possibile. I livelli saranno quindi sia riflessivi che frenetici, una continua sfida a bilanciare precisione e velocità, cercando di correre il più possibile e allo stesso tempo di non mancare nulla, una volta capito il giusto ordine in cui agire negli intricati livelli, e la vera sfida sarà proprio cercare di capire fino a che punto si può correre senza sbagliare, e migliorare poi la propria coordinazione per riuscire a ridurre questo gap. Tutto ciò condito da uno stile grafico non particolarmente ispirato ma pulito e funzionale, da brani pieni di synth stile 80s e da effetti sonori gradevoli.

L’unico difetto abbastanza rilevante del game design si trova nell’equilibrio tra laser e bombe: per gran parte del gioco il laser sarà pressoché inutile. Le bombe fanno le stesse cose e di più. Verso gli ultimi 10-15 livelli (su un totale di 50), però, otteniamo i modelli di laser più potenti, che effettivamente nel fronteggiare le orde di nemici si rivelano più efficaci (contro i blocchi da distruggere e gli interruttori le bombe restano indiscussamente più utili). Il problema è che premendo il pulsante X per il laser (mi riferisco ai comandi su Playstation), diventa difficile raggiungere l’analogico nel caso ci sia il bisogno di sganciare bombe mentre si spara. Certo, va sempre meglio che nell’originale Velocity, in cui le bombe si potevano sganciare soltanto premendo Cerchio + l’analogico sinistro nella direzione desiderata (possibilità di andare a sbattere mentre lo si fa: 100%). Questa opzione è disponibile anche in Velocity Ultra, ma ovviamente verrà subito scartata da chi ci tiene alla propria sanità mentale a favore del più comodo analogico destro.


Quindi, in sintesi, Velocity Ultra è un bel giocare, e per essere nato come un progetto che dire minore è un eufemismo, si vede che i ragazzi di FuturLab ci hanno messo impegno e creatività. Vi consiglio di recuperarlo su PC o PS3, se non avete una PS Vita o una PS TV, e tra l’altro ho visto che ne esiste pure un sequel, Velocity 2X. Che dire, intanto lo metto nella wishlist di Steam, poi si vedrà. 

Grazie Sony, intanto, di avermi ficcato questo bel giochino in una scatoletta che ho comprato solo per giocarmi una manciata di JRPG.


Voto: 8

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