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martedì 1 marzo 2016

Anime del 2015: un resoconto

by Cloud, Link & Snake

Come già fatto l’anno scorso, anche quest’anno noi di Timber Maniacs abbiamo deciso di fare un resoconto sugli anime che abbiamo visto tra quelli usciti in questo anno. Io, Link e Snake vi parleremo brevemente di ciascuna serie,
Allora che diavolo aspettiamo? Iniziamo subito!

Dragon Ball Super

Snake: Ancora presto per dare un giudizio, ma, sinceramente, è meno di quanto mi aspettassi. Ok, ci avevano avvisati fin da subito che le prime due saghe sarebbero state un remake di Battle of Gods e La Resurrezione di F, ma almeno speravo che restassero sullo stesso livello dei film! Invece ci viene presentato un prodotto certamente non malvagio, ma che è al di sotto delle aspettative. 
Lo stile grafico è a livelli decisamente inferiori ai due lungometraggi (che già non erano quelli della serie originale), arrivando a casi scandalosi come quello dell'episodio 5 originale, che trovate su YouTube, per fortuna corretto nella versione home video, dove è stato ridisegnato daccapo. Vi basti sapere che certi fananime su YouTube sono fatti meglio.
La trama, poi è stata resa ANCORA PEGGIO di quella dei due film a causa di varie scenette filler che si potevano risparmiare, oltre che ad alcune "interpretazioni" di quelle "copiate" fatte piuttosto malamente dagli autori. Soltanto nella saga della Resurrezione di F si assiste a qualche sprazzo carino (e, fidatevi, viene ampiamente compensato da altre scelte inutili), e anche il ritorno allo stile a metà tra l'azione e la comicità del primo Dragon Ball è stata una bella mossa che ha fatto guadagnare a Super parecchi punti (una delle maggiori critiche alla serie Z è stata proprio il fatto che Toriyama ha preso troppo sul serio un manga/anime ambientato nello stesso universo dove il Sole è una faccia sorridente).
L'unica nota veramente di spicco la si può trovare nella colonna sonora, che come da tradizione in ogni Dragon Ball che si rispetti, è di ottimo livello (soprattutto la sigla iniziale), oltre al doppiaggio dei personaggi (anche se, diciamocelo, stona parecchio la voce da nonnetta di Goku, ormai uomo ultraquarantenne, anche se quella è la doppiatrice originale).
Dragon Ball Super, sottolineiamolo, non è un anime brutto. E' piuttosto godibile, soprattutto quando non si ha nulla da fare, o nei periodi morti durante lo studio/lavoro, ma è decisamente al di sotto di quello che io e in generale gli appassionati delle avventure di Goku e dei suoi amici ci aspettavamo. Tuttavia, è ancora presto per giudicare il valore complessivo dell'opera, e forse l'arrivo delle saghe originali (e quindi non derivate da altre opere) potrà dare una boccata d'ossigeno a questo anime.

Giudizio: aspettamo e vedemo ...

Charlotte

Cloud: Che dire, di Charlotte. Non lo sapevo troppo bene nemmeno io appena finita la visione. Cioè, siamo all’esatto opposto di ciò che gli anglofoni definiscono “well-written”, con colpi di scena a volte fin troppo prevedibili, altre volte talmente imprevisti da risultare forzati. Senza contare come molte cose siano gestite maluccio a livello di “tempistiche”. Vengono ficcati nella mischia un’enormità di spunti diversi, ma non vengono certamente tutti sviluppati al meglio. Anche i personaggi non è che siano tutta sta originalità: c’è la tsundere, la sorellina moe, il protagonista “molto ispirato” a Lelouch di Code Geass (sia come carattere che graficamente, ha pure il potere che quando lo usa gli brillano gli occhi…). Insomma, nulla per cui gridare al miracolo. Persino le musiche, su cui molte opere di Jun Maeda (autore oltre che di Charlotte, di Angel Beats e Clannad, che si occupa sia della storia che delle colonne sonore) facevano forte affidamento, sono qui abbastanza anonime, nonostante la musica stessa sia una tematica molto presente nella storia.


