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mercoledì 8 marzo 2017

Anime del 2016: il nostro resoconto (stavolta con autentici cartoni cinesi)

by Cloud, Sora, Link e Snake

Eeeeh, cari Timber Fan, avete pensato più volte che fossimo morti, eh? La verità è che noi del Timber Team siamo molto impegnati (una delle ragioni la trovate nel primo degli anime trattati), ma pensiamo sempre a voi, ed ecco quindi che dopo essere tornati in azione con la recensione del bellissimo Your Name vi proponiamo un listone ancor più corposo di quelli degli anni passati con i nostri pareri sugli anime che abbiamo visto! Preparatevi con popcorn e cola/chinotto, o se preferite con Doritos e Mountain Dew, e godetevi l’articolone! Dai che almeno qualche perla che vi siete persi ve la facciamo scoprire!




New Game

Cloud: Con la sua presentazione grafica molto colorata e, soprattutto, il tema di un gruppo di ragazze moe alla K-On! che lavorano in una software house di videogiochi, New Game ha subito attratto la mia attenzione. Avendo infatti io da anni il sogno di creare videogiochi, ed essendo finalmente al lavoro sul mio primo titolo, avevo la flebile speranza di trovarmi davanti una sorta di Bakuman, o di Shirobako se preferite, del videogioco, che descrivesse accuratamente la vita di chi lavora nell’industria videoludica in Giappone e le sfide che si trova ad affrontare. Questo elemento purtroppo rimane abbastanza accennato in New Game, ma ciò nonostante rimane una piacevole visione. Con la sua atmosfera alla K-On!, e diversi elementi che ci forniscono uno spaccato, più che dell’industria videoludica, delle donne-impiegato in Giappone, direi che è un anime che merita di essere visto se il moe non vi dispiace.

Hitori no Shita: The Outcast

Cloud: Il 2016 è un anno da ricordare anche solo per un semplice motivo. Nei palinsesti hanno iniziato ad avere una significante presenza le coproduzioni tra case cinesi e giapponesi, tra cui Hitori no Shita: The Outcast. Che quindi, sì, è giunto il momento di dirlo non ironicamente… È UN CARTONE CINESE!
Queste coproduzioni sono solitamente trasmesse in versione originale in Cina, e poi ridoppiate in lingua giapponese e, ahimé, tagliate per essere in linea con la durata degli anime giapponesi. Questo Hitori no Shita si perde infatti qualche scena nella versione giapponese, che sta su Crunchyroll e che in generale è l’unica che possiamo vedere senza sapere il cinese essendo l’unica disponibile con i sottotitoli. Ma a parte questo, non è che abbia brillato granché come anime: ha offerto qualche spunto interessante ma questa prima stagione era fortemente introduttiva, e spero che in futuro ne realizzino una seconda per mostrarci il resto di una storia che secondo me potrebbe rivelarsi interessante una volta entrata nel vivo.

Bungou Stray Dogs (stagioni 1 e 2)

Cloud: Bungou Stray Dogs, che storia. Ci voleva proprio l'infallibile Studio Bones per far splendere al meglio una serie simile. In un'immaginaria Yokohama, sospesa tra un'ambientazione anni 30 e tecnologie moderne, un'agenzia segreta di detective con dei poteri speciali cerca di mantenere la pace, scontrandosi spesso con la Port Mafia, composta di individui altrettanto potenti nell'utilizzo delle loro abilità sovrannaturali. Ma i membri di entrambe le organizzazioni non sono gente qualsiasi: stiamo parlando di gente che prende il nome dai più grandi scrittori di fine 800 e inizio 900 della letteratura giapponese, e i cui poteri e caratteri sono riferimenti alla vita e alle opere di tali autori: gente come Osamu Dazai, Doppo Kunikida o Ryunosuke Akutagawa (se siete appassionati di cultura giapponese vi consiglio a prescindere di informarvi su questi grandi autori). Praticamente, è l'equivalente giapponese di una serie con personaggi Verga, Pirandello e D'annunzio. Ma la cosa più importante è che questi detective sono anche una massa di grandissimi idioti: pronti a sfottersi a vicenda, scherzare e mettersi in ridicolo. I momenti comici saranno eccellenti nel farci affezionare a praticamente tutto il cast, e faranno risaltare ancor di più i momenti di serietà, azione e dramma.

Nella seconda stagione, poi, l'ago della bilancia si sposterà decisamente più verso il serio, con l'entrata in scena degli scrittori americani (non vi dico di più) e di una lotta senza quartiere nella quale giungeremo a scrutare a fondo nell'animo di molti personaggi. E a livello di regia, certe sequenze non hanno secondo me nulla da invidiare a Cowboy Bebop (il cui staff è quello che praticamente si è poi distaccato da Sunrise per fondare lo Studio Bones) tanto sono spettacolari nel loro simbolismo e nella loro composizione.

Uno dei must di quest'anno.

Sora: Posso dire con certezza che questo è un anime che tutti dovrebbero vedere, indistintamente dai propri gusti, una di quelle perle che molti si ricorderanno.

Amerete anche voi Dazai se vedrete Bungou
All’inizio ne ero stato attirato, pensando che fosse una brutta (o bella) copia di “ Kekkai Sensen”, più o meno si presentava lo stesso incipit e si parlava sempre di un’agenzia formata da uomini con poteri sovrannaturali, ma poi ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.
La storia ci presenta man mano vari personaggi, uno diverso dall’altro e tutti ben caratterizzati, tanto da farti affezionare, trovare il tuo personaggio preferito e desiderare più scene di uno rispetto ad un altro.

In tutto ciò, mettete anche una bella storia e dei combattimenti più che decenti, (soprattutto nella seconda serie, dove la trama diventa un po’ più seria) ed ecco che avrete ottenuto un anime strepitoso, che vi farà rimanere incollati alla sedia per tutta la durata di entrambe le stagioni!

Izetta: The Last Witch

Sora: Crunchyroll ogni tanto è in grado di farmi scoprire davvero delle belle cose, anche se non nego che la maggior parte delle volte il mio interesse sia catturato dalle “locandine carine”.

Come da titolo, ci verrà narrata la storia di Izetta, l’ultima di tutte le streghe che dovrà compiere un’importante missione per salvare un regno dalla distruzione.
Tutto sommato, è un anime davvero gradevole, con una storia ben costruita e con pochi personaggi importanti ma ben caratterizzati; purtroppo opere del genere passano silenziosamente senza essere notate, ma io vi invito a dargli una chance, sono solo 12 episodi ma ne varrà la pena.


Sound! Euphonium 2

Sora: Aaaaah, Sound Euphonium, un titolo che mi ha messo sempre di buon umore e anche questa seconda stagione non ha niente da invidiare alla precedente.

