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venerdì 27 gennaio 2017

Your Name - Recensione senza spoiler

by Cloud

Film d’animazione che ha fatto maggior successo in Giappone dopo La Città Incantata. 

Film d'animazione giapponese che più ha incassato a livello mondiale. 

Anime che ha scalzato Fullmetal Alchemist Brotherhood dal primo posto nella classifica di gradimento su MyAnimeList dopo anni di dominio. 

E non ultimo, nuovo film di Makoto Shinkai. 

Con delle premesse simili, non potevo che avere parecchio hype per questo film. Ed è stato rispettato? 


No, nel senso che non era come mi aspettavo. 

Sì, nel senso che comunque mi ha saputo colpire con la sua anima unica. 

Altri film di Shinkai, come Il Giardino delle Parole (che in questo film dà il nome al ristorante dove lavora il protagonista maschile, e di cui trovate qui la mia recensione, sempre senza spoiler) o Voices of a Distant Star, erano curati nel minimo dettaglio a livello di sceneggiatura. Ogni scena si incastrava perfettamente con quella dopo rapendo lo spettatore in un turbine di emozioni. 

Your Name prende una via diversa. Non perché manchino i momenti spettacolari, in cui ci troviamo davanti a sequenze sbalorditive dal punto di vista sonoro, visivo e registico, ma perché in generale va più per il sottile, con un ritmo meno sincopato e più naturale, senza che tutto sia studiato al millimetro.
Le scene più intense lasciano in molti momenti spazio a sequenze più tranquille, piene di gag e volte a far familiarizzare lo spettatore con gli ambienti in cui vivono i due protagonisti. Del resto la premessa iniziale è proprio da commedia sentimentale: Taki è un ragazzo che vive nell’ultra-moderna e trafficata Tokyo, mentre Mitsuha è una ragazza che vive in un paesino rurale e ancora immerso nella natura, ma sogna un giorno di poter fuggire e andare a vivere in una grande città come Tokyo (a un certo punto urlerà proprio: “nella prossima vita voglio essere un bel ragazzo di Tokyo!”).

Dopo il passaggio in cielo di una cometa, i due inizieranno a fare strani sogni nei quali si trovano nel corpo dell’altro e devono vivere al posto suo: inizialmente ciò causerà numerosi equivoci, ma inizieranno poi ad organizzarsi lasciando sui rispettivi cellulari un diario di ciò che fanno ogni giorno e delle indicazioni su cosa l’altro deve e non deve fare durante gli “scambi di corpo”. 

Il problema è che non tutto ciò che succede nei sogni si ricorda facilmente, anzi. Spesso è facile dimenticarsi tutto da un momento all’altro, anche cose apparentemente semplici come il nome di una persona. Il titolo giapponese Kimi no na wa si traduce infatti meglio con “Il tuo nome è…?”, o meno letteralmente con “Qual è il tuo nome?”, frase che sarà un leitmotiv del film da un certo punto in poi.
L’incomunicabilità, la difficoltà di raggiungere l’altro, sarà un tema importantissimo in Your Name, ma allo stesso tempo lo sarà quello del musubi, termine giapponese che sta ad indicare un legame, un filo che indica continuità, sia essa tra due persone, tra l’uomo e la divinità, o lo stesso scorrere del tempo. Potrà il musubi essere più forte della distanza, fisica e non, e in generale della difficoltà di comunicare con gli altri esseri umani? Il film cercherà di darci una sua risposta.
Il ritmo narrativo meno studiato e l’aspetto “quotidiano” e meno fiabesco della pellicola, che forse sono dovuti in parte all’impossibilità di realizzarlo come Shinkai avrebbe voluto (il regista aveva infatti espresso tristezza per il fatto che il film che lo sta consacrando nel panorama mainstream mondiale sia anche quello che non è riuscito a completare nel minimo dettaglio), rendono a mio avviso più facile immedesimarsi nelle vicende per lo spettatore, e lo rendono anche il film perfetto per dire al mondo che Shinkai non è “il nuovo Miyazaki” (nomignolo affibbiatogli dalla stampa più che altro per proporlo a quel pubblico a cui l’animazione non interessa, ma che per Miyazaki fa l’eccezione), sono due grandissimi autori ma dallo stile molto diverso. A ciò contribuiscono molto le frizzanti musiche pop-rock dei RADWIMPS, gruppo autore della colonna sonora, ben lontane dagli accompagnamenti sinfonici di Joe Hisaishi. 

È facile rispecchiarsi in Taki mentre guarda dal finestrino del treno, con sguardo malinconico, la trafficata Tokyo, in cerca di qualcosa che non sa nemmeno lui definire. O in Mitsuha, mentre sogna assieme ai suoi amici paesanotti una vita in una grande metropoli.

I due ragazzi rappresentano anche la doppia anima, tradizionale e futuristica, urbana e rurale, del Giappone. Due aspetti apparentemente inconciliabili, ma che da decenni rendono l’arcipelago nipponico un Paese unico. Del resto, è anche grazie alla storica dedizione al lavoro, e alla sopportazione di stampo samurai della fatica e del dolore, se il Giappone è diventato una grande potenza tecnologica e non, ed è grazie al suo spirito tradizionale che non ha perso del tutto la sua identità come altri paesi che hanno avuto un veloce sviluppo. 

Mitsuha, simbolo del Giappone tradizionale, sogna infatti di andare nella ipertecnologica Tokyo, come sempre rappresentata in maniera spettacolare, al tempo stesso minuziosamente realistica e poetica, da Shinkai, mentre Taki, ragazzo che viene da quella realtà, rimane affascinato dagli elementi più tradizionali del suo Paese che vede mentre prende il posto di Mitsuha, come l'intrecciare fili (ancora, un richiamo al concetto del musubi) o il donare il sake sacro alle divinità. Aspetti che vivendo da sempre a Tokyo gli erano sfuggiti. Va detto inoltre che se da Shinkai davo quasi per scontate scene urbane spettacolari, ciò che mi ha davvero colpito è stata la rappresentazione della natura e del paesino di Mitsuha, a dimostrazione di come un genio simile possa rappresentare in modo vivo e vibrante qualsiasi ambientazione.

Your Name, o Kimi no na wa che ormai vi ho spiegato cosa significa, non è un film perfetto. Ma a volte, l'imperfezione è ciò che rende qualcosa più interessante.
È un film umano, con il quale Shinkai tocca un sacco di tematiche interessanti e regala momenti commoventi, ma riesce a farlo in modo credibile, sviluppando un soggetto apparentemente non originalissimo in maniera eccelsa, e senza mai cadere nel banale o nello smielato.

Quindi, facciamo tesoro della visione di un simile gioiellino, e chissà che il filo rosso del musubi non si palesi anche davanti a noi un giorno di questi. Potrebbe essere oggi, domani, o tra un anno, ma la cosa importante da fare rimane la stessa: afferrarlo senza esitazione.

NOTIZIA IMPORTANTE PER CHI SI FOSSE PERSO IL FILM NEI 3 MISERI GIORNI IN CUI LO DAVANO AL CINEMA: 
A quanto pare, visto il notevole successo che questo film ha avuto in Italia (è riuscito ad arrivare secondo al box office in tutti e tre i giorni nonostante lo trasmettessero in pochissimi cinema), l'evento si ripeterà il 31 Gennaio e il 1 Febbraio! Vedete se magari stavolta ce la fate a vederlo, che merita un sacco. Faccio il tifo per voi!

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