Nonostante ciò… non è proprio TUTTO da buttare. Una cosa certa, ad esempio, è che guardando Charlotte non vi annoierete. Oh, certo che no. Perché certi colpi di scena saranno assurdi, ma (anche se forse nel modo sbagliato) vi sorprenderanno, e vi incuriosiranno ad andare avanti e vedere che diavolo si inventano. Inoltre, alcune delle reazioni dei personaggi possono risultare abbastanza credibili, e qualche sequenza anche parecchio bella come realizzazione (grazie pure ad un buon comparto tecnico), e in fin dei conti, senza dilungarci troppo, se si sanno chiudere due occhi su tutti i difetti, le vicende dei vari personaggi possono in fondo coinvolgere, e arrivati alla fine potreste trovarvi a sorridere, pensando che in fin dei conti sia valsa la pena vederlo.

Giudizio: Ha mille difetti, ma dategli una chance

Arslan Senki
 
Cloud: Delle gesta del giovane erede al trono di Pars vi ho già parlato (bene) in questo articolo. Per dirlo in breve, è un anime che pur senza innovare granché, e pur con un comparto tecnico altalenante, ha saputo proporre una storia di guerra molto appassionante, dal ritmo serrato, e con personaggi molto ben caratterizzati sia graficamente che come personalità.
Giudizio: Da vedere, sì.

Fate/Stay Night: Unlimited Blade Works
 
Link: Abbiamo già parlato della prima parte di Fate/Stay Night: UBW nel resoconto dell’anno scorso, e ho anche fatto un mio articolo sull’intera serie. Per quello che mi riguarda, è ben realizzato tecnicamente e ha belle mazzate. Questa seconda parte la attendevo un sacco, e a livello di trama mi ha deluso abbastanza, ma in fin dei conti rimane una serie gradevole. Aspetto che adattino la terza route della visual novel per vedere se effettivamente è meglio come storia.

Giudizio: Ma sì dai

Food Wars
Link: Food Wars non è niente di nuovo. È un anime tratto da un manga di Shonen Jump e i personaggi fanno esattamente quello che fanno i personaggi degli shonen in cui si tirano mazzate, solo che l’unico coltello che usano è quello da cucina. Come in Bakuman disegnano fumetti nello stesso modo in cui si combatte, in Food Wars cucinano nello stesso modo in cui si combatte.


Ma èffigo.
Tanto.
Recensione? Recensione.
A breve (spero).
Giudizio: SenonlohaivistofallosubitoecompraancheilmangaselaGoennonfascherzi


Kekkai Sensen
 
Cloud: Tratto da un manga di Yasuhiro Nightow (che io ho incontrato a Lucca e mi ha autografato il primo volume yee), autore di Trigun, prodotto da BONES e con il character design di Toshihiro Kawamoto (all’opera in Cowboy Bebop e Wolf’s Rain), è naturale pensare che su questa serie ci fossero un sacco di aspettative. Aspettative che per gran parte sono state soddisfatte: la serie presenta un eccellente comparto tecnico, personaggi molto belli come design, una regia a tratti veramente geniale, una sigla d’apertura molto figa, e una struttura ad episodi molto ben sfruttata, con ogni puntata che ci mostra un nuovo aspetto dell’intrigante location della serie: Hellsalem’s Lot, la città dove si incontrano il regno degli umani e quello dei mostri. 

Gli ultimi episodi ricollegano però diversi punti tratteggiati lungo la serie, per dare vita ad un arco finale di più ampio respiro. La trama si distacca parecchio da quella del manga, decidendo di creare un’opera a sé stante piuttosto che una trasposizione, tanto che uno dei personaggi su cui verte il finale è stato completamente inventato in questa versione animata, ma ciò non è necessariamente un difetto. La versione animata di Kekkai Sensen è infatti un vero e proprio complemento al manga, con i suoi elementi narrativi unici e la sua enorme raffinatezza visiva e sonora, e anche chi legge la versione cartacea si perde molto a non guardarlo. 

Che dire quindi, un’ottima serie che vale assolutamente la pena vedere, anche se… forse visti i grandi nomi convolti mi aspettavo qualcosina di più. Perché è tutto molto bello, ma si vede che i 12 episodi hanno rappresentato un bel limite. Certi personaggi potevano decisamente avere più spazio di quanto non ne abbiano avuto, e avremmo potuto vedere di più dell’affascinante città, ma che dire, ormai gli anime li devono fare più corti possibile. 12-13 episodi e finiamola lì. Cosa che per certe serie funziona comunque, ma per altre è veramente limitativo.