La nostra orchestra preferita si troverà ad affrontare nuovi allenamenti, prove e a superare varie difficoltà pur di riuscire a vincere l’agognato Oro.
L’anime non ha bisogno di ulteriori presentazioni, chi avrà seguito la prima stagione saprà quanto può essere coinvolgente ed appassionante seguire le protagoniste nel loro cammino di apprendimento musicale, ogni episodio è in grado di farti venire voglia di imparare a suonare qualsiasi tipo di strumento musicale e immergerti in quel fantastico mondo.
Se però devo trovare una nota negativa, i primi episodi sono piuttosto introduttivi e piatti, tanto da farmi annoiare leggermente.
Detto ciò, cerchiamo tutti quanti di impegnarci e raggiungere i nostri obiettivi (sia musicalmente che non)!

Magical Girl Raising Project

 Sora: Le maghette tornano fra di noi, ma in salsa splatter e con una vena un po’ più cupa (Madoka Magica sei tu?).

Potrei sintetizzare l’anime in “guerra fra maghette superdotate”, si superdotate perché il character design dei personaggi credo sia stato fatto da un barbone sotto casa (e aggiungo mezzo pervertito), ma procediamo per gradi.

Attraverso un gioco mobile FreeToPlay, sono state scelte delle persone per diventare a tutti gli effetti delle “Maghette”, paladine della giustizia che si devono impegnare nell’aiutare le persone per guadagnare delle “caramelle”, ma le loro vite verranno sconvolte da una decisione indiscutibile: dovranno farsi guerra a vicenda e cercare di rubare più caramelle possibili per vincere la competizione.
Non aggiungo altro sulla trama (che rivela però qualche altra sorpresa), ma concentriamoci sui personaggi.

Togliendo i vari stereotipi della maghetta buona e gentile e di quella cattiva ed egoista, i personaggi di quest’anime sembrano essere usciti da un cilindro di un mago impazzito, la caratterizzazione di moltissimi è talmente poco accennata che, proprio quando inizi a capire qualcosa e ad affezionarti ( per modo di dire ), il personaggio di turno scompare.

Capisco che si debbano creare personaggi che “attirino” pubblico, ma fare una bambina alta 150cm con una quarta di seno, truccatissima e con un atteggiamento da donna adulta è alquanto inverosimile; preciso che non tutti i personaggi sono così, ma molti di questi hanno delle sembianze alquanto discutibili.

(L’ho detto che, in generale, i disegni dell’anime sono sotto la media? )

L’unica nota positiva è la contrapposizione tra maghette buone e cattive, il concetto di bene e male è reso piuttosto bene, peccato per tutto il resto, poteva uscire qualcosa di carino.
Consiglio la visione di quest’anime a tutte quelle persone che hanno voglia di perdere tempo e cercano un Fac-Simile di Madoka Magica.

Berserk

Cloud: Ah già, c’era l’anime di Berserk. Che bello, dopo anni che le versioni animate dello strumento di tortura di Kentaro Miura non arrivavano che alla fine dell’età dell’oro, viene finalmente annunciato un nuovo anime che continui la storia animando la saga di Albion, e tutto ciò viene fatto nella peggior maniera possibile! Ma una cosa per volta.
Praticamente, visto che i 3 film di cui questa serie si pone come sequel erano partiti direttamente dall’inizio del flashback e non avevano animato i primi 3 volumi circa, la serie parte da quelli, e fin qui ok. Però, nel fare ciò, ne taglia gran parte, tra cui l’incontro con il Conte, ma anche questo si può forse tutto sommato capire, visto che quell’incontro serviva principalmente a creare del mistero che viene poi risolto nell’età dell’oro. Viene tagliata però anche tutta la saga di Lost Children, che per quanto non funzionale alla trama generale era piuttosto interessante, e si va dunque pressoché subito alla saga di Albion. Ok, dai, ancora sono difetti non rilevantissimi, del resto una trasposizione non deve per forza essere fedele al 100% per essere valida.

Il problema è che i difetti veri non sono ancora iniziati.

Censura + cg orrenda ed ecco a voi Barbie-Farnese.
Seriamente, l'effetto "pupazzi di gomma" è orribile.
Da dove partiamo? Andiamo sul facile: i disegni e le animazioni. Per quanto i film dell’età dell’oro fossero abbastanza validi, il loro più grande difetto erano quelle sequenze in cui l’uso molto scadente della computer grafica ci metteva davanti dei pupazzoni dai movimenti scattosi e sgradevoli. E quell’orrenda CG è qui molto ma molto più presente che nei film, ogni personaggio, incluso il cast principale, è un modello poligonale animato con i piedi, dando al tutto un aspetto terribilmente goffo e involontariamente comico anche nelle sequenze più serie.

Non aiutano poi una scelta di colori fin troppo accesi e sgargianti per un’opera dai toni così cupi, e una regia che a volte fa scelte strane quasi a voler sperimentare per il gusto di farlo. Le musiche, di Shiro Sagisu (autore della OST di Evangelion) più un brano di Susumu Hirasawa (già attivo nel terzo film dell’età dell’oro), sono forse l’unica cosa buona in questa occasione tristemente sprecata.

Odio dirlo ma in questo caso mi tocca: leggetevi il manga che è molto meglio.

Bloodivores

Sora: Purtroppo non posso usare il linguaggio che vorrei per descrivere quest’anime quindi mi limiterò a dire che: Bloodivores è bello quanto un sacchetto dell’immondizia.

Quando un webcomic cinese ha avuto un discreto successo, ecco che nascono opere del calibro di quest’anime, pronte per farci piangere e indurre al suicidio.
Quest’anime riesce male in tutto: nella trama, che non è spiegata affatto bene facendoci capire poco e niente; nei combattimenti, appena accennati e che si limitano a qualche stupida scazzottata; nei personaggi, che sono carismatici quanto una pantofola (per rimanere in tema di cose no sense).


Non trovo una nota positiva per quest’anime… anzi si, una nota positiva la trovo, la Webcomic da cui è tratta, che si chiama “Time Prisoners ( titolo identico all’anime vero?), la quale sicuramente è fatta meglio dell’anime.

Consiglio la visione di quest’anime a……. FUGGITE SCIOCCHI!

Cheating Craft

Sora: Finalmente un anime di cui mi è dispiaciuto vedere la fine, che fa parte della lunga lista di tutte quelle opere che hanno solo 12 episodi ma che ne meriterebbero come minimo il doppio per quanto sono piacevoli.

Cheating Craft parla di questi ragazzi che, entrati in una prestigiosissima università che determinerà il futuro, si trovano a superare vari esami nel modo più onesto e disonesto possibile, stando attenti ai tranelli e prove a cui li sottoporranno i vari professori.
Devo dire che quest’anime mi ha strappato più di una risata, i combattimenti per quanto semplici sono geniali, i personaggi hanno una caratterizzazione accettabile ed i disegni sono (stranamente) sopra la media.

Non vedo l’ora che esca la seconda stagione per continuare a vedere quanti altri modi esistono per barare ad un esame ed uscirne vincitori.

Twin Star Exorcist

Sora: Io e quest’anime abbiamo un rapporto di amore/odio, continuo ad odiarlo e amarlo allo stesso tempo.

La trama parla di due ragazzi esorcisti, definiti “stelle gemelle”, perché dovranno dar vita all’esorcista più potente di tutti che spazzerà via tutta l’impurità, il problema è che sono ancora due ragazzini e non possono sposarsi e avere subito un figlio.

Detta così la trama potrebbe sembrare banale o spoglia, ma non lo è affatto; se si ha abbastanza pazienza da superare i primi 10 episodi ( piuttosto introduttivi e che regalano poche emozioni), l’anime darà grandi soddisfazioni, con l’aggiunta di molti personaggi secondari importanti e bei antagonisti che non si tireranno indietro dal malmenare i protagonisti.
Trama convincente, bei personaggi, combattimenti decenti e non scontati… il problema del mio odio? I disegni. I disegni sono come un pugno nell’occhio, soprattutto i protagonisti sono disegnati peggio degli altri personaggi, come se si fossero impegnati a renderli poco carini.

Credetemi quando vi dico che più di una volta, tutto ciò mi ha provocato rabbia e un forte istinto di chiudere la finestra del browser pur di non vederli ancora.
Twin Star Exorcist, togliendo i disegni, ha tutte le carte in regola per diventare un ottimo shonen, difatti l’anime è ancora in corso e non c’è nessuna notizia di una possibile interruzione, quindi, almeno io, spero per il meglio.

Orange

Sora: Un’ anime che non mi sarei mai aspettato di vedere, molto strappa lacrime ma con una trama davvero carina.

La protagonista, ormai adulta, decide di mandare una lettera alle se stessa del passato per cercare di rimediare a molti errori che aveva commesso e a vari rimpianti che non si era mai perdonata. Così, insieme ad i suoi amici, dovrà riuscire a porre rimedio ai propri errori e a cercare di salvare la vita di un loro compagno di classe.

Orange è stato uno dei pochi anime dell’anno a farmi provare un profondo senso di tristezza alla fine di ogni episodio, fortunatamente l’ho recuperato quando ormai la serie era completa, non ce l’avrei mai fatta ad aspettare una settimana per ogni episodio e rimanere col quel malumore.

Ovviamente consiglio quest’anime a tutti gli amanti dello Shoujo (non vi preoccupate, tra tanti pianti qualche gioia amorosa c’è!) e a chi ha voglia di immergersi in una storia triste ma molto dolce.
Preparate i fazzoletti!

Tales of Zestiria the X

Sora: UFOTABLE! È bastato solo questo nome per farmi capire che sarebbe stato un gran bell’anime.

Scegliere di trasporre la trama di un videogioco in un anime è sempre una scelta azzardata, molte volte si tende a cambiare un poco la trama del prodotto per renderla più interessante sotto il punto di vista dell’animazione e così è stato per quest’opera.

La trama cerca di ripercorrere i fatti di “Tales o Zestiria”, cambiando però vari avvenimenti, relazione tra i personaggi e mischiando a tutto ciò anche alcuni fatti di “Tales of Berseria”, per rendere tutto più logico e sensato (Tales of Berseria è un videogioco uscito recentemente e ambientato molto tempo prima Zestiria).
Il tutto risulta strano ma gradevole, anche se ricco di spoiler per chi non ha giocato entrambi i videogiochi.

Difatti quest’ anime deve essere visto solo dopo aver completato le storie di entrambi i giochi, altrimenti non si avrà un quadro completo di tutta la storia e dei personaggi.
Avviso anche che l’ep19 contiene forti spoiler riguardo il finale di Tales of Berseria, infatti il sottoscritto non lo ha ancora visto e non lo vedrò finchè non avrò comprato e finito Berseria.
La visione di quest’ anime è a vostro rischio e pericolo.

Arslan Senki: Fuujin Ranbu

Cloud: Di quanto la prima serie di Arslan fosse una figata totale vi ho parlato qui, e questa breve ma intensa seconda parte non delude le aspettative. Il giovane principe di Pars viene messo nuovamente alla prova, e si inizia a mettere veramente tanta carne al fuoco, che si spera le prossime stagioni sappiano arrostire a puntino. La serie dura solo 8 episodi, ma è bene così. Se 8 gliene servivano per questo arco narrativo, è giusto che ne abbiano usati solo 8 ma curandoli per bene, piuttosto che allungare il brodo o comprimere male un altra saga nei restanti 4-5. Unica nota negativa: i cavalli con la cg orrenda restano quelli...

Link: Quando ho visto che erano solo otto episodi ho pensato subito una cosa: a quanto pare qui non si chiude niente. Avevo ragione. E meno male! In così poco tempo la storia del principe Arslan si è arricchita con ancora più misteri sulla famiglia reale e sulle sibilline parole del re Andragoras, di personaggi e di scuse per far dare mazzate ai nostri eroi, aumentando a dismisura la voglia di vedere come prosegue la storia. Il confronto del giovane principe con il suo destino si avvicina e il modo in cui sarà gestito deciderà il futuro di un popolo. Yasasin!


Ace Attorney 

Link: Non credo di averlo mai detto qui sul blog, ma io sono un grandissimo fan della serie di Ace Attorney. Ogni caso di queste avventure grafiche è in grado di tenere incollati allo schermo, per la carica delle proprie scene, per il carisma e la simpatia dei personaggi e anche per quel piccolo elemento di "gioco" che riesce a coinvolgere completamente e a farci sentire parte della storia, come se fossimo noi a gridare OBJECTION! e a sudare freddo quando le cose si mettono male. Quindi con un materiale di partenza così è impossibile fare troppo casino, giusto? Sbagliato. L'anime di Ace Attorney è... poca roba semplicemente. Oltre allo stile grafico che grida vendetta secondo me è un ottimo esempio di come NON gestire i tempi narrativi. Capisco che riassumere anche 2 o 3 ore di gioco in 20 minuti di episodio comporti ovviamente il taglio di molti dialoghi, e va bene. Tuttavia con una discutibile scelta nella scelta dei dialoghi tagliati e del pathos dato a particolari momenti, alcune reazioni risultano senza senso e molte scene perdono tutta la potenza che avevano nel gioco. Sono anche riusciti a creare buchi narrativi e anacronie, come in un momento in cui si vede l'ufficio di Edgeworth con un oggetto che non avrebbe dovuto trovarsi ancora lì, ma ci sono abbastanza altri difetti da poter ignorare questa cosa. Che poi alcune scene non sono neanche male, ma sono soprattutto quelle che sono rimaste tale e quali al gioco. E una di queste è rovinata da un buco di trama causato dai tagli. *Sigh*

Franziska, cosa ti hanno fatto

Re:ZERO – Starting Life in Another World

Sora: Assolutamente uno degli anime che mi ha appassionato di più quest’anno, mi ha davvero conquistato e l’ho seguito, settimana dopo settimana, sempre con molto entusiasmo.