Giudizio: Molto bello

Owari no Seraph 
Cloud: Attack on Titan coi vampiri. Non moltissimo di più se non la cosa dei due amici che si ritrovano contro. Ma se il manga di Isayama (e relativo anime) aveva una sua personalità, una bella regia e un ottimo ritmo narrativo, qui è tutto più generico. Personaggi che potrebbero essere facilmente usciti da qualcos’altro, una storia che non mi ha proprio preso eccetto che nel primissimo episodio… insomma, magari a voi potrebbe piacere, ma a me non dice proprio nulla. E comunque, una cosa è certa: è stato l’anime di quest’anno di cui ho visto più cosplay, tra Lucca e altre fiere. Ce n’erano veramente un sacco!

Giudizio: Naaaah


Ninja Slayer
Link: Domo, Ninja Slayer-san, Dark Ninja desu.
Domo, Dark Ninja-san, Ninja Slayer desu.
Ripeto queste due frasi da solo come un cretino da mesi.

Ninja Slayer è un esempio perfetto di come fare un anime figo con pochi soldi. Molto spesso, alle sequenze animate bene si alternano fasi in cui vedremo letteralmente due disegni in croce animati nel modo più rozzo possibile, ma niente di tutto ciò dà mai fastidio. Lo stile grafico essenziale e la colonna sonora non male sono poi conditi da ogni possibile tamarrata sui Ninja che possa venire in mente. Tutti gli episodi, anche se durano solo 15 minuti sigle incluse, ti lasciano con un po’ di adrenalina nel corpo e combattimenti ben fatti nella memoria.

E poi c’è questa tizia uguale a Samus.

Giudizio: Ninja.

Sound! Euphonium
 
Cloud: La Kyoto Animation è famosa per fare anime mooolto commerciali (si può dire che abbia praticamente plasmato il fenomeno moe con robe come Lucky Star o K-On!) ma, forse proprio per questo, ha anche una barca di soldi, che le permettono di realizzare serie visivamente impeccabili (almeno se parliamo della sua produzione “recente”). Ma non è questo il punto, in Sound! Euphonium. Perché all’apparenza, potrebbe sembrare il classico anime moe con le ragazzine carine, i disegnini belli, e ben poca sostanza (del resto, il loro precedente anime musicale era il già citato K-On!, che non è che avesse ‘sta gran profondità). Sotto a questa veste, però, abbiamo una delle migliori serie a tema musicale in circolazione, che ci mostra le ragazzine carine di sopra spaccarsi di fatica per diventare anche solo decenti nel suonare il loro strumento, e non sempre ciò basta. 

Dopo un paio di episodi introduttivi piuttosto noiosetti, la storia decollerà alla grande, e le vicende del club di musica classica del Liceo Kitauji si faranno sempre più appassionanti, tra amicizie, sogni da raggiungere, primi amori, e soprattutto tanta musica. Se anche voi avete imparato a suonare uno strumento, indipendentemente da quale esso sia e dal genere musicale, vi verrà facile immedesimarvi nelle vicende e rivedere in qualcuna delle ragazze una parte di voi. Ma anche se non avete mai messo le mani su un qualunque strumento musicale, la serie riuscirà a catturarvi con una regia che regala scene mozzafiato, un’ottima colonna sonora che contiene capolavori di musica classica così come pezzi originali ben riusciti, e come già detto una storia appassionante fino alla fine. Senza togliere poi qualche parte più leggera e comica quasi in stile K-On!, ma nulla di invasivo. Che il moe vi piaccia o vi faccia vomitare, non pregiudicate la serie in base ad esso: vi perderete molto. Io personalmente aspetto con ansia il film e la seconda stagione.