Cercherò di essere il più neutrale possibile (anche se sotto sotto sono un piccolo fanboy di quest’anime) nel giudicare questa serie.
La storia parla di un ragazzo che, per un motivo non ben noto, viene trasportato in una dimensione sconosciuta, dove la terra è popolata da creature fantastiche e magiche; il ragazzo si troverà ad interagire nel corso della storia con moltissimi personaggi e si troverà di fronte ad una maledizione: avere il potere di tornare indietro nel tempo (una sorta di checkpoint) ma a costo della vita.

Grazie a questa maledizione, il protagonista dovrà cercare di cavarsela rivivendo più e più volte gli stessi momenti di vita, per cercare di arrivare al “checkpoint” successivo.
Come si dice in questi casi: “ritenta, sarai più fortunato”.
L’incipit della trama è piuttosto semplice ma man mano che la trama avanzerà, si verrà a conoscenza di molti personaggi secondari ed oscuri segreti che sovvertiranno lo svolgimento della trama.
La maggior parte dei personaggi, fortunatamente, è caratterizzata decentemente e anche lo stile con cui sono stati concepiti è accettabile, sopra la media per quanto ho potuto vedere.
Un ottimo anime che in 25 episodi è capace di creare una bella trama, dei personaggi che si amalgamano molto bene tra di loro e di lasciarti col fiato sospeso fino alla fine dell’ultimo episodio.

Shokugeki no Souma: Ni no Sara

Link: Souma è tornato. E spacca ancora come prima. Con l'attesissima seconda stagione della serie che mi ha fatto amare la cucina (che prima stavo ai livelli del fratello del protagonista di Ratatouille) finalmente ha inizio lo scontro faccia a faccia tra i migliori elementi della Tohtsuki. Chi sarà il prescelto che, tra una frase badass mentre cucina, una audace analogia con cui un piatto può portare in un altro mondo, e una citazione alle Bizzarre avventure di JoJo, riuscirà a ergersi sul tetto del mondo dei cuochi, o almeno della scuola di cucina più selettiva del mondo? Gli sfidanti sono pronti, i fornelli sono caldi e ho fame. Guardatelo e basta che è bello.

My Hero Academia

Non dovete più preoccuparvi, perché io sono qui!
Cloud: Il 2015 è stato senza dubbio l'anno di One Punch Meme Man, del supereroe che non è un supereroe e che non deve affrontare sfide perché tanto è già il più forte, insomma, della decostruzione dell'eroe tradizionale a favore di una figura parodistica. Ma dopo che la figura del supereroe ci è stata smontata in ogni modo possibile, non solo da OPM ma anche da tutte le varie sperimentazioni fumettistiche, cinematografiche e televisive in ambito occidentale, non è il momento di ricostruirla? L'anime di My Hero Academia, già un ottimo manga di cui parlai a suo tempo qui adattato magistralmente dallo Studio Bones (sì, quest'anno si sono scatenati), risponde perfettamente a tale esigenza. Abbiamo un anime che riesce ad essere veramente bello ed appassionante pur approcciando i supereroi in una maniera molto semplice e classica, fatta di sentimenti semplici ma forti e genuini, ma allo stesso tempo facendo tesoro di quanti prima di esso hanno smontato e rimontato in ogni modo tali figure. 

Se quando parlai del manga mi soffermai più sulla figura di Deku, il giovane protagonista, nel vedere questa trasposizione animata a colpirmi è stato All Might. Egli è l'eroe più forte di tutti, ammirato al punto da essere definito il "simbolo della pace", colui che nella situazione più disperata sbucherà sempre fuori eliminando qualsiasi villain e salvando chiunque ne abbia bisogno. È Superman più di Superman stesso. È da lui che Deku è ispirato a diventare un eroe, quando da piccolo vede un video in cui, tra le fiamme di un incendio, salva un sacco di persone senza esitazione. E tutto questo sempre con il sorriso sulle labbra, senza che nulla lo spaventi. Si torna insomma a una figura paragonabile a Superman, il primo e più classico dei supereroi.

Peccato però, che dopo una ferita ricevuta in battaglia anni addietro, All Might si stia indebolendo sempre di più, ed essere agli occhi di tutti l'eroe invincibile diventa per lui sempre più difficile. Certo,  


ma fino ad allora egli dovrà combattere fino allo stremo perché non c'è alternativa: lui è il simbolo della pace, e non può deludere la gente che crede in lui.

Kiznaiver

Sora: Lo studio “Trigger” è un altro di quei nomi che riesce sempre ad attirare la mia attenzione con i suoi prodotti e questa volta ha centrato quasi del tutto il bersaglio.

Molte persone tendono a tenersi tutto il dolore dentro, sia fisico che mentale, mentre i protagonisti di questa storia vengono obbligati, attraverso un esperimento, a condividere tra di loro la sensazione del “dolore” fisico; tramite ciò, i ragazzi impareranno a conoscersi sempre meglio fino a diventare ottimi amici e cercheranno di capire il perché di quell’esperimento a cui sono stati sottoposti.

In generale, la trama è interessante e fa venir voglia di sapere sempre di più, anche se alcuni personaggi sono alquanto deludenti e non maturano per niente, ma tutto sommato non sono pessimi.

Kiznaiver è un anime che può piacere sin da subito oppure che verrà scartato dopo i primi 2-3 episodi, io faccio parte delle persone a cui è piaciuto ma comprendo i dubbi di molti altri che lo hanno scartato.

Sakamoto desu ga? 

Sora: La vostra giornata è andata male e avete bisogno di qualcosa o qualcuno che vi rallegri? Sakamoto è qui per questo!

Lui è il ragazzo più intelligente, forte, atletico e furbo di tutta la scuola ed è sempre pronto a risolvere la situazione nel modo più COOL possibile!

Non vi svelo neanche la trama, dovete scoprirla godendovi i 12 fantastici episodi che vi faranno ridere dall’inizio alla fine.

È un anime comico, quindi i personaggi non sono sviluppati né troppo né troppo poco, ma vi assicuro che alcuni vi rimarranno impressi, sia in bene che in male.

Non potete perdere l’occasione di conoscere Sakamoto, correte!