Giudizio: Bellizzimo

I don't understand what my husband is saying 2
 
Cloud: Com’è la vita di una giovane coppia di sposi composta da un otaku a tutti gli effetti e da una “ragazza normale”? Questa seconda serie, così come la prima, prova a mostrarcelo con simpatici e tranquilli episodi di soli 3 minuti circa (inclusa la sigla finale). Tra gag piene di citazioni ad anime vari, e momenti leggermente più seri (ma non troppo), la serie scorre piacevolmente nel mostrarci le piccole incomprensioni che il lato “otaku” di uno dei due porta a creare tra i due sposini. E come alla fine non siano poi tanto importanti rispetto al bene che si vogliono. Insomma, un anime senza chissà quali pretese, ma molto piacevole. E contando che nel tempo di circa 3 episodi di un qualsiasi altro anime fate in tempo a vedervi tutte e due le stagioni, ve lo consiglio vivamente.

Giudizio: Carino e non ruba troppo tempo.

Comet Lucifer
 
Cloud: Detto proprio palesemente, Comet Lucifer è una porcheria, e l’avevo intuito fin dal primo episodio. Devo essere proprio masochista per averlo visto fino alla fine. Prendete un sacco di elementi scopiazzati qua e là da Gurren Lagann (soprattutto), da Evangelion, Eureka Seven e altri, mischiateli nel peggior modo possibile e non sviluppatene nemmeno uno in modo decente. Certo, qui potrebbe sembrarvi che stiamo dicendo un po’ le stesse cose di Charlotte, ma se in quest’ultimo avevamo un finale che in fin dei conti tirava decentemente le somme, almeno degli elementi più importanti, qui tutto viene gestito in maniera frettolosa e confusionaria, tanto che l’unica cosa decente del finale è vedere che due personaggi del cast principale si sono sposati (non dico esplicitamente chi perché, nel caso qualcuno volesse farsi del male e vedere questo scempio, potrei spoilerare).


Ma la cosa che veramente rende questo anime di molto peggiore rispetto a Charlotte sono i personaggi: se come minimo lì avevamo i protagonisti in fin dei conti caratterizzati decentemente, e qualche comprimario badass (detto chiaramente: Pooh), qua non c’è personaggio che non sia deludente e piatto. Sogo, il protagonista è una copia peggiorata di Simon di Gurren Lagann (gli hanno pure fatto il visore uguale agli occhialini dello scavabuche), mediocre nell’aspetto e con assolutamente nessunissima evoluzione. Vorrebbero mostrare che lui diventa più badass con il tempo, ma non c’è assolutamente nulla in cui lo vediamo crescere, né lo vediamo più sicuro di sé alla fine rispetto che all’inizio. 

Anzi, fin da subito tutti lo amano perché sì, è sempre col sorriso sulle labbra e per qualche strano gioco di raccomandazione ha proprio lui il potere che può attivare il robottone forte. Gus, soldato ultra-figo all’apparenza, ci viene poi mostrato come un semplice bruto con un’enorme voglia di combattere avversari più forti (praticamente… Goku un po’ più spietato?), e anche a lui volevano far avere un’evoluzione nel finale, ma l’hanno fatto… male. Do Mon, vecchio che si è occupato di crescere il protagonista fin dall’inizio e che secondo alcuni è il miglior personaggio della serie, si può banalmente riassumere come “il soldato un tempo spietato ma che per l’ammore è diventato buono e gentile”. 

Neanche parlo delle due ragazze del gruppo, Kaon e Felia, entrambe stupide e irritanti fino all’estremo. L’unica sorpresa positiva del cast è stato Roman, giovane nobile tamarro che inizialmente sembrerebbe solo una spalla comica, ma che andando avanti si dimostra piuttosto maturo e ha anche i suoi momenti badass. Ha un’evoluzione migliore lui del protagonista stesso!
E per parlare in breve del resto, le musiche sono totalmente anonime, il comparto tecnico è nella media e i mecha sono fatti in una computer grafica veramente troppo invadente a tratti. Senza contare che la regia è di una pigrizia assurda, tanto che pure i combattimenti tra robottoni sono tutto fuorché emozionanti.
E poi, ho una piccola osservazione spoilerosa da fare, facciamo che la scrivo in piccolino, e chi vuole se la legge, chi non vuole no.

Il bello è che molti si sono lamentati per il fatto che Kaon, l’amica d’infanzia del protagonista, finisca per sposare Roman invece di mettersi con lui. Sinceramente, sono contento che abbia scelto il rosso, che almeno ha avuto una sua minima evoluzione, rispetto alla sua cotta inspiegabile per l’irritante protagonista perfettino e ultra-raccomandato dall’inizio alla fine.