Link: Sakamoto o lo ami o lo odi. è impossibile una via di mezzo. E qui a Timber Maniacs stiamo decisamente nel primo gruppo. Adoriamo il modo di fare di Sakamoto, capace di creare dal nulla situazioni spassose e occasioni di mettersi in mostra e sempre pronto ad aiutare chi è meno perfetto di lui, aggiungendo ad un anime prettamente comico anche una vena un po' più seria e sentimentale, ma sempre nello stile unico di Sakamoto. Date fidicia a Sakamoto e lui non vi deluderà.

Netoge no Yome wa Onnanoko ja Nai to Omotta?

Chiamiamola simpatia...
Sora: Lo confesso, ho iniziato a guardare quest’anime solo perché una delle protagoniste mi ispirava simpatia, sono caduto nella trappola ma non ne sono rimasto deluso del tutto.
A tutti sarà capitato di giocare online e conoscere gente, c’è chi poi approfondisce queste amicizie e decid di incontrarsi di persona…beh attenti a quel che fate, perché potreste ritrovarvi ad avere una moglie senza neanche saperlo!
Proprio così, nell’ incipit viene presentato un ragazzo che, giocando online, fa la conoscenza di una ragazza; i due si incontrano e, a quel punto, il protagonista si rende conto che lei crede di essere sposata con lui sia nel gioco che nella realtà.
La grandissima delusione che mi ha suscitato è che per i primi episodi la storia è tutta concentrata tra i due protagonisti e la loro “pazza” storia d’amore, ma poi il senso dell’anime viene completamente perso, riempito da episodi simil tappabuchi che non concludono niente a livello di trama.
Quest’ anime aveva un potenziale per poter emergere dalla mediocrità ma le scelte sbagliate a livello di trama lo hanno condannato.
Tutto sommato, aspetto la seconda stagione per sapere se effettivamente la trama avrà una fine decente oppure continueranno con la solita tattica degli “episodi confusi e sconclusionati”.

Tanaka-kun wa Itsumo Kedaruge/ Tanaka è sempre svogliato

Cloud: Aaaaaah, Tanaka-kun. Se c'è una serie che, da quando è finita, mi è veramente mancata tanto, è stata proprio la sua.
Praticamente, questo anime parla di un ragazzino liceale come tanti, che sa però essere pigro ogni oltre limite, del tipo che morirebbe di fame per la pigrizia di alzarsi e andare a mangiare qualcosa. Accanto a lui ci sono per fortuna dei buoni amici, su tutti il grande e grosso quanto di buon cuore Oota, pronto a dargli supporto trasportandolo quando è troppo pigro per camminare o giocando a badminton per entrambi (e vincendo) se lui è troppo pigro per giocare.

L'umorismo unico nel suo utilizzare magistralmente ritmi lenti e pause, nel pieno stile di Tanaka, il morbido stile grafico, il carezzante accompagnamento sonoro, e i personaggi che sarebbe da abbracciarli uno per uno per quanto gli si vuole bene, la rendono una serie rilassante ed esilarante. Spero che abbia una seconda stagione prima o poi nonostante le vendite del manga non siano poi stellari perché lo meriterebbe tantissimo. Se anche seguiranno gli insegnamenti del maestro Tanaka e ci metteranno una vita a farla non mi importa, basta che prima o poi arrivi e che sia un degno successore della prima!

Sora: Uff, non ho proprio voglia di scrivere le mie opinioni, quasi quasi mi sdraio sul letto… qualcuno mi porta fino al letto...?

Questo è lo spirito con cui si deve guardare quest’anime, o è come lo guarderete dopo aver visto i primi episodi: rilassati, svogliati e pronti a non fare nulla per tutta la giornata.

Tanaka è un ragazzo svogliato e pigro e in ogni episodio ci dimostrerà di esserlo sempre di più, fortunatamente ad accompagnarlo e aiutarlo ci sarà un suo fidato amico, Oota.

La formula di quest’anime è davvero ben pensata, è capace di calmarti e farti rilassare ma allo stesso tempo di incuriosirti e spronarti (per quanto possibile, vista la pigrizia) a vedere l’episodio successivo.

Uff che fatica scrivere, credo proprio che ora zzzzzz….

Flying Witch

Cloud: Un po' nello stesso filone di Tanaka, e un po' qualcosa di diverso, Flying Witch è un'opera piuttosto unica nel panorama degli anime moderni. La cosa più vicina a cui mi viene di accostarlo sono Il Mio Vicino Totoro e Kiki: Consegne a Domicilio di Miyazaki, ma con un'estetica moderna che lo rendono perfettamente a suo agio nel panorama anime del 2016. Le vicende della streghetta Makoto, in "tirocinio" presso i suoi cugini che vivono nel lato più rurale del Giappone, sono un pretesto per mostrare la semplice e genuina poesia della vita agreste, la gioia di raccogliere gli ortaggi con i familiari, di leggere le favole alla figlia piccola, di cucinare insieme qualcosa di coltivato da sé e poi godersi un pranzo in compagnia.

E con in aggiunta a tutto ciò l'elemento magico che trasforma una gita nei boschi nella scoperta di un antica civiltà, o che da una visita a casa di amici porta all'incontro con un fantasma timidone.

Anche se a tratti fa un sacco ridere, non è per la comicità che vi consiglio di vedere Flying Witch, ma semplicemente perché vi farà stare meglio. È una di quelle opere che semplicemente fanno bene all'anima. Ma per favore, non fate binge watching sorbendovelo tutto di fila: tra un episodio e l'altro andate a farvi un giro, meglio se in un parco in caso viviate in città, mi ringrazierete.

Dragon Ball Super (episodi 2016)

Snake: Il 2015 si era chiuso in modo abbastanza deludente per Dragon Ball Super, con una trama al di sotto delle aspettative e uno stile di disegno decisamente ... MEH.
Tuttavia, il 2016 ha rappresentato un'occasione di rilancio per la nuova opera ispirata al lavoro di Akira Toriyama, a cominciare dal Torneo di Champa, dove abbiamo conosciuto l'organizzatore del Torneo, che altri non è che il fratello di Beerus e Dio della Distruzione dell'Universo 6, il "gemello" del 7. La successiva saga, quella di Trunks del Futuro, rimette in scena un personaggio amato dai fan, in una vicenda dai toni molto maturi e dark, quasi da sembrare di stare a guardare Puella Magi Madoka Magica (vi giuro, in certi momenti mi aspettavo di veder comparire le Maghette splatter con quella pantegana bianca chiamata Kyubey), e capaci di far riflettere gli spettatori sulla "purezza" dei mortali rispetto agli dei.

Un cambiamento decisamente in positivo rispetto alle deludenti saghe di Beerus e Golden Freezer, gli standard di qualità ancora non sono ai livelli di Z, ma certamente scavalcano GT, anche se molti fan di vecchia data sostengono il contrario nel paragone tra le due serie (sicuramente per un maggior fattore di affettività nei confronti di quello che, pur essendo qualitativamente il peggior sequel di Z, è stato in fondo una delle serie che ha segnato maggiormente la loro infanzia).
Purtroppo, sono da segnalare alcune scelte infelici nella narrazione e conseguenti incongruenze con i capitoli precedenti della serie solo per accontentare il pubblico mainstream, così come lo stile di animazione, ancora carente sotto molti punti di vista (colpa da imputare alla Toei Animation, incapace di reggere il ritmo settimanale di pubblicazione degli episodi, nonostante le tantissime proteste dei fan e dello stesso Toriyama), e anche la caratterizzazione del personaggio di Goku, reso veramente uno stupido (molto probabilmente per accontentare il grande numero di fanboy di Vegeta che odiano a morte il povero Son).
Nonostante ciò, Dragon Ball Super in questo 2016 ha fatto notevoli passi avanti, e si spera che la prossima saga, il Torneo del Potere, possa continuare questo trend positivo per Goku e i suoi amici!
E una cosa è certa: i meme su Goku Black, il cattivo della saga di Trunks, e il Dio Zamasu fioccheranno ancora per anni e anni.

Erased / Boku dake ga Inai Machi

Sora: Ecco un altro anime molto impegnativo dal punto di vista narrativo, si tratta di un interessante giallo che mi ha colpito molto.

Il protagonista di questa storia, in seguito ad un misterioso accadimento, ha ricevuto il talento soprannaturale di vedere in flash i momenti precedenti alla morte delle persone e, proprio per questo motivo, verrà spedito nel passato per impedire la morte di una giovane bambina.

Per tutta la durata dell’anime rimarremo col pensiero di riuscire a capire chi è il colpevole e di scoprire la verità; ecco come dovrebbe essere fatto un buon giallo, ottimi personaggi caratterizzati, ottima trama che sorprende nei momenti più belli ed inaspettati e disegni accettabili.

Ogni episodio è riuscito a catturarmi e a farmi rimanere incollato allo schermo, facendomi soffrire ed incuriosire sempre di più, settimana dopo settimana.

Sono 24 episodi ma io ve lo consiglio con tutto il cuore, non ne rimarrete assolutamente delusi.

Dimension W

Sora: Ultimo, ma non per importanza (tra quelli di cui parlo io eh, poi ce ne sono ancora altri nella lista!), mi trovo a parlare di quest’anime che a tratti mi ha soddisfatto, a tratti mi ha lasciato perplesso.

Ci troviamo nel futuro, nel 2071, e l’elettricità viene alimentata dai “coil”, induttori elettrici infra-dimensionali che traggono energia dalla dimensione W, un quarto piano dimensionale, oltre X, Y e Z.
ndLink: Se ho droppato l'anime praticamente subito è anche colpa di questa cringeworthyssima spiegazione.

Tanti paroloni per dire che il protagonista di turno sarà incaricato di svolgere alcune missioni per recuperare apparecchiature illegali, ed è qua che entrano in gioco altri personaggi secondari e antagonisti che però, verranno caratterizzati e approfonditi o molto poco, oppure in maniera confusionaria, tanto da arrivare all’ultimo episodio con troppe domande e poche certezze.

L’unico personaggio che mi ha convinto più di tutti è il protagonista, con un interessante passato, utile a legare bene alcuni eventi.

In generale, Dimension W non sorprende ma neanche delude, passa indisturbato con qualche piccola difficoltà e non lascia niente dietro di sé.

Bakuon!!

Cloud: Aaaah, Bakuon. Un anime che dal titolo, al font del titolo, alle copertine del manga da cui è tratto, ai tipi di personaggi, cerca di urlare: “sono K-On! con le moto!”, ma non ha neanche una goccia del fascino dell’opera della KyoAni. Dove K-On! ha la bellezza dell’amicizia e dei momenti passati in compagnia, Bakuon! mette frasi fatte tristissime sulle moto che sembrano uscite dai baci perugina. Dove K-On! ci propone ragazzine dall’aspetto pulito, Bakuon!! mette fanservice volgare e trash. Seriamente, l’umorismo presente è a tratti degno di uno scaricatore di porto, e anche il modo di dare ai personaggi un loro fascino è veramente triste (“prendiamo una biondina tsundere random, ma mettiamole un seno enorme e una tutina aderente, ora sì che piacerà!”). Pure le animazioni e gli altri aspetti sono piuttosto mediocri, quindi a meno che non amiate veramente tanto il mondo delle moto, o che semplicemente non vogliate del fanservice ve lo sconsiglio fortemente.

Kotetsujou no Kabaneri

Cloud: Stesso studio di Attack on Titan, stesso concept di base di Attack on Titan (umani che lottano disperatamente contro mostri dall'origine sconosciuta) al punto che certi lo hanno additato di plagio, ma vale comunque assolutamente la pena vederlo. Perché dite voi? Semplicemente perché a livello visivo e di ambientazione questo anime ad Attack on Titan gli tiene benissimo testa e forse gli dà pure un bel paio di ceffoni, con questo setting che mischia i samurai a un mezzo steampunk, e soprattutto grazie ai disegni che riescono ad essere a tratti dei bellissimi dipinti per la qualità e particolarità del tratto e dell'animazione. Inoltre, la storia rimane godibile e il character design è veramente molto ben fatto, quindi direi che se anche vi attira solo vagamente l'idea aggiungetelo immediatamente ai Plan to watch.

Piccola curiosità: le prime due opening di Attack on Titan erano state composte dal mitico Revo, autore pure della OST di Bravely Default. Per il seguito, Bravely Second, Square Enix e Silicon Studio avevano invece assoldato ryo, la mente dietro progetti ben noti agli appassionati di anime quali EGOIST e supercell. E indovinate di chi è la opening di Kabaneri? Proprio degli EGOIST di ryo! Va detto però che se in Bravely Second aveva tentato una via alternativa a Revo, qui l'imitazione di Revo nel cercare quei toni da rock epico è piuttosto evidente. 

Keijo!!!!!!!!

Link: Come si poteva fare a prendere sul serio Keijo, un anime in cui delle ragazze combattono a suon di sederate? Sarà di sicuro uno schifo che punta solo sul fanservice esagerato per provare ad attirare otaku pervertiti. Questo era quello che pensavo.