Insomma, tenetevi alla larga da questa schifezza di anime, non merita veramente il vostro tempo.

Giudizio: NOOOOOOOOPE


Digimon Adventure tri. - Saikai

Snake: Mentre Dragon Ball Super ha deluso le mie aspettative, il primo della "serie" di otto film che compongono Digimon Adventure tri., "Saikai" (che approfondirò in una recensione a sé stante), si è rivelato una sorpresa decisamente in positivo. Annunciato, ancora, a sorpresa nel 2014 durante un evento per il 15° anniversario della serie originale, Saikai si è presentato fin dai primi istanti di proiezione come un prodotto di ottimo livello, cosa sinceramente che non mi aspettavo (vista anche la mediocrità in cui negli ultimi anni ha navigato il brand dei Digimon dal punto di vista degli anime). L'introspezione dei protagonisti, che dava a ognuno di loro un ruolo di primo piano, torna prepotentemente a farla da padrone nella forma dei dubbi esistenziali dei Digiprescelti, ormai quasi tutti avviati verso l'età adulta, e che quindi si trovano costretti a fare i conti con i cambiamenti che essa porta (soprattutto nel caso di Tai, che troveremo fin da subito molto cambiato rispetto a quello che conoscevamo, ovvero decisamente meno solare e più riflessivo, cosa che già era stata accennata in Adventure 02), fatto che sarà accentuato dalla comparsa di una nuova minaccia proveniente da Digiworld, la più grande che abbiano mai affrontato.
Il nuovo stile grafico, decisamente più realistico e raffinato, si fa molto apprezzare (anche se si è beccato critiche a non finire dai soliti nostalgiafag che lo disprezzano solamente perché non è quello delle prime due serie), e anche la colonna sonora, consistente in nuove versioni dei temi di quella originale, è di ottima fattura.
In conclusione, Digimon Adventure tri. è molto bello. Certo, risente di alcune scelte infelici per far contenti i fanboy fyccinari (come il triangolo Tai-Sora-Matt, che in teoria si era già risolto alla fine di Adventure 02), e il ritmo della narrazione in certi momenti è decisamente troppo veloce, ma nel complesso lo si può ritenere un prodotto di notevole fattura, e che quindi consiglio a ogni appassionato di Digimon e anche di anime in generale, sperando che i prossimi sette film si dimostrino allo stesso livello del primo.

Giudizio: Good Start!


Lupin III l’avventura italiana
 
Link: Oh, io la nuova serie di Lupin l’ho aspettata tanto. Ma tanto. E poi grazie al comodissimo orario “domenica notte che la mattina dopo devo andare a scuola” non l’ho potuta seguire. Ho visto i 4 episodi della prima serata e mi sono piaciuti. Ho visto i 3 episodi della settimana successiva e non mi hanno fatto impazzire. In realtà avevo parecchie aspettative per gli episodi dopo, soprattutto perché nell’anteprima si vedeva il tizio badassissimo del MI-6, ma a quell’orario non mi è stato davvero possibile guardarli e lo stesso è stato per tutti gli altri.

Giudizio: Grazie Italia 1.

Oregairu Zoku
 
Link: Prima di iniziare a parlare di Oregairu (abbreviazione di Yahari Ore no Seishun love come wa machigatteiru, che significa “La mia commedia sentimentale scolastica è totalmente sbagliata”), bisogna premettere una cosa: il protagonista è quanto di più simile a me si possa trovare nell’animazione giapponese e non solo. E non è una cosa buona (né per lui né per me).


Cloud: Prendete i classici anime ambientati a scuola, con il protagonista che ha tanti amici, che va a scuola con il sorriso, che fa tante attività dei club, che sogna di trovare l’amore… e mettete al centro delle vicende un ragazzo asociale, sfigato, senza alcun amico, cinico, disilluso e che vede al contrario tutto ciò che fanno i suoi compagni come frivolo e stupido, in modo freddo e realistico.
Mettetelo poi a contatto con una ragazza che è apparentemente il suo opposto: bellissima, elegante, talmente brava a scuola da stare in una sezione apposita per le eccellenze… ma anche lei solitaria in quanto diversa dalla massa. E con un’altra ragazza decisamente più normale, e anche un po’ stupida, che è però in qualche modo attratta da loro.