E mamma mia, mi sbagliavo. Keijo è stato senza dubbio uno degli anime migliori della stagione autunnale. La storia, molto semplice, si lascia seguire senza problemi, facendoci coinvolgere dalle ragazze dell'accademia Setouchi, dalla loro amicizia, dalle loro rivalità e dal loro amore verso questo bizzarro sport. I combattimenti poi, sono veramente fatti bene e non hanno nulla da invidiare a quelli di altre serie con combattimenti un po' più tradizionali, anche grazie alle ottime animazioni e alla novità di questo stile combattimento molto singolare. Se proprio devo trovargli un difetto, ci sono un paio di personaggi che non mi fanno impazzire e... basta! Persino il fanservice, che in questo anime avrebbe anche avuto ragione di esistere, non è presente in modo eccessivo in modo da non risultare mai fastidioso. Le gag sono sempre nei momenti giusti e contribuiscono a creare l'atmosfera leggera e spensierata, ma al momento giusto carica di tensione e di adrenalina di questo anime. E poi sembra preso da un manga realizzato da un personaggio di Bakuman di quelli che, se fossero esistiti per davvero, sarebbe stato da leggere. E sono d'accordo con la protagonista quando dice:

Onara Gorou

Link: La maggior parte di voi non conoscerà Takashi Taniguchi, regista di Onara Goro. Ma prima di Onara Goro questo genio era già famoso presso gli intenditori di animazione giapponese per un'opera molto più importante: Mr Ando of the Woods.

Sono veramente dispiaciuto del fatto che non tutti sono a conoscenza di questo vero e proprio dono fatto all'umanità.

In questo periodo gli anime stanno percorrendo una brutta strada. Stanno rischiando di diventare sempre più generici, di perdere ogni personalità, di puntare sempre sugli stessi cliché pur di fare successo, perdendo la magia di quella originalità che nei decenni ha fatto appassionare sempre più gente all'animazione giapponese.

Ma poi è arrivato lui.

Dopo Go Nagai, dopo Tomino, dopo Miyazaki, dopo Anno, in un momento di buio è arrivato il nuovo eroe, colui che può riportare l'animazione giapponese ai fausti di un tempo e a superarli, portando verso un futuro radioso gli anime e il mondo intero. Numerose sono le prove del suo genio, ma la massima espressione della sua arte è sicuramente Mr Ando of the woods. Dal profondo dialogo iniziale, al mistero centrale fino all'eroica missione di Mr Ando per salvare la foresta, tutto porta la pesante firma di questo genio dell'animazione, fino al bellissimo finale, dimostrazione della fiducia dei compagni di Mr Ando, e di come se anche lui forse non sarà mai quello che vuole essere, di sicuro lo è sempre stato nel cuore dei suoi amici.

Possiamo dirlo: Mr Ando saved anime. Ma si sa. In ogni epoca i veri geni sono spesso incompresi. L'operato di Taniguchi rischiava di rimanere legato a ciò che poteva creare da sé e al piccolo pubblico che su youtube era disposto a dargli una possibilità. Ma finalmente nel 2016 Taniguchi ha la sua grande chance, quando finalmente tramite crowdfunding riesce a farsi produrre un'intera serie. Finalmente aveva l'occasione di far vedere il suo genio al mondo intero, e l'ha colta in pieno creando quest'altro capolavoro: Onara Gorou. In tutti gli episodi, anche se lunghi solo 3 minuti, Onara Gorou riesce a farci piangere, sorridere e soprattutto riflettere, con il suo sguardo comprensivo con cui guarda chi sta sbagliando, e con la dolcezza con cui lo ammonisce e lo porta a realizzare i suoi errori. Ma anche il saggio Onara Gorou delle volte mostra segni di debolezza, arrivando ad ubriacarsi e quasi a dire di odiare sua moglie, segno di come anche i più grandi personaggi, per quanto possano sembrare perfetti, possono smarrirsi, per poi ritrovare la retta via grazie ai loro vecchi amici. Non c'è nulla da dire, è un capolavoro assoluto. Tutti devono conoscere il genio di Takashi Taniguchi, vedetelo assolutamente e diffondete il verbo. Ah, non so se l'ho detto ma Onara in giapponese significa peto.

Terraformars: Revenge

Link: Della prima serie di Terraformars ne parlammo nel resoconto di qualche anno fa. E ne parlammo male. Con una trama senza senso e personaggi talmente poco memorabili da essere spesso confusi tra loro avevamo veramente poche aspettative per la seconda serie. E indovinate un po'? È persino peggio di quanto pensassimo. Se la storia continua ad essere quello che è e la regia non è certo migliorata, il character design è riuscito a peggiorare rendendo ancora meno interessante da guardare questo clone di Attack On Titan. Almeno con tutta la gente che è morta nella prima serie adesso ci si confonde un po' di meno tra i personaggi, ma non sono sicuro che si possa cosiderare un lato positivo. Solo un'ultima cosa, mentre lo guardavo spesso mi ritrovavo insetti ronzare vicino allo schermo, che il suono dei Terraformars sia il richiamo di accoppiamento delle mosche?

Mayoiga

Due personaggi a cui in fondo mi ero affezionato
Cloud: Io ci ho provato a credere fino alla fine. C'erano quel personaggio o due interessanti, inoltre le trashissime premesse di "anime in cui moriranno tutti" non sono state per fortuna rispettate, ma comunque no. Anche quel poco che poteva facilmente essere chiuso facilmente negli ultimi episodi viene trattato in maniera frettolosa e incoerente, rendendo Mayoiga un thriller assolutamente mediocre che lascia poco allo spettatore nonostante la storia e alcuni personaggi avessero il potenziale di fare decisamente meglio.

Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable

Link: Credo che in pochi possano non essere d'accordo sul fatto che Le Bizzarre Avventure di Jojo è uno dei manga più fighi di sempre. Poche opere nella storia del'umanità sono state in grado di creare personaggi così fighi, scene così tamarre, esilaranti e geniali allo stesso tempo. E per quanto il manga sia un must per ogni appassionato di Shonen, l'anime non solo non fa per niente rimpiangere l'opera orginale, ma anzi, è persino più bello! Già negli adattamenti delle prime tre serie l'opera di Araki era stata perfettamente trasposta, con l'aggiunta di una grande colonna sonora e con una maggiore enfasi nelle scene più concitate grazie anche alle assurde scelte di colori, che si sposano perfettamente con le bizzarre avventure della famiglia Joestar. In questa quarta serie poi lo stile originale è stato completamente rinnovato, dando un nuovo tocco alle già fantastiche avventure di Josuke e dei suoi compagni. E come si fa poi a non adorare Morio-cho, la coppia Josuke-Okuyasu (no homo) e la vita personale di Kira con sua moglie?

Cloud: Diamond is Unbreakable è senza dubbio una delle serie più amate dai fan di JoJo. Se Phantom Blood e Battle Tendency (accorpate nella trasposizione animata in un'unica stagione) si prendevano piuttosto sul serio raccontando una storia di vampiri che, per quanto interessante, non era proprio originalissima, con Stardust Crusaders JoJo è passato a toni decisamente più scanzonati, mettendo da parte un'innecessaria complessità della trama e concentrandosi sul regalare combattimenti ben studiati e gag esilaranti con protagonista il cast principale, diventando così un'icona indiscutibile della cultura pop giapponese nonché una fonte di ispirazione imprescindibile per un'enorme fetta degli esponenti del genere shonen.

Se Diamond is Unbreakable è così amato è perché con questa quarta serie Araki ha saputo prendere tutto ciò di buono che aveva fatto in Stardust Crusaders e svilupparlo maggiormente. Tanto per cominciare, abbiamo nuovamente un cast di personaggi esilaranti (a tratti anche molto più idioti e per questo fantastici) e combattimenti altamente strategici e intriganti, capaci di tenere con il fiato sospeso. Abbiamo però anche la città di Morio-Cho, che man mano che la serie procede prende sempre più vita nel fare da sfondo alle vicende. E proprio gli eventi della storia principale, prendono rispetto a Stardust Crusaders una piega ben più seria ed elaborata, anche grazie ad un cattivo veramente carismatico e ben realizzato, ma senza assolutamente snaturare lo spirito che la precedente saga aveva saputo plasmare.

C'è poco da fare: l'estate del 1999 di Morio-Cho rimarrà per sempre scolpita nei cuori di chiunque abbia la fortuna di vedere questo capolavoro di serie.

Joker Game

Cloud: Una buona serie episodica a tema investigativo, ambientata poco prima della seconda guerra mondiale e incentrata sulle gesta di spie giapponesi allenate per resistere a tutto e arrivare in ogni modo a ottenere informazioni che avvantaggino il loro paese. Il primo episodio è spettacolare e getta le basi per un eventuale sviluppo di una trama principale, ma i restanti sviluppano ciascuno una sua vicenda a sé riguardante una delle spie. I casi di per sé sono molto ben sviluppati, ma una certa monotonia nel character design rende difficile riconoscere i personaggi, e inoltre non si capisce bene se in certi punti si voglia costruire una trama generale o meno, e manca quindi un senso di unità. Spero che un'eventuale seconda stagione possa supplire ai difetti della prima.

The Highschool Life of a Fudanshi

Cloud: Le premesse di questo anime, composto da brevi episodi di 3 minuti sigla finale inclusa, erano piuttosto cringeworthy: la vita scolastica di un "fudanshi", ossia ragazzo (eterosessuale) a cui piacciono gli yaoi (manga a tema omoerotico maschile, indirizzati prevalentemente a un pubblico femminile, pubblico non esattamente ben visto al punto da essere chiamate "fujoshi", ossia cattive ragazze, "fudanshi" sta invece per cattivo ragazzo). Però se avete letto il resoconto del 2015, saprete che mi era piaciuto parecchio I don't understand what my husband is saying, miniserie sempre con episodi da 3 minuti l'uno, e volevo quindi vederne almeno un'altra quest'anno.

E che dire, alla fine manco era così male! L'elemento della passione per gli yaoi per fortuna non è mai invadente e anzi viene usato soltanto a scopi comici, tipo quando lui e un altro fudanshi si ritrovano a vendere fumetti insieme a una fiera e le ragazze interessate al genere iniziano a vederli come una coppia, e in generale quando vengono messe in ridicolo le varie contraddizioni del fandom degli yaoi. In fin dei conti, ha almeno quella gag o due a episodio di 3 minuti che valgono la pena di averli visti, e onestamente parlando trovo che questa sia una formula molto migliore di quella di molti anime comici ben poco ispirati che protraggono magari una sola gag per 20 minuti di episodio quando poteva benissimo chiudersi in 3.

Quindi, se volete farvi due risate dategli una chance, che tanto tutta la serie dura... 30 minuti?

Classicaloid

Cloud: Passiamo da una comicità quotidiana a una serie che invece porta alla risata tramite una regia e uno stile di animazione totalmente sopra le righe e a tratti follemente psichedelici: stiamo parlando di Classicaloid, i cui personaggi principali sono versioni moderne di Beethoven, Mozart, Schubert e altri compositori del periodo classico, con riferimenti alle vite e opere degli stessi (Mozart ad esempio è un pervertito esattamente come il grande compositore). Non aspettatevi un Bungo Stray Dogs, perché non siamo a quei livelli e nemmeno ci si prova ad arrivare: abbiamo una serie folle che riprende alcune caratteristiche di compositori famosi e li catapulta nel Giappone moderno, prendetela più come una serie da guardare rilassati senza troppe pretese.


Kanojo to Kanojo no Neko: Everything Flows

Cloud: Remake di un OAV di Makoto Shinkai del 1999, questa brevissima serie di 4 episodi ci mostra il rapporto tra un gatto e la sua padrona visto dagli occhi del felino, e sa essere veramente molto poetico e toccante pur nella sua semplicità. Visto il pochissimo tempo che vi ruberà ve lo consiglio a prescindere.


To Be Hero

Cloud: Vi ho parlato di come My Hero Academia ci abbia abilmente riportato dalla decostruzione di One Punch Man al supereroe classico, ma To Be Hero, pur non essendo minimamente un'opera della qualità di My Hero Academia, è il cartone cinese (sì, come Hitori no Shita è una coproduzione cinese e giapponese, diretta da Shinichi Watanabe, autore di Excel Saga) perfetto per chiudere il cerchio.

Parlare di To Be Hero senza spoilerare è difficile, se volete vederlo (sta su Crunchyroll in maniera totalmente legale) vi avverto di due cose: vedetelo fino alla fine, sopportando l'umorismo (che vi avverto, è a tratti pesantemente volgare e stupido, gli episodi sono comunque da 10 minuti anziché 25 e già si sopporta meglio) perché se non lo vedete fino alla fine non potete capire, fidatevi. E poi altra cosa, una volta finito venite comunque qui sotto a leggere la sezione spoiler, perché purtroppo come accennavo parlando di The Outcast la versione giapponese, che è quella a noi disponibile, ha numerosi tagli e addirittura nell'ultimo episodio dovete praticamente ignorare tutta l'ultimo minuto circa che è un nonsense inventato senza motivo dagli adattatori giapponesi. Il senso generale lo capirete comunque, e vale quindi comunque la pena vederlo, ma ci sono un paio di dettagli su cui mi sono informato che hanno rimosso ma vale la pena sapere per apprezzarlo ancora meglio. Quindi su, andate a vederlo e tornate qui a leggere la sezione nascosta!

E poi oh, la ending è una citazione a Pooyan, il gioco arcade!


Che dire quindi, un annata in fin dei conti niente male no? Quali anime di quest'anno avete visto? E quali vi abbiamo incuriosito a recuperare? Fatecelo sapere nei commenti!


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