In questa seconda serie non c’è più molto spazio per le facili battute sull’inadeguatezza del protagonista. Le relazioni tra i personaggi subiscono subito un pesante colpo da cui è difficile riprendersi, e che ci porterà a scoprire più a fondo lati nascosti del carattere di ciascuno di loro, anche di comprimari che fino a quel momento erano solo macchiette. Ciò che però emergerà chiaramente, è il desiderio dei tre protagonisti di trovare, in un mondo di relazioni superficiali e volte solo al creare un’illusione di felicità, qualcosa di reale.

Link: Ora, quando dicevo che il protagonista mi assomiglia parecchio, non fraintendetemi. I ragionamenti di Hachiman, per quanto pessimisti e a volte estremi, sono assolutamente comprensibili e apprezzabili da chiunque abbia un minimo di profondità intellettuale, specie se ha sperimentato la solitudine, anche parziale, a scuola o in qualsiasi altro ambito. E, diciamocelo, tra gli appassionati di videogiochi e fumetti non è che sia così raro. Hachiman ha però passato brutte esperienze, forse non ciò che si intende generalmente per traumatico, ma che lasciano decisamente il segno nella mente di un ragazzo, e la sua è una situazione con la quale deve fare i conti. In questa seconda serie lo vediamo proprio mettersi maggiormente in discussione, mentre cerca di maturare e di capire cosa veramente vuole dalle relazioni con le due ragazze. 

Cloud: In parole povere, la serie è qualcosa di fenomenale. Il cinismo di Hachiman, il realismo nel tratteggiare i caratteri dei protagonisti, il modo disilluso con cui viene vista la vita adolescenziale, fanno di questo anime una vicenda alla quale è facile affezionarsi, o in cui è facile rivedersi, almeno in parte. La presentazione grafica e sonora di questa seconda stagione svolge inoltre egregiamente il compito di suscitare le emozioni dello spettatore, con un bellissimo character design, animazioni dei volti eccellenti nel mostrare le emozioni dei personaggi, colori morbidi e piacevoli, e una colonna sonora che sa sottolineare in maniera decisiva i momenti più intensi.

Probabilmente si tornerà a parlare di Oregairu, su questo blog, e devo aggiungere una piccola cosa: le vicende non si chiudono con il 13esimo episodio di Oregairu Zoku, in quanto la Light Novel non è ancora conclusa (ma si appresta a farlo). Aspettiamo con ansia quindi una terza stagione o un film che concludano la sbagliatissima commedia sentimentale del giovane Hachiman!

Giudizio: Da vedere assolutamente

DanMachi
Cloud: Su DanMachi ho già fatto una recensione, e ribadisco qui quanto già detto: è una serie onesta, che non ha chissà quali pretese di profondità, ma sa intrattenere a dovere per la sua breve durata, che si apprezzi o meno la grande (ma non esageratamente invasiva) quantità di fanservice presente.



Giudizio: Se volete qualcosa di leggero, va benone.

One Punch Man

Link: Oh, è insopportabile quando ti spammano un cartone dappertutto fino a fartelo odiare. Quando, al 10000000esimo meme idiota e fotocopiato, vorresti che quella serie non fosse mai esistita. In questi mesi il web è stato invaso dai meme su One Punch Man… e mi piace ancora da morire! Ma perché OPM ha fatto tanto successo? Forse perché Saitama è la perfetta antitesi di tutti gli eroi Shonen esistenti? Forse perché nonostante l’esito di tutto sia sempre scontato riesce comunque a rimanere epico? Forse perché fa morir dal ridere? O Forse per la sigla che è bellissima? Ma chi vogliamo prendere in giro, ha fatto successo perché è facile farci i memes! Ciò non toglie che sia bellissimo per tutti gli altri motivi citati.

Giudizio: ONE PUUUUUUUUUUUUNCH!


Si chiude quindi qui la nostra panoramica sugli anime del 2015. Speriamo che vi sia d'aiuto nel recuperare qualche bella serie, e un salutone da Cloud, Link e Snake!